Cinque mesi di lavoro solo per le tasse, è il 4 giugno il Tax Freedom Day 2019

È il 4 giugno 2019 il Tax Freedom Day, giorno di liberazione dalle tasse. Gli italiani lavorano cinque mesi dell’anno solo per il Fisco, con la nostra pressione fiscale che si conferma tra le più alte d’Europa.

Cinque mesi di lavoro solo per le tasse, è il 4 giugno il Tax Freedom Day 2019

È il 4 giugno 2019 il Tax Freedom Day, il giorno di liberazione dalle tasse. Dopo ben cinque mesi (154 giorni) il contribuente medio finisce di lavorare per il Fisco ed inizia a guadagnare per se stesso.

Aumenta, seppur di un solo giorno, il periodo temporale necessario per rispettare gli obblighi di natura tributaria, segno che la pressione fiscale è tutt’altro che calata dal 2018 ad oggi.

Tasse, imposte e contributi rappresentano anche nel 2019 il macigno che schiaccia non solo le imprese ma anche lavoratori dipendenti e pensionati.

Accanto agli appuntamenti “fissi” con il Fisco - tra cui l’imminente scadenza IMU e TASI - nel 2019 ha debuttato la nuova fatturazione elettronica, costo sia in termini di tempo che di denaro per molte imprese e professionisti.

Dal 1° luglio 2019 partirà lo scontrino elettronico obbligatorio ed i commercianti dovranno dotarsi dei nuovi e costosi registratori telematici.

Si tratta dei due adempimenti introdotti con l’unico obiettivo di contrastare la pressione fiscale, ma che si inseriscono in un quadro tutt’altro che roseo.

Tax Freedom Day: il 4 giugno 2019 “finiamo” di pagare le tasse

A calcolare quanti mesi di lavoro servono agli italiani per pagare imposte e tasse è la CGIA di Mestre.

Il Tax Freedom Day del 4 giugno 2019 è una data simbolica, ideata dall’imprenditore Dallas Hostetler nel lontano 1949, che teoricamente identifica il giorno a partire dal quale finiamo di lavorare solo ed esclusivamente per il Fisco.

Dopo 5 mesi dall’inizio del 2019, ovvero dopo ben 154 giorni lavorativi, l’italiano medio potrà dirsi finalmente libero dal fisco soltanto il 4 giugno, giorno in cui saranno stati svolti tutti gli adempimenti del buon contribuente.

Con il Tax Freedom Day, giorno di liberazione fiscale, i lavoratori potranno (finalmente) iniziare a guadagnare per se stessi. Magra consolazione, poi, se si pensa che gli stipendi degli italiani sono tra i più bassi d’europa.

A fornire i dati è la CGIA di Mestre, che va ancora più a fondo analizzando le ore di lavoro che ogni contribuente impiega per pagare le tasse. Se si considera una giornata lavorativa che inizia alle 8.00, ogni giorno il contribuente medio lavora fino alle 11.23 solo per pagare tasse e contributi.

Il 2005 l’anno del Tax Freedom Day più precoce

Negli ultimi anni non vi sono state modifiche rilevanti alla pressione fiscale nei confronti di lavoratori e imprese: ne è la prova il fatto che il Tax Freedom Day è stato pressoché lo stesso.

Nonostante le attese e le speranze nutrite da molti lavoratori ed imprese, nel 2019 non si è ancora verificato lo shock fiscale annunciato a voce alta dal Governo del Cambiamento. Al contrario, il livello di pressione fiscale è destinato ad aumentare, per via del mancato rinnovo del blocco degli aumenti dei tributi locali che rischia di portare ad aumenti vertiginosi non solo di IMU e TASI, ma anche delle addizionali Irpef.

Potrebbe essere solo un antipasto di quello che ci attende dal prossimo anno. Dal 2020 incombe il pericolo dell’aumento dell’IVA, per il quale ad oggi non sono state fornite indicazioni su come saranno reperiti i 53 miliardi di euro necessari per evitare che scattino le clausole di salvaguardia.

Rischi anche dalla flat tax: i 12 miliardi di euro necessari per l’introduzione della tassa piatta potrebbero essere reperiti mediante un taglio netto ad agevolazioni e detrazioni, con il bonus Renzi “in bilico”.

Ci vorrà ancora molto per rivivere l’emozione del 2005, quando con il Governo Berlusconi II potemmo vivere la gioia del Tax Freedom Day più precoce, con “solo” 143 giorni di lavoro per pagare le tasse.

E nel resto d’Europa?

C’è da dire che anche nel resto d’Europa la situazione non è delle migliori. Dal 2018 al 2019 è peggiorata la situazione di molti Paesi, con un impennata della Francia arrivata al primo posto nella classifica degli Stati in cui si lavora più giorni per pagare le tasse (177).

A seguire la Danimarca (171), il Belgio (169), la Svezia (163) e la Finlandia (158). Il Tax Freedom Day è invece più precoce in Paesi come Grecia (152) e Germania (147).

Il Paese più virtuoso è l’Irlanda che, con una pressione fiscale del 23,4 per cento consente ai propri contribuenti di assolvere gli obblighi fiscali in soli 85 giorni lavorativi.

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