Trimestrali con ricavi e utili in doppia cifra: è ora di investire sull’azionario?

Matteo Biancolini

01/08/2023

L’idea che si possano anticipare le mosse degli indici di borsa (in gergo “market timing”) è fuorviante e troppi investitori inesperti ancora ritengono di poterci riuscire, ovviamente senza successo.

Trimestrali con ricavi e utili in doppia cifra: è ora di investire sull’azionario?

La stagione delle trimestrali si è aperta con la pubblicazione di dati su ricavi e utili in doppia cifra per molte delle note società quotate. Si tratta quindi di un buon momento per investire sul mercato azionario? Forse no, ma facciamo un po’ di ordine e partiamo da alcuni dati. Solo per citare alcuni dei risultati raggiunti abbiamo Meta (Facebook) +11% di ricavi e +16% di utili, Renault +27% di ricavi, Enel +48% di utili, Tod’s +21% di ricavi, Zegna +24% di ricavi.

Numeri importanti che ci permettono di svolgere un paio di riflessioni sui mercati azionari e sull’opportunità di raccogliere questo tipo di performance e rendimenti.
Ma per farlo facciamo un piccolo passo indietro, con l’obiettivo di rinfrescare la memoria su quanto accaduto nell’ultimo anno sui mercati globali.
Inizio 2022, le banche centrali cominciano ufficialmente la lotta all’inflazione rialzando i tassi di interesse, con l’effetto domino di veder scendere contemporaneamente tutti i principali indici azionari ed obbligazionari.
Nel corso di 8 mesi circa il Nasdaq scende del -36%, portandosi a casa il titolo di peggior indice dell’anno. Gli altri listini azionari seguono il trend, con discese tra il -20% e il -30%.

Nasdaq Nasdaq Andamento dal 2022 ad oggi.

Poi la svolta. Siamo a novembre del 2022 e il trend “improvvisamente” si inverte. Con grande stupore da parte dei meno esperti di mercati finanziari, comincia un rimbalzo che ad oggi è ancora in atto e che porta l’indice delle aziende tecnologiche americane a recuperare un +35%, di fatto pareggiando la performance precedente, ma con segno opposto.
E qui si aprono le due interessanti riflessioni (più una).

1. Se andiamo a guardare l’andamento del Nasdaq dopo questo importante recupero scopriamo che in realtà non ha ancora chiuso del tutto il gap relativo alla discesa precedente. Ad oggi è ancora sotto di un -8% dal suo massimo storico toccato ad inizio 2022. In finanza vi è un adagio che va tenuto a mente, se si vuole comprendere a pieno il concetto di rischio e volatilità, ovvero che “si sale con le scale, ma si scende con l’ascensore”. Il significato di questa frase è che per recuperare una certa discesa % è necessario ottenere una risalita superiore, sempre in termini %. Non vi è nessun dubbio che il Nasdaq possa fare tutto ciò, ma teniamolo a mente;

2. Per raccogliere un +35% in 8 mesi bisogna essere investiti quando il mercato riparte. L’idea che si possano anticipare le mosse degli indici di borsa (in gergo “market timing”) è fuorviante e troppi investitori inesperti ancora ritengono di poterci riuscire, ovviamente senza successo. Piuttosto, quando nel 2022 il mercato azionario scendeva in doppia cifra, doveva essere un’occasione di ulteriore acquisto. Prima semino e poi raccolgo, in questo caso in tempi anche ragionevolmente brevi. Ovviamente per fare ciò devo utilizzare un approccio razionale e non emotivo, lasciando andare quegli schemi culturali per cui se i mercati scendono si perdono soldi e in generale si deve investire quando le cose “vanno bene”, possibilmente senza rischiare;

3. L’ultima riflessione risponde in realtà alla domanda iniziale, ovvero se oggi convenga investire sull’azionario. È evidente come di fronte a risultati di questo tipo sia normale un ritorno generalizzato di quella famosa “euforia irrazionale” che caratterizza gli investitori meno esperti e consapevoli, i quali tendono a guardare alle performance recenti per prendere decisioni di investimento strategiche, peggio ancora se di medio-lungo periodo. Tutto questo è comprensibile per chi non ha competenze ed esperienza, ma nel percorso di crescita in materia di educazione finanziaria è necessario comprendere come spesso e volentieri i risultati sui mercati siano frutto di scelte “controintuitive”. Ad esempio oggi il mercato obbligazionario è decisamente più interessante del mercato azionario, eppure tutti sono concentrati su quest’ultimo, proprio a seguito della pubblicazione di trimestrali che rivitalizzano euforia ed interesse. Vedo i prezzi delle obbligazioni scendere, mi faccio impressionare e penso che non ne valga la pena, quando invece dovrei chiedermi se non sia il caso di comprare “a prezzi di saldo”.

Quando gestisco un portafoglio di investimento in modo sano ed equilibrato devo sempre fare due cose, semino e raccolgo. Nelle fasi favorevoli per un determinato asset (come oggi è l’obbligazionario) semino, cioè compro, e contemporaneamente raccolgo i frutti della semina precedente (l’azionario di oggi, comprato l’anno scorso).

Con questo non sto dicendo che non sia il caso di puntare sul mercato azionario (è sempre un buon momento per farlo), ma ci sono fasi e cicli in cui utilizzando un approccio razionale posso cogliere interessanti opportunità, come quel +35% del Nasdaq degli ultimi 8 mesi.