Morti sul lavoro in Italia, i dati shock 2021: 185 in soli 3 mesi

Teresa Maddonni

4 Maggio 2021 - 14:05

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Le morti sul lavoro in Italia sono aumentate nel primo trimestre 2021 secondo INAIL che ha recentemente pubblicato i dati. In soli 3 mesi si parla di 185 vittime, 2 al giorno.

Morti sul lavoro in Italia, i dati shock 2021: 185 in soli 3 mesi

Le morti sul lavoro in Italia sono inesorabilmente una piaga del nostro sistema. I dati shock del 2021 presentati da INAIL alla vigilia della Festa dei Lavoratori del 1° maggio parlano di 185 morti sul lavoro in soli 3 mesi, quindi nel primo trimestre del 2021 tra gennaio e marzo.

Questi numeri delle morti sul lavoro in Italia fanno tremare specie se letti alla luce dell’ultimo terribile incidente avvenuto in un’azienda tessile di Prato dove la mattina del 3 maggio ha perso la vita una giovane lavoratrice rimasta impigliata nel rullo del macchinario con il quale stava lavorando. Si chiamava Luana D’Orazio, aveva 22 anni e lascia un figlio di 5.

Quella di Luana è solo una delle tante tragiche morti sul lavoro che in Italia riguardano giovani e meno giovani e che impongono una riflessione circa la garanzia della sicurezza dei lavoratori. È triste pensare che si debba perdere la vita mentre si esercita quello che riconosciamo come un diritto fondamentale, il diritto al lavoro.

Vediamo quali sono gli ultimi tragici dati delle morti sul lavoro in Italia pubblicati da INAIL qualche giorno fa.

Morti sul lavoro in Italia: i dati shock del 2021

Le morti sul lavoro in Italia sono aumentate nel primo trimestre del 2021 secondo i dati shock di INAIL: si parlerebbe di 185 morti in 3 mesi, 2 morti al giorno.

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’INAIL tra gennaio e marzo 2021 sono state 185, 19 in più rispetto allo stesso periodo del 2020 con un aumento quindi dell’11,4%.

INAIL suddivide le morti sul lavoro anche a livello territoriale in termini di aumento:

  • 2 casi mortali nel Nord-Ovest che passano da 45 a 47;
  • 4 nel Nord-Est che passano da 34 a 38;
  • 11 casi sia al Centro dove si passa da 23 a 34;
  • 11 casi al Sud dove si passa da 47 a 58.

Nelle Isole diminuiscono invece le morti sul lavoro passando da 17 del primo trimestre 2020 a 8 del 2021.

Le regioni in cui si registra un aumento maggiore delle morti sul lavoro i dati INAIL sono:

  • Lazio (+12 casi);
  • Abruzzo (+8);
  • Lombardia (+6);
  • Campania (+5).

Le regioni invece dove sono maggiormente diminuite le morti sul lavoro nel 2021 sono:

  • Sicilia (-7 casi);
  • Piemonte;
  • Puglia (-4 decessi).

Secondo INAIL aumentano le morti sul lavoro, ma diminuiscono nel primo trimestre 2021 le denunce di infortunio (-1,7%) e malattie professionali (-3,7%).

Il presidente di INAIL Franco Bettoni, presentando i dati del primo trimestre 2021, ha dichiarato che questi sono provvisori e che per quantificare il fenomeno è necessario attendere quelli relativi all’intero anno in corso.

Inoltre va considerato che da inizio pandemia INAIL conteggia tra le morti sul lavoro anche quelle avvenute per Covid contratto in servizio. Da marzo 2020 a marzo 2021 sono state 551.

Morti sul lavoro: i settori più colpiti edilizia e agricoltura

Le morti sul lavoro sembrano colpire maggiormente alcuni settori come l’edilizia e l’agricoltura. A lanciare l’allarme sui numeri il segretario della Fillea CGIL Alessandro Genovesi sentito qualche giorno fa dall’Espresso.

Nel settore dell’edilizia, come riporta il sindacalista al giornale, nei primi due mesi dell’anno c’è stato un aumento del 170% rispetto allo stesso periodo 2020.

La maggior parte delle morti sul lavoro riguardano lavoratori di sesso maschile e tra i 40 e i 60 anni la percentuale è del 43%. Le principali cause di morte vanno dallo schiacciamento, caduta dall’alto, ribaltamento con i mezzi o fulminazione, come sottolinea Genovesi.

Un problema quello delle morti sul lavoro che riguarderebbe anche e soprattutto la prevenzione e la formazione per la sicurezza, cui si aggiunge anche la tendenza al risparmio con il ricorso al lavoro nero.

Quello della corretta formazione e dei controlli circa il rispetto delle regole in termini di sicurezza sul lavoro diviene un tema urgente da affrontare per ridurre il rischio di morti sul lavoro, specie in un settore come l’edilizia che si vuole incrementare con il PNRR.

Argomenti

# INAIL
# Lavoro

Iscriviti alla newsletter