Trimestrale Facebook: dati deludenti e il titolo cade

Seconda trimestrale sotto le attese per Facebook, con la crescita debole degli utenti che testimonia gli effetti del ciclone mediatico e giudiziario degli ultimi mesi. E le azioni fanno -23% nell’after hours

Trimestrale Facebook: dati deludenti e il titolo cade

Seconda trimestrale con risultati inferiori alle attese per Facebook. Il social network di Mark Zuckerberg fa registrare ricavi per 13,2 miliardi di dollari contro i 13,4 attesi dagli analisti, e vede l’utenza salire dell’11% a fronte del 13% previsto: un dato che segna l’aumento più lento dal 2011.

L’utile netto ha segnato 5,1 miliardi di dollari, vale a dire 1,74 dollari per azione, superando quindi anche se di poco il consensus, a quota 1,72 dollari. Dato che fa riflettere è poi quello relativo alla frenata degli utenti in Europa, pari a 3 milioni di ’amici’ giornalieri e 1 milione di ’amici’ mensili.

Lo stesso Zuckerberg, all’uscita dei dati, ha commentato la flessione europea notando come l’introduzione del GDPR, la nuova normativa UE sulla privacy, abbia influito sulle cifre riportate.

Ma le parole che hanno fatto più riflettere in ottica futura - e senza dubbio allarmato gli analisti, contribuendo in parte alla caduta in borsa - sono state quelle del chief financial officer David Wehner, che ha previsto una prosecuzione del trend di rallentamento per tutto il 2018.

Si era parlato di snodo cruciale e così è stato per il colosso di Menlo Park, che dopo la prima trimestrale del 2018, a caso Cambridge Analytica ancora caldo, aveva quasi lasciato pensare a un’influenza tiepida, quasi insignificante degli scandali suo stato di salute, facendo registrare un boom di utili e fatturato. Ma, alla lunga, le apparizioni davanti ai giudici USA e UE da parte dei vertici societari e la riconsiderazione del caso in ottica generale per l’utenza - dal punto di vista della protezione dei dati nel quotidiano - hanno finito per pesare anche sul comportamento dei fruitori e, di conseguenza, dei guadagni.

Guadagni che, dal punto di vista pubblicitario, sono aumentati del 42% a 13,04 miliardi di dollari, a fronte però di un parallelo aumento dei costi del 50% a 7,37 miliardi, probabile conseguenza del lavoro sulla sicurezza della piattaforma che ha seguito gli scandali.

La notizia ha influito eccome sull’andamento del titolo a Wall Street, crollato fino al 23,68% nelle contrattazioni afterhours, sulla scia dei dati deludenti e delle parole di Wehner sul probabile rallentamento che coinvolgerà tutto il resto dell’anno.

La parte che segue è stata redatta prima della pubblicazione dei dati relativi alla seconda trimestrale del 2018 di Facebook.

Ecco la seconda trimestrale del 2018 per Facebook.
L’appuntamento si rivela cruciale per esaminare da vicino il numero degli utenti attivi mensili e giornalieri, capendo così se lo scandalo Cambridge Analytica ha allontanato fruitori e inserzionisti o non ha influito più di tanto sul colosso di Menlo Park.

La media delle aspettative indica un utile per azione pari a 1,72 dollari (contro gli 1,69 dollari della precedente rilevazione), entrate per 13,36 miliardi di dollari, 2,25 miliardi di utenti attivi mensili e 1,49 miliardi di utenti attivi giornalieri.
Malgrado il peso degli ultimi avvenimenti, c’è da sottolineare che la prima trimestrale - che includeva le due settimane successive allo scandalo - aveva fatto registrare un boom di utili e fatturato e rivisto al rialzo le attese degli analisti.

Ma le cifre in arrivo comprenderanno tutto il restante periodo del post-Cambridge, inclusa la testimonianza del CEO, Mark Zuckerberg, di fronte al Congresso degli Stati Uniti e di fronte all’UE. Altro evento degno di nota è poi l’entrata in vigore del General Data Protection Regulation (GDPR), il nuovo regolamento europeo in materia di privacy.

Le previsioni: Facebook troppo importante per l’utenza

L’analista principale di eMarketer, Debra Aho Williamson, ritiene che il numero di utenti attivi giornalieri nordamericani resterà invariato, mentre quelli europei mostreranno un calo.
Tuttavia, anche se utenti mensili e giornalieri potrebbero rivelare qualche debolezza, Facebook si è resa nel tempo una piattaforma di comunicazione indispensabile secondo Williamson, che sottolinea come sia molto difficile che qualcuno abbandoni il social network definitivamente:

“Forse le persone condivideranno meno spesso o saranno più caute rispetto ai contenuti da postare, ma resta una piattaforma estremamente importante per la quotidianità di un enorme numero di persone”.

Una ricerca effettuata sui consumatori da Forrester ha mostrato l’effettiva crescita della preoccupazione tra i fruitori, non accompagnata però da una modifica delle loro abitudini d’uso del social network.

Un numero di utenti giornalieri attivi più basso potrebbe avere un effetto minimo sulle entrate pubblicitarie secondo Daniel Ives di GBH Insights, che prevede una diminuzione di circa 1 miliardo di dollari o del 2% dei ricavi pubblicitari annuali.

In linea più generale, secondo Ives le ripercussioni per la società di Zuckerberg si stanno rivelando estremamente ridotte rispetto quanto previsto in un primo momento, anche se riconosce che il secondo trimestre rappresenta un passaggio chiave per l’azienda di Menlo Park e per il suo futuro.

Al momento della scrittura, le azioni Facebook guadagnano lo 0,07% a quota 214,83 dollari, reduci da un +2,54% negli ultimi sette giorni.

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