Caro energia, Lagarde (BCE) ha appena bocciato la richiesta di Meloni

Laura Naka Antonelli

25 Maggio 2026 - 09:00

Ospite alla trasmissione Che Tempo Che Fa di Fabio Fazio, la Presidente della BCE Christine Lagarde ha appena rimesso in riga l’Italia di Meloni.

Caro energia, Lagarde (BCE) ha appena bocciato la richiesta di Meloni
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Non di solo tassi ha parlato ieri Christine Lagarde, ospite della trasmissione Che Tempo che Fa di Fabio Fazio, in onda su Nove.

La Presidente della BCE ha lanciato un avvertimento all’Italia, bocciando la richiesta alla Commissione europea di una deroga al Patto di stabilità, oltre che per la difesa, anche per le spese per l’energia, avanzata dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

La richiesta è stata presentata dalla premier qualche giorno fa, attraverso una lettera inviata alla Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen.

Caro energia e deroga Patto di Stabilità, Lagarde rimette in riga l’Italia di Meloni

Ieri, oltre a rispondere alle domande sulla direzione dei tassi di interesse dell’area euro - questione che sta a cuore soprattutto ai cittadini del blocco, che temono un rialzo del costo del denaro che torni a far salire le rate sui mutui da pagare e altro -, Lagarde ha lanciato un chiaro avvertimento al governo Meloni.

La numero uno della BCE ha ricordato che in Europa ci sono alcune regole ben precise, facendo riferimento a quelle che riguardano i conti pubblici, incise nel Patto di Stabilità e crescita UE.

Ciò significa che è necessario “attenerci a queste regole di deficit, debito, bilancio, e operare nell’ambito di queste regole”.

Lagarde ha aggiunto che “ è importante agire tutti insieme, come europei, invece di cercare percorsi diversi”.

Altrimenti, ha avvertito l’ex direttrice dell’FMI paventando anche eventuali effetti collaterali, “i nostri nemici sarebbero entusiasti di una frammentazione ”.

Ma quali percorsi diversi l’Europa dovrebbe prendere per estrarre dalla sua economia la spina del caro energia, che è tornata a colpire a causa dello shock petrolifero innescato dalla guerra USA-Iran?

Per la Presidente della Banca centrale europea, la soluzione sicuramente non è tornare a importare il gas dalla Russia. “Non è questa la risposta”, ha sottolineato. Piuttosto, “con la crisi energetica dobbiamo concentrarci sul nucleare e sulle rinnovabili per rafforzare la nostra indipendenza”.

Christine Lagarde ha confermato comunque di rimanere fiduciosa nelle potenzialità dell’Europa di superare questo nuovo momento di difficoltà:

Tra la pandemia Covid-19, la guerra in Ucraina, il ritono alla Casa Bianca di Donald Trump, che ha annunciato una politica commerciale USA incentrata sui dazi, e ora la guerra in Medio Oriente, “ siamo passati da una crisi all’altra e tutte le volte abbiamo dovuto reagire e trovare modi per difendere le nostre economie, qui in Europa”. Tutte le volte, insomma, l’Europa è riuscita a reagire.

Tassi euro in vista BCE Day dell’11 giugno, dado tratto su rialzo? La risposta di Lagarde

Per quanto riguarda la possibilità - secondo alcuni una certezza - che la BCE torni ad alzare i tassi dell’area euro, è stato mantenuto, come da copione, il massimo riserbo:

Lo saprete meglio l’11 giugno ”, ovvero nella data del prossimo BCE Day, ha detto Lagarde rimarcando tutta l’intenzione di imbrigliare l’inflazione per assicurare che torni al target del 2% nel medio periodo.

In ogni caso, “punteremo al 2% del tasso di inflazione nel medio periodo”, ha garantito la Presidente dell’Eurotower, aggiungendo che “questo (obiettivo) non muterà”.

Nel decidere la direzione dei tassi di interesse, in condizioni che sono di “massima incertezza”, sarà fondamentale “considerare i dati che abbiamo a disposizione, considerarli tutti, valutare come si svilupperà l’economia nei prossimi trimestri e determinare se è necessario agire e quale impatto avrà questa azione nel medio periodo, perché il nostro obiettivo nel medio periodo un’inflazione del 2% ”.

Per ora, ha aggiunto Lagarde, “le previsioni a nostra disposizione indicano (un tasso di inflazione) al 2,6% nel 2026, al 2% nel 2027 e al 2,1% nel 2028”. Ma il punto è che questi dati potrebbero essere “rivisti il 10 giugno quando ci saranno le prossime proiezioni, dal momento che la situazione dallo scorso marzo si è evoluta”.

Dunque, la decisione arriverà soltanto in quel momento. “Decideremo allora, e soltanto allora, quali azioni di politica monetaria saranno necessarie per mantenere al 2% l’inflazione”.

E il faro rimarrà il target sull’inflazione stabilito dalla Banca centrale europea: “Quello che però posso dire è che manterremo al 2% il tasso di inflazione nel medio periodo. Questo non cambierà, questo lo posso dire”.