Nuova tegola su farmaco anti-COVID: Eli Lilly sospende i test

Ei Lilly ha sospeso i test sul farmaco anti-COVID per motivi di sicurezza. Le novità sullo stop al trattamento a base di anticorpi, tanto atteso da Trump

Nuova tegola su farmaco anti-COVID: Eli Lilly sospende i test

Battuta di arresto per il farmaco anti-COVID in sperimentazione da Eli Lilly.

La società ha sospeso i test in fase avanzata sulla terapia a base di anticorpi monoclonali. Gli enti regolatori sanitari statunitensi hanno ordinato lo stop per potenziali problemi di sicurezza.

La notizia arriva a meno di 24 ore dalla pausa di Johnson & Johnson sulla sperimentazione del vaccino contro il coronavirus, già in fase avanzata ma interrotta per effetti inspiegabili su un paziente.

Una nuova tegola, quindi, si è abbattuta sul processo di ricerca per la cura contro il COVID-19, sponsorizzata a gran voce dallo stesso presidente USA Trump.

Eli Lilly: stop test su cura anti-COVID. Cosa è successo?

Eli Lilly ha sospeso ufficialmente la sperimentazione sul trattamento contro il coronavirus a base di anticorpi.

La portavoce della società ha confermato l’accaduto a CNBC, dichiarando:

“La sicurezza è della massima importanza per Lilly. Siamo consapevoli che, per cautela, il comitato indipendente di monitoraggio della sicurezza dei dati (DSMB) ACTIV-3 ha raccomandato una pausa nella registrazione. Lilly sostiene la decisione del DSMB di garantire con cautela la sicurezza dei pazienti che partecipano a questo studio”

Non si hanno ulteriori dettagli su cosa sia stato considerato poco sicuro nel processo di ricerca del farmaco. Indiscrezioni da Reuters parlano di possibili problemi nel controllo qualità in alcuni stabilimenti farmaceutici.

Test su terapia anticorpi fermi: tegola per Trump?

Lo studio ACTIV-3 è progettato per testare un anticorpo monoclonale sviluppato da Eli Lilly in combinazione con il Remdesivir di Gilead Sciences, un antivirale con autorizzazione all’uso in emergenza per il virus.

È una delle numerose sperimentazioni in corso che fanno parte del programma «Activ» del National Institute of Health, progettato per accelerare lo sviluppo di vaccini e trattamenti COVID-19. È anche supportato dall’operazione Warp Speed, voluta dall’amministrazione Trump per accelerare la distribuzione di terapie contro l’infezione.

Non a caso, questi trattamenti hanno fatto notizia dopo che il presidente Donald Trump ha affermato di essersi curato dal COVID con un cocktail di anticorpi Regeneron. Man mano che la salute del presidente migliorava, egli stesso lo pubblicizzava come una cura efficace. Ma il CEO di Regeneron, Leonard Schleifer, ha sottolineato che sono necessari ulteriori test.

La battuta di arresto di Eli Lilly rischia di essere una cattiva notizia anche per la campagna elettorale di Trump, desideroso di offrire una soluzione medica all’epidemia prima delle presidenziali del 3 novembre.

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