Parla il grande falco tedesco. Ormai la BCE ha superato il punto di non ritorno e non può più permettersi il lusso di aspettare.
Anche con un accordo di pace tra gli Stati Uniti e l’Iran, un rialzo dei tassi da parte della BCE, nella prossima riunione di giovedì 11 giugno 2026, è ormai necessario.
Lo ha detto senza mezzi termini il grande falco tedesco della Banca centrale europea, l’esponente del Comitato esecutivo Isabel Schnabel.
BCE, Schnabel: ignorare shock non più una opzione, necessario aumento dei tassi a giugno
“Data l’entità e la persistenza dell’attuale shock, ignorarlo non è più un’opzione, a mio avviso”, ha dichiarato Schnabel, interpellata da Reuters aggiungendo che dunque, “alla luce della situazione attuale, ritengo che sarà necessario un aumento dei tassi a giugno ”.
Schnabel ha negato dunque che il raggiungimento di un accordo di pace tra Washington e Teheran possa far fare dietrofront alla BCE, ormai a quanto pare decisa ad aumentare il costo del denaro dell’area euro, dopo averlo lasciato invariato per ben 7 volte consecutive.
E questo perché è possibile che l’Eurotower abbia superato un punto di non ritorno, visto che le infrastrutture energetiche del Golfo sono state danneggiate dal conflitto e le conseguenze dello shock petrolifero sul trend dell’inflazione sono sempre più visibili nell’economia europea.
Peggio: la situazione è più grave di quanto pronosticato dall’istituzione guidata da Christine Lagarde nello scenario avverso.
“Per quanto riguarda la persistenza, abbiamo ormai superato lo scenario avverso, che ipotizzava una rapida normalizzazione dei prezzi del petrolio ”, ha aggiunto.
Alert Schnabel su inflazione euro, la BCE non può più permettersi più il lusso di aspettare
A parlare sono i numeri, in particolare l’ultimo dato relativo all’inflazione del blocco, balzata del 3% su base annua nel mese di aprile e destinata, tra l’altro, ad accelerare ulteriormente il passo.
Insomma, per Schnabel la BCE non può più aspettare ad alzare i tassi, se vuole evitare che si manifestino i cosiddetti effetti secondari, e dunque che le pressioni inflazionistiche finiscano per infettare anche i prezzi di altri beni e servizi, oltre a quelli energetici, fino a innescare la tanto temuta spirale salari-prezzi.
Il falco tedesco dell’istituzione ha messo al contempo in evidenza che lo scenario di base della BCE prevede due rialzi dei tassi, alimentando di conseguenza il timore che una sola stretta monetaria potrebbe non essere sufficiente.
Su due strette monetarie scommettono con una probabilità pari praticamente a una certezza i mercati monetari. La chance di un terzo rialzo dei tassi nel corso del 2027 è data al 50%.
Stando a un sondaggio stilato dall’agenzia Reuters, gli economisti sono invece meno hawkish, stimando solo due rialzi dei tassi, seguiti da una BCE pronta poi a tornare a tagliarli alla metà del 2027.
Nell’ultima riunione del 30 aprile scorso, la BCE ha lasciato i tassi sui depositi, i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali e i tassi sulle operazioni di rifinanziamento marginali invariati rispettivamente al 2%, al 2,15%, al 2,40% per la la settima volta consecutiva, dopo averli tagliati nell’anno compreso tra il 6 giugno 2024 e il 5 giugno 2025.
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Verso il primo rialzo dei tassi da parte della BCE dal 2023?
Un eventuale e a quanto pare ormai certo rialzo dei tassi nel prossimo meeting del Consiglio direttivo della Banca centrale europea, in calendario giovedì 11 giugno 2026, sarebbe la prima stretta monetaria della BCE dal settembre del 2023.
Dal canto suo, nell’intervista rilasciata a Fabio Fazio, nel corso della trasmissione Che Tempo che Fa - dove inevitabilmente ha parlato anche di Italia - la numero uno della BCE Christine Lagarde ha preferito non anticipare la direzione futura dei tassi, in vista dell’imminente riunione.
Non ha avuto remore a dire quanto accadrà, invece, Isabel Schnabel, nel lanciare un chiaro avvertimento: “Stiamo osservando segnali crescenti del fatto che lo shock si sta estendendo ad altre componenti del paniere dei consumi”, ha osservato.
Su quello che accadrà dopo giugno, Schnabel ha sposato invece la linea di Lagarde, affermando che la BCE non deve impegnarsi su mosse future specifiche, rivalutando piuttosto la propria posizione a ogni riunione di politica monetaria, sulla base dei dati disponibili.
Il falco tedesco ha infine colto l’occasione per ribadire di essere di pronto a prendere le redini della Banca centrale europea al posto dell’attuale Presidente Christine Lagarde, il cui mandato scade nell’ottobre del 2027.
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