Sicurezza sul lavoro, novità: ecco cosa rischia chi viola le norme

Teresa Maddonni

28 Settembre 2021 - 11:57

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Cosa rischiano le aziende che non rispettano le norme di sicurezza sul lavoro? Una prima risposta arriva dall’incontro di ieri tra il premier Draghi e i segretari generali di CGIL, CISL e UIL.

Sicurezza sul lavoro, novità: ecco cosa rischia chi viola le norme

Sicurezza sul lavoro: novità in dirittura d’arrivo che emergono dall’incontro che il 27 settembre il premier Draghi ha avuto con i sindacati e che riguardano ciò che rischia chi viola le norme.

Quello della sicurezza sul lavoro è un tema caldo e centrale a fronte dei numerosi infortuni con esito mortale registrati dall’INAIL.

All’incontro con il Presidente del Consiglio hanno partecipato i segretari generali di CGIL, CISL e UIL, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri.

Non solo sarebbe previsto un inasprimento delle sanzioni per i datori di lavoro che violano le norme di sicurezza sul lavoro, ma si è parlato anche della creazione di una banca dati unica per gli infortuni e di conseguenza per le stesse sanzioni. Vediamolo nel dettaglio.

Sicurezza sul lavoro: cosa rischia chi viola la norma

Durante l’incontro sulla sicurezza sul lavoro si è parlato dei rischi di chi viola la norma. In particolare, come comunicano gli stessi sindacati, ciò che il premier Draghi si è impegnato a fare è di deliberare con un decreto la sospensione dei posti di lavoro in quelle aziende nelle quali si violano le norme di sicurezza, il che ovviamente passa per un’intensificazione dei controlli.

Con la sospensione dei posti di lavoro per chi viola le norme di sicurezza sul lavoro si dà tuttavia la possibilità alle aziende di riparare all’errore mettendosi a norma.

La richiesta della sospensione dell’attività delle aziende che non rispettano le norme di sicurezza è arrivata in prima battuta dal nuovo direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro Bruno Giordano. Quella del rispetto delle norme di sicurezza e della banca dati per gli infortuni sul lavoro sono questioni strettamente legate alla patente a punti di cui Landini a margine dell’incontro ha parlato e che permette quindi “di poter arrivare ad affrontare il tema di chi può partecipare o non partecipare ai bandi sulla base anche di quella che è la storia sanitaria, la sicurezza e gli infortuni”.

Il governo si sarebbe anche impegnato ad accelerare le assunzioni di nuovi ispettori del lavoro come annunciato dal ministro del Lavoro Andrea Orlando qualche mese fa.

Sicurezza sul lavoro sì, ma niente salario minimo

Sì la sicurezza sul lavoro, ma non si è discusso di salario minimo durante l’incontro tra sindacati e premier Draghi.

Il leader della CGIL Landini qualche giorno fa ha parlato di salario minimo garantito, cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle, mettendo tuttavia dei paletti laddove, a suo avviso, il minimo dovrebbe essere quello già previsto dai contratti collettivi.

Landini ha infatti messo l’accento sulla legge della rappresentanza che è fondamentale:

“Noi come noto abbiamo da tempo indicato la questione del superamento dei contratti pirata e dare una validità nazionale ai contratti più rappresentativi. Non è solo salario minimo ma anche garantire i diritti di tutti. Ma di questo il governo non ha fatto alcun cenno, ci ha ribadito che si discuteva di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, punto.”

Indicazioni sul salario minimo, che dalla ex ministra del Lavoro Nunzia Catalfo con la sua proposta di legge arriva a 9 euro, sono arrivate anche dall’Europa. L’obiettivo è inserirlo tuttavia nel rispetto del ruolo dei sindacati e della contrattazione collettiva.

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