Limiti regime forfettario 2026, nuove istruzioni dall’Agenzia delle Entrate

Nadia Pascale

10/02/2026

L’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sui limiti al regime forfettario previsti dalla legge istitutiva. Ecco in quali casi si può istituire una rete di contratto senza perdere le agevolazioni.

Limiti regime forfettario 2026, nuove istruzioni dall’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate nella risposta a Interpello 24 del 2026 precisa i limiti al regime forfettario per il 2026. Ecco a cosa prestare attenzione nel caso in cui si decida di iniziare un’attività con un contratto di rete.

La Legge 190 del 2014 regola il regime forfettario e prevede dei limiti, cioè casi in cui un titolare di partita Iva non può aderire al regime forfettario. Come sappiamo, i limiti maggiormente conosciuti sono quelli relativi alla soglia di compensi e ricavi, ma non sono gli unici in vigore.

Ecco i nuovi limiti per il regime forfettario previsti dall’Agenzia delle Entrate nella risposta a Interpello 24 del 2026.

Limiti regime forfettario 2026: istruzioni Agenzia delle Entrate per il contratto di rete

Precisa l’Agenzia delle Entrate in base alla Legge 190 del 2014 non possono fruire di tale regime di vantaggio “gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni”.

Un contribuente titolare di partita Iva, professionista, chiede, quindi, se ricade in tale limite anche la rete di contratto.
Nel caso in oggetto un medico titolare di partita Iva intende costituire una rete di professionisti che deve avvalersi in comune di prestazioni lavorative di dipendenti. Per effetto di tale rete-contratto un primo medico, responsabile della gestione del rapporto di lavoro, addebiterà pro-quota agli altri partecipanti alla rete le somme in funzione dell’utilizzo del lavoratore dipendente ad essi direttamente imputabili. Il primo medico non percepirà ulteriori remunerazioni. Nel caso in oggetto dalla rete di contratto non deriva un reddito ai singoli partecipanti alla rete.

Agenzia delle Entrate: via libera alla rete di contratto senza perdere i vantaggi del forfettario

In questo caso la risposta si trova nella circolare 4 del 2011 dell’Agenzia delle Entrate la quale prescrive che l’adesione al contratto di rete non comporta l’estinzione, né la modificazione della soggettività tributaria delle imprese che aderiscono all’accordo, né l’attribuzione di soggettività tributaria alla rete risultante dal contratto stesso”. La circolare 20 del 2013 chiarisce, invece, che la titolarità di diritti, obblighi e beni resta pro quota a ciascun partecipante.

Da queste caratteristiche emerge che i singoli professionisti appartenenti alla rete continuano a svolgere attività economiche proprie e le operazioni sono a loro imputate singolarmente. Proprio per questo non vi è incompatibilità tra il regime forfettario e il contratto di rete.

Interpello 24/2026
Limiti regime forfettario

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