Conviene davvero tenere i soldi investiti e comprare casa con un mutuo? La risposta esiste, ed è molto meno glamour dei consigli da social.
Comprare casa è una delle decisioni finanziarie più rilevanti nella vita di una persona e la domanda ricorrente è sempre la stessa: se si dispone di un capitale sufficiente per l’acquisto dell’immobile, conviene pagare in contanti o accendere comunque un mutuo e investire il capitale disponibile?
La risposta può sembrare complessa, ma in realtà parte da un principio molto semplice e verificabile: la leva finanziaria diventa vantaggiosa solo se il rendimento ottenibile dagli investimenti supera in modo stabile il costo del debito. Se questa condizione non si realizza, il mutuo non crea valore aggiuntivo, ma diventa un peso finanziario senza alcun beneficio compensativo.
La narrazione secondo cui “conviene sempre fare il mutuo e tenere investiti i propri risparmi” si fonda sull’idea che il rendimento degli investimenti sia costantemente superiore al tasso del finanziamento. È un ragionamento lineare, apparentemente logico, ma che ignora sia la variabilità dei mercati sia l’impatto del flusso di cassa mensile sulla vita reale di una famiglia. Consideriamo, ad esempio, un mutuo da 220.000 euro al 3,5 percento per 25 anni. La rata mensile si aggira intorno ai 1.100 euro. Chi acquista cash quella rata non la paga e potrebbe destinare tale importo a un piano di accumulo disciplinato, costruendo nel tempo un patrimonio finanziario parallelo alla casa acquistata. [...]
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