Patente a punti per le imprese contro gli incidenti sul lavoro: la proposta

Teresa Maddonni

12 Agosto 2021 - 14:30

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Una patente a punti per le imprese al fine di contrastare le morti sul lavoro. La proposta arriva dal segretario generale della CGIL Maurizio Landini. Vediamo come potrebbe funzionare.

Patente a punti per le imprese contro gli incidenti sul lavoro: la proposta

Una patente a punti per le imprese contro gli infortuni sul lavoro: è questa la proposta del segretario della CGIL Maurizio Landini.

Una soluzione per contrastare incidenti mortali dopo che la cronaca, e gli ultimi dati di INAIL, disegnano un quadro decisamente allarmante.

Oltre 500 gli incidenti sul lavoro con esito mortale da inizio anno motivo per cui lo stesso ministro del Lavoro Andrea Orlando, davanti all’ennesima strage, è intervenuto in Parlamento.

Così si fa avanti l’idea d’introdurre la patente a punti per le imprese che arrivando a zero, un po’ come funziona per i punti della patente di guida, incorrono in pesanti conseguenze.

Patente a punti per le imprese contro gli incidenti sul lavoro: come funziona

Non è la prima volta che si parla di patente a punti per le imprese al fine di contrastare gli incidenti sul lavoro anche e soprattutto mortali.

La proposta l’ha lanciata Landini negli ultimi giorni, laddove ne ha parlato anche il ministro Orlando, ma in verità ha radici molto più lontane e se ne discute da diversi anni.

Si tratta infatti di una vecchia proposta che le sigle sindacali Fillea CGIL, Filca CISL e Feneal UIL hanno avanzato per il settore edile, uno di quelli in cui si registrano maggiormente gli incidenti sul lavoro.

La patente dovrebbe essere, stando alla proposta iniziale anche se è tutto da definire e mettere concretamente in atto, di 30 punti. I punti si perdono qualora gli infortuni sul lavoro siano riconducibili a una negligenza da parte del datore di lavoro: se per esempio non ha rispettato le norme di sicurezza o non ha fornito ai lavoratori anche i dispositivi di protezione individuale.

Il sistema della patente a punti:

  • consente a un’impresa virtuosa di essere favorita nel caso di aggiudicarsi una gara d’appalto;
  • esclude l’impresa che ha una patente a punti a 0, dalla partecipazione alle gare d’appalto.

Il Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 coordinato con il D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) all’articolo 27 - Sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi, prevede già il meccanismo della patente a punti. Si prevede, come recita il testo, uno strumento che “consenta la continua verifica della idoneità delle imprese e dei lavoratori autonomi, in assenza di violazioni alle disposizioni di legge e con riferimento ai requisiti previsti, tra cui la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro e i provvedimenti impartiti dagli organi di vigilanza.”

Il testo continua:

“Tale strumento opera per mezzo della attribuzione alle imprese ed ai lavoratori autonomi di un punteggio iniziale che misuri tale idoneità, soggetto a decurtazione a seguito di accertate violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. L’azzeramento del punteggio per la ripetizione di violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro determina l’impossibilità per l’impresa o per il lavoratore autonomo di svolgere attività nel settore edile.”

La norma non è mai stata attuata a causa dell’opposizione delle imprese.

Patente a punti per le imprese: la proposta

La proposta per la patente a punti per le imprese è stata rilanciata da Landini negli ultimi giorni il quale ha dichiarato a Radio Anch’io:

“Occorre non considerare la salute e la sicurezza sul lavoro un costo ma un investimento e bisogna agire sulla prevenzione. Questo significa ridurre la precarietà, formare i lavoratori e anche chi deve dirigere le imprese. ”

E ha aggiunto:

“È il momento di fare investimenti seri. E serve anche una patente a punti affinché le aziende dove ci sono troppi incidenti non continuino a partecipare alle gare.”

Ma già qualche giorno prima, dopo l’ennesima morte sul lavoro, il ministro Orlando aveva rilanciato questa ipotesi sentito al Tg3.

“Qualificare le imprese, stabilire la loro storia, individuare i recidivi: potrà essere una delle forme per contrastare con forza.”

Queste le parole del ministro che ha parlato anche di prevenzione e informazione per contrastare gli incidenti e morti sul lavoro, oltre che delle prossime assunzioni previste alI’Ispettorato del Lavoro per aumentare i controlli.

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