Sciopero Agenzia delle Entrate, stop ai servizi del Fisco per due ore

Agenzia delle Entrate e delle Dogane-Monopoli sono in sciopero oggi 23 gennaio: per due ore, i servizi del Fisco rimangono bloccati. Al centro delle proteste la carenza di personale e la mancata nomina dei vertici delle Agenzie, così come dei comitati di gestione.

Sciopero Agenzia delle Entrate, stop ai servizi del Fisco per due ore

Agenzia delle Entrate in sciopero, insieme a quella delle Dogane-Monopoli, oggi 23 gennaio: i servizi del Fisco saranno sospesi per due ore.

Lo stato di agitazione, proclamato dai sindacati a partire dal 30 dicembre, è culminato in un vero e proprio sciopero che coinvolge tutti gli operatori del Fisco.

Le denunce dei sindacati in campo, Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp, riguardano la carenza di personale, col conseguente aumento del carico di lavoro e sempre più problemi organizzativi a cui far fronte.

Inoltre, i lavoratori non percepiscono da oltre due anni il salario di produttività, nonostante gli obiettivi concordati col Ministero dell’Economia siano stati tutti raggiunti.

A tutto ciò si aggiunge la mancata nomina dei vertici: ad oggi ancora non sono stati nominati né i direttori dell’Agenzia né i comitati di gestione.

Il 6 febbraio inoltre ci sarà una manifestazione nazionale a Roma, in cui i lavoratori delle Agenzie fiscali protesteranno sotto il Ministero dell’Economia.

Sciopero Agenzia delle Entrate, stop ai servizi del Fisco per due ore

L’Agenzia delle Entrate, insieme a quella delle Dogane-Monopoli, è in sciopero dalle 10.00 alle 12.00 di oggi 23 gennaio.

Per due ore i servizi del Fisco saranno tutti bloccati:

  • nessun accertamento o verifica;
  • nessuna assistenza;
  • stop ai rimborsi;
  • vista la mancanza di personale negli uffici, non ci sarà l’assunzione di responsabilità per il rischio di danni per omessa vigilanza.

Fino a mezzogiorno, insomma, il Fisco è paralizzato.

Lo sciopero di oggi è il risultato di quasi un mese di stato di agitazione, proclamato dai sindacati a partire dal 30 dicembre.

Tanti e gravi i motivi alla base della protesta: innanzitutto, la mancanza di personale, che porta con sé problemi organizzativi, visto che il carico di lavoro aumenta per tutti.

Inoltre, i sindacati coinvolti, Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp, denunciano che i lavoratori non percepiscono da oltre due anni il salario di produttività, nonostante tutti gli obiettivi fissati con il Ministero dell’Economia siano stati raggiunti.

Sciopero Agenzia delle Entrate, le nomine sembrano ancora lontane

A rendere più seria la situazione c’è un altro problema: ancora non sono stati nominati i vertici delle Agenzie.

Si tratta di oltre 3.500 funzionari coinvolti, tra Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane-Monopoli e del Demanio, che si occupano di compiti che prevedevano, fino alla fine del 2019, una retribuzione specifica.

Dalla scorsa primavera, poi, si attende la nomina dei comitati di gestione.

Secondo quanto anticipato da ItaliaOggi, i direttori provinciali sono preoccupati che oltre al danno ci sia anche la beffa:

“Se, come probabile, entro poche settimane gli uffici non riusciranno a rispondere tempestivamente alle istanze dei contribuenti ne deriverà, oltre che il disservizio, un costo per la collettività ben superiore rispetto a quello della retribuzione della figura dei capo team.”

Insomma, oltre ai disservizi causati ai contribuenti, i cittadini dovranno anche pagare il costo dei contenziosi, che si aggiungerà ai costi legati agli interessi per i pagamenti ritardati.

In una situazione del genere, in cui a stento vengono coperti i servizi essenziali, ci si chiede come possa essere portata avanti in modo serio la lotta all’evasione, su cui il Governo Conte ha puntato sia nella Legge di Bilancio 2020 che nel Decreto Fiscale collegato.

Vedremo se il vuoto ai vertici si sbloccherà con Ernesto Maria Ruffini alla direzione dell’Agenzia delle Entrate, la cui nomina dovrebbe avvenire stasera in Consiglio dei Ministri.

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