Ma quale spread? I prestiti aumentano e i tassi sono ai minimi storici

Lo spread Btp-Bund sale ma viene ignorato: i tassi sui prestiti sono scesi ai minimi storici mentre il numero delle operazioni è salito ancora

Ma quale spread? I prestiti aumentano e i tassi sono ai minimi storici

Le banche italiane e i loro clienti stanno ignorando la salita dello spread Btp-Bund?

Una domanda lecita soprattutto alla luce dell’ultimo report pubblicato dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI) che ha alzato il velo sull’ennesima discesa dei tassi sui prestiti, giunti ora ai loro minimi storici. Ma non è finita qui.

La risalita dello spread Btp-Bund non ha frenato la domanda di nuovi prestiti da parte delle famiglie e delle imprese che, secondo i dati rilevati al 30 settembre, è aumentata ancora.

I tassi sui prestiti ignorano lo spread: i dati dell’ABI

Secondo i dati dell’ABI, il tasso medio sui prestiti è stato del 2,6% nel mese di agosto. Un dato che a settembre è invece sceso al 2,58%. Il tasso medio sulle nuove operazioni di acquisto di abitazioni è invece sceso dall’1,85% all’1,79%, mentre il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è passato dall’1,55% all’1,41%.

Più in generale, al 30 settembre scorso i prestiti alle famiglie e alle imprese sono saliti del 2,1% su base annua, in barba ad uno spread Btp-Bund sempre più ampio. Nello specifico, a settembre i prestiti alla clientela sono stati 1.728 miliardi e si sono confrontati con i 1.724 miliardi di controvalore complessivo della raccolta da clientela.

Il margine fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e imprese non finanziarie si è attestato a settembre a 187 punti base, in deciso calo rispetto ai 335 punti base della crisi (fine 2007).

Lo stesso Direttore generale dell’Abi Gianfranco Torriero ha sottolineato come, ad oggi, l’effetto dello spread sia ancora poco visibile.

“Vedremo nelle prossime settimane se ci sarà un riassorbimento della crescita dello spread. Non c’è un meccanismo automatico di adeguamento della crescita dello spread ai tassi di interesse, le singole banche fanno ciascuna la propria valutazione. Ovviamente la persistenza di un livello dello spread particolarmente alto, se diventa strutturale, non può non generare impatti sugli effetti finanziari”,

ha concluso.

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