Stop a contanti e assegni agli sportelli AdER, rimborsi e pagamenti solo con bancomat e carta di credito

Patrizia Del Pidio

8 Giugno 2026 - 11:26

Agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate Riscossione non potranno più essere utilizzati contanti e assegni per pagamenti e rimborsi. Vediamo la novità e cosa comporta.

Stop a contanti e assegni agli sportelli AdER, rimborsi e pagamenti solo con bancomat e carta di credito

Non potranno più essere utilizzati contanti e assegni agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. Per pagamenti e rimborsi potranno essere utilizzati solo bancomat e carte di credito o di debito. Non saranno più accettati agli sportelli dell’AdER neanche assegni bancari e postali, anche se di importo inferiore agli 8.000 euro (la soglia oltre la quale è imposta la dichiarazione di antiriciclaggio). Non è ancora chiaro se la norma con “assegni” comprenda l’esclusione anche di eventuali assegni circolari e postali vidimati.

La novità è contenuta nel decreto correttivo omnibus all’articolo 17 (va sottolineato che si tratta ancora soltanto di una bozza, visto che il decreto deve essere ancora esaminato dal Consiglio dei Ministri).

Stop ai contanti e agli assegni agli sportelli AdER

L’articolo 17 della bozza prevede che i pagamenti e i rimborsi presso gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate Riscossione non potranno più essere eseguiti con assegni o in contanti. Alla norma, per ora, non è stata ancora affiancata una data di decorrenza, ma va tenuto presente che potrebbe essere attivata anche nel corso del 2026, con l’entrata in vigore del decreto stesso.

Al momento per pagare o ricevere rimborsi presso gli sportelli dell’AdER sono messi a disposizione del contribuente molteplici modi. Presso gli uffici territoriali i debiti possono essere saldati:
in contanti, entro il limite stabilito dalla normativa per il trasferimento di denaro contante di 5.000 euro;

  • con bancomat;
  • con carte di credito e di debito;
  • con assegni circolari e postali vidimati, se effettuati per persone giuridiche per importi pari o superiori a 8.000 euro è necessaria la dichiarazione antiriciclaggio redatta sul modello DV;
  • con assegni postali e bancari intestati all’Agenzia delle Entrate Riscossione (in questo caso il limite di importo è fissato a 20.000 euro).

Cosa comporterà la novità?

Anche se si tratta di una norma operativa, l’impatto sulla popolazione potrebbe essere importante. Soprattutto per coloro che non utilizzano in maniera abituale bancomat e carta di credito eseguire un pagamento di cartelle esattoriali presso gli uffici territoriali potrebbe diventare complicato.

In ogni caso va precisato che per saldare i debiti si possono utilizzare anche diversi metodi online come il servizio “paga on-line” sul portale delle Entrate o i servizi telematici di Poste Italiane, banche e prestatori di servizi che aderiscono al circuito PagoPA. Le cartelle esattoriali e le rate delle rottamazioni, poi, possono essere pagate anche presso i tabaccai, le banche e gli uffici postali.

Rimborsi ai contribuenti, stop ai contanti

La norma investe anche i rimborsi che l’Agenzia delle Entrate liquida ai contribuenti. Oggi possono essere effettuati tramite bonifico o in contanti presso lo sportello territoriale. Questo secondo canale di pagamento potrebbe essere vietato alla novità contenuta nel decreto correttivo.