Mutui prima casa, commercianti e artigiani sono i grandi esclusi dalla sospensione

Sospensione mutui prima casa, il decreto attuativo del MEF esclude commercianti e artigiani, nonostante il Fondo Gasparrini sia tra le misure emergenziali del Cura Italia, e quindi dovrebbe essere applicato in modo inclusivo.

Mutui prima casa, commercianti e artigiani sono i grandi esclusi dalla sospensione

Mutui prima casa, chi sono i grandi esclusi dalla sospensione del pagamento delle rate? Senza dubbio i commercianti e artigiani, ma non è l’unica categoria che non rientra tra i beneficiari dell’agevolazione pensata dal decreto Cura Italia.

Nonostante il Fondo di solidarietà Gasparrini sia stato esteso anche alle partite IVA, il decreto attuativo del Ministero dell’Economia pone una definizione ben precisa di lavoratore autonomo e libero professionista.

Le definizioni poste dal decreto attuativo dell’articolo 54 del Cura Italia, infatti, ammettono all’agevolazione lavoratori autonomi di attività non imprenditoriali e liberi professionisti iscritti agli Albi, escludendo di fatto piccoli imprenditori, commercianti e artigiani.

Mutui prima casa, commercianti e artigiani sono i grandi esclusi dalla sospensione

Lo stop al pagamento delle rate dei mutui prima casa è una delle misure che fanno parte del decreto Cura Italia.

Il decreto del 17 marzo ha esteso, all’articolo 54, il Fondo di Solidarietà anche alle partite IVA, e ha eliminato il requisito ISEE per accedere all’agevolazione, in modo da ampliare la platea di beneficiari.

Il problema però è che il decreto attuativo MEF dell’articolo 54 ha posto definizioni specifiche per “lavoratore autonomo” e “libero professionista”, che di fatto escludono le categorie di artigiani, commercianti e piccoli imprenditori.

Il decreto attuativo del MEF, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 marzo, definisce così il lavoratore autonomo:

“si intende il soggetto la cui attività è ricompresa nell’ambito dell’art. 1 della legge 22 maggio 2017, n. 81”

L’articolo a cui fa riferimento si riferisce alle attività non imprenditoriali, e di conseguenza sono escluse le imprese e le ditte individuali.

La definizione di libero professionista invece è la seguente:

“si intende il professionista iscritto agli ordini professionali e quello aderente alle associazioni professionali iscritte nell’elenco tenuto dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4 e in possesso dell’attestazione rilasciata ai sensi della medesima legge n. 4 del 2013”

Questa selezione così accurata da contemplare addirittura due specifiche definizioni lascia non poche perplessità: l’estensione del Fondo Gasparrini si trova in un decreto che ha carattere emergenziale, e come tale dovrebbe trovare un’interpretazione e un’applicazione ampia, inclusiva, e non restrittiva e discriminatoria.

Mutui prima casa, commercianti e artigiani esclusi: la contraddizione del MEF

La contraddizione del Ministero dell’Economia è piuttosto palese, considerando che l’articolo 54 del Cura Italia apre le porte del Fondo Gasparrini ai liberi professionisti che hanno registrato un calo del fatturato.

Nello specifico, la contrazione del fatturato registrato deve essere superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019, quindi deve essere una conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività dovuta alle misure di contenimento del contagio.

Questo perché è chiaro che dopo settimane di emergenza sanitaria come quella che sta vivendo l’Italia, non stentano ad arrivare anche le conseguenze economiche, vista la chiusura delle attività commerciali non essenziali (misura prolungata fino al 13 aprile).

Come mai, dunque, questa discriminazione nei confronti di ben selezionate categorie?

Non resta che aspettare notizie da parte del MEF, che magari tornerà sui suoi passi, come è avvenuto ad esempio con gli agenti di commercio, dapprima esclusi dal bonus delle partite IVA.

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