In Svizzera vogliono «togliere» casa alle persone anziane

Alessandro Nuzzo

15 Aprile 2026 - 22:50

Per contrastare la crisi abitativa, in Svizzera si studiano soluzioni e tra queste rientra lo sfruttamento delle case unifamiliari abitate da persone anziane.

In Svizzera vogliono «togliere» casa alle persone anziane

La Svizzera sta affrontando una grave crisi abitativa, caratterizzata da un tasso di sfitto nazionale ai minimi storici, pari a circa l’1%. A fronte di un’offerta di alloggi sempre più limitata rispetto alla domanda, anche il costo degli affitti è in forte aumento, soprattutto nei grandi centri urbani come Zurigo e Ginevra, ma anche nel Canton Ticino.

Le ragioni di questa situazione sono diverse. Da un lato vi è una forte immigrazione nel Paese elvetico, dall’altro una bassa attività edilizia che non riesce a soddisfare il crescente fabbisogno abitativo. Nelle principali città svizzere i tassi di sfitto sono ormai scesi tra lo 0,2% e lo 0,5%, mentre gli affitti per appartamenti trilocali superano facilmente i 3.000 franchi al mese. Tra le categorie più colpite vi è soprattutto quella dei giovani, in particolare nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 29 anni.

Il Consiglio federale sta cercando di individuare possibili soluzioni alla crisi abitativa e ha già stanziato 150 milioni di franchi per contrastare l’emergenza. Tuttavia, in un territorio geologicamente complesso come quello svizzero, trovare nuove aree su cui costruire non è semplice. Per questo motivo si stanno valutando anche soluzioni alternative.

Tra le cause principali della crisi, oltre all’immigrazione, vi è anche l’invecchiamento della popolazione. Molte abitazioni di grandi dimensioni sono occupate da persone anziane che continuano a viverci anche quando non ne hanno più reale necessità ma necessiterebbero di case più piccole.

Sfruttare meglio le case degli anziani sottoutilizzate

Proprio queste case grandi abitate da anziani potrebbero rappresentare una delle possibili soluzioni alla crisi abitativa. In Svizzera si ritiene sempre più che, in un periodo di difficoltà come quello attuale, sia necessario concentrarsi sugli alloggi che contribuiscono meno al fabbisogno abitativo complessivo. In questa categoria rientrano soprattutto le case unifamiliari occupate dalla generazione nata tra il 1946 e il 1964.

Un primo censimento ha individuato circa 300.000 case unifamiliari, spesso situate su ampi appezzamenti di terreno e in molti casi sottoutilizzate. Queste abitazioni sono generalmente occupate da persone sempre più anziane e presentano diversi limiti: risultano costose da mantenere, troppo grandi per uno o due occupanti e spesso si trovano in zone poco servite dai mezzi pubblici, fattori che le rendono poco adatte alla vita quotidiana degli anziani.

Si tratta di un patrimonio immobiliare molto rilevante che sta attirando l’attenzione delle autorità, le quali lo considerano una possibile opportunità per aumentare la densità abitativa senza dover necessariamente costruire nuove case. Nei prossimi anni, con il ricambio generazionale previsto, si ritiene che molte di queste abitazioni potrebbero essere ristrutturate oppure vendute o affittate a famiglie più giovani.

La vera sfida sarà convincere i proprietari di questi immobili a valutare soluzioni che permettano di sfruttare meglio il potenziale delle abitazioni. È improbabile che le autorità svizzere obblighino i proprietari a farlo attraverso leggi coercitive o aumenti delle tasse sugli immobili. Più probabilmente si punterà su sistemi di incentivi per favorire un utilizzo più efficiente delle abitazioni.

Questa è una delle soluzioni attualmente allo studio per affrontare la crisi abitativa. Tuttavia, poiché molte competenze in materia sono delegate anche ai cantoni e ai comuni, diverse realtà locali stanno elaborando strategie proprie.

È il caso, ad esempio, della città di Zurigo, che ha avviato una revisione dei contratti di locazione delle case popolari. L’amministrazione comunale ha infatti rilevato che circa 1.100 unità abitative risultano sottoccupate o addirittura gravemente sottoutilizzate. Per questo motivo sta valutando la possibilità di rescindere alcuni contratti di locazione, ritenendo che un appartamento di quattro locali dovrebbe ospitare almeno tre persone per garantire un utilizzo più efficiente dello spazio abitativo disponibile.

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