Top 10 aziende di Bologna per fatturato. Non solo Food e Motor Valley

Redazione Imprese

31 Maggio 2026 - 14:22

Conad, Ducati, Granarolo, Alfasigma: i bilanci delle prime dieci aziende bolognesi superano i 11 miliardi e raccontano una città dove ogni settore ha un campione. Ecco la classifica completa.

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Bologna è il capoluogo dell’Emilia-Romagna e la settima città italiana per popolazione, con circa 389.000 abitanti nel comune e oltre un milione nell’area metropolitana. Città universitaria, snodo logistico del Nord Italia, cuore di tre distretti industriali globali (packaging, alimentare, motoristico), Bologna è spesso citata come modello di sviluppo equilibrato. I bilanci confermano quella reputazione, e la precisano.

Le prime dieci aziende per fatturato con sede legale a Bologna generano complessivamente oltre 11,5 miliardi di euro di ricavi. La caratteristica che rende questa classifica unica rispetto a tutte quelle finora analizzate è la sua diversificazione settoriale: dieci aziende, dieci settori diversi. Non c’è un cluster dominante come l’automotive a Torino o lo shipping a Palermo. C’è invece una costellazione di campioni, uno per filiera, che riflette la struttura produttiva dell’Emilia-Romagna meglio di qualsiasi statistica aggregata.

La classifica delle aziende di Bologna è ordinata per fatturato decrescente e costruita sui dati dell’ultimo bilancio disponibile sul database di Money Aziende.

La classifica: Top 10 aziende di Bologna per fatturato

1) Conad - Consorzio Nazionale Dettaglianti

Settore: Commercio all’ingrosso - centrale cooperativa GDO (Ateco 46.19.00)
Fatturato: 2.695.435.300 € (Bilancio 2024)

La centrale cooperativa di Conad coordina e rifornisce tutta la rete di imprenditori associati al consorzio, che gestisce oltre 3.800 punti vendita in Italia con un fatturato di sistema che supera i 18 miliardi. I 2,7 miliardi qui riportati riguardano la sola entità bolognese della struttura consortile, non il gruppo nella sua interezza. Conad è oggi il primo operatore della GDO italiana per quota di mercato, superando Coop, Esselunga e le catene straniere. Il modello cooperativo emiliano applicato alla grande distribuzione: imprenditori locali, centrale nazionale, competitività da multinazionale.

2) Hera S.p.A.

Settore: Raccolta, trattamento e distribuzione di acqua (Ateco 36.00.00)
Fatturato: 1.781.267.397 € (Bilancio 2024)

La holding operativa del gruppo Hera, la multi-utility quotata in Borsa nata nel 2002 dalla fusione delle aziende municipalizzate di Bologna, Modena, Ferrara e altri comuni emiliani. Gestisce acqua, gas, elettricità, rifiuti e telecomunicazioni per oltre 4,5 milioni di utenti nel Nord-Est Italia. Il margine EBITDA del 16% e un utile netto di 267 milioni la rendono una delle utility più redditizie d’Italia. Crescita stabile (+1,82%): il modello delle utility aggregate post-privatizzazione funziona, e Hera ne è uno degli esempi più citati nei manuali di economia industriale.

3) Alfasigma S.p.A.

Settore: Fabbricazione di medicinali e preparati farmaceutici (Ateco 21.20.09)
Fatturato: 1.268.148.603 € (Bilancio 2024)

Nata nel 2015 dalla fusione tra Alfa Wassermann e Sigma-Tau, Alfasigma è oggi una delle principali case farmaceutiche italiane indipendenti, con sede a Bologna e presenza commerciale in oltre 90 paesi. Il portafoglio copre gastroenterologia, cardiologia, neurologia e dermatologia, con brand consolidati sia nel mercato etico che nell’OTC. La crescita dell’11,58% è tra le più solide della classifica e riflette l’espansione internazionale del gruppo, in particolare nei mercati emergenti. Con un margine EBITDA del 17,9%, è anche una delle aziende più redditizie della Top 10.

4) Granarolo S.p.A.

Settore: Produzione di latte fresco pastorizzato (Ateco 10.51.10)
Fatturato: 1.259.916.000 € (Bilancio 2024)

Il principale produttore italiano di latte fresco e uno dei maggiori gruppi lattiero-caseari nazionali, con sede a Bologna e origini cooperative. Granarolo è presente in oltre 60 paesi con prodotti che vanno dal latte fresco ai formaggi DOP, dalla mozzarella ai prodotti biologici. La crescita del 6,74% segnala un anno positivo in un settore dove i volumi sono stabili ma i prezzi alla produzione sono stati volatili nel 2024. È uno degli esempi più riusciti di cooperativa agricola che si è trasformata in gruppo industriale con ambizioni internazionali.

5) Ducati Motor Holding S.p.A.

Settore: Fabbricazione di motocicli (Ateco 30.91.12)
Fatturato: 951.013.018 € (Bilancio 2024)

Il marchio motociclistico più famoso d’Italia e uno dei più desiderati al mondo, nato a Bologna nel 1926 e oggi controllato dal gruppo Volkswagen tramite Lamborghini. Quasi un miliardo di fatturato, 58 milioni di utile netto, presenza in oltre 90 paesi: Ducati è la dimostrazione che si può costruire un brand di lusso globale partendo da una fabbrica nel quartiere Borgo Panigale. Il lieve calo del -1,83% non preoccupa in un settore dove le liste d’attesa per alcuni modelli superano i dodici mesi. La Motor Valley emiliana ha il suo ambasciatore più riconoscibile qui.

6) Volvo Car Italia S.p.A.

Settore: Commercio all’ingrosso di autoveicoli (Ateco 46.71.10)
Fatturato: 892.076.755 € (Bilancio 2024)

La filiale italiana del costruttore svedese Volvo Cars, con sede a Bologna, che gestisce l’importazione e la distribuzione dei veicoli Volvo sull’intero mercato nazionale attraverso la rete di concessionari. Quasi 900 milioni di fatturato per una società che non produce nulla in Italia ma coordina una filiera commerciale che va dalla logistica portuale all’assistenza post-vendita. Il margine EBITDA contenuto (0,9%) è strutturale per le società di importazione auto: il valore si crea altrove nella catena.

7) Illumia S.p.A.

Settore: Trading e fornitura di energia elettrica (Ateco 35.15.00)
Fatturato: 866.610.146 € (Bilancio 2024)

Fornitore indipendente di energia elettrica e gas per clienti domestici e PMI, nato a Bologna nel 2009 e cresciuto rapidamente come alternativa alle grandi utility. La crescita del +27,65% è la più alta della classifica e segnala un’espansione significativa della base clienti nel mercato libero dell’energia, accelerata anche dalla fine del mercato tutelato. Con un EBITDA del 5% è più redditizio dei puri trader energetici visti a Genova: Illumia ha una componente commerciale al dettaglio che genera margini più stabili del wholesale.

8) Toyota Material Handling Manufacturing Italy S.p.A.

Settore: Fabbricazione di macchine per sollevamento e movimentazione (Ateco 28.22.09)
Fatturato: 690.745.592 € (Bilancio 2025)

Uno dei dati più sorprendenti dell’intera serie di classifiche. A Bologna, nel comune di Minerbio, Toyota produce carrelli elevatori destinati ai mercati europei e globali: è uno dei principali stabilimenti manifatturieri giapponesi in Italia, quasi invisibile nel dibattito pubblico locale. Quasi 700 milioni di fatturato, 22 milioni di utile netto, bilancio 2025 (il più recente della classifica). Il calo del -14,46% riflette la frenata degli investimenti in logistica e magazzino in Europa nel 2024, dopo gli anni di boom post-pandemia legati all’e-commerce. Una multinazionale discreta che produce valore industriale reale a pochi chilometri dal centro di Bologna.

9) Consorzio Integra Società Cooperativa

Settore: Costruzione di edifici residenziali e non residenziali (Ateco 41.00.00)
Fatturato: 593.458.493 € (Bilancio 2024)

Il consorzio delle cooperative di costruzione emiliane, che aggrega imprese associate per partecipare a gare pubbliche di grande dimensione: ospedali, scuole, infrastrutture, edilizia sociale. Quasi 600 milioni di fatturato con un EBITDA vicino allo zero (0,2%): il modello consortile nel settore delle costruzioni pubbliche non è pensato per massimizzare i margini della centrale, ma per distribuire commesse alle cooperative associate. È la versione edilizia di quello che Conad rappresenta per la distribuzione alimentare: un aggregatore cooperativo che compete con le grandi imprese di costruzione nazionali e internazionali.

10) SITE S.p.A.

Settore: Installazione di impianti elettrici (Ateco 43.21.02)
Fatturato: 568.193.443 € (Bilancio 2024)

L’azienda più sconosciuta della classifica, e forse la più istruttiva. SITE installa impianti elettrici e tecnologici in grandi cantieri: stazioni, ospedali, aeroporti, infrastrutture ferroviarie. Quasi 570 milioni di fatturato, crescita del +16,74%, utile netto contenuto (1,7 milioni): la marginalità è compressa dai capitolati d’appalto, ma la crescita segnala un portafoglio ordini in forte espansione, probabilmente trainato dagli investimenti infrastrutturali del PNRR. Il tipo di azienda che non compare mai nelle rassegne stampa economiche, ma che rende possibile che la luce si accenda nei luoghi pubblici di mezza Italia.

Cosa ci dice questa classifica

La Top 10 bolognese è la più diversificata tra tutte quelle analizzate finora. Dieci aziende, dieci settori, nessuna concentrazione settoriale anomala. È la fotografia di un’economia che ha costruito campioni in ogni filiera senza dipendere da nessuna singola industria: una resilienza strutturale che spiega perché Bologna attraversi le crisi settoriali meglio di città mono-vocazionali come Torino o Taranto.

Tre elementi meritano attenzione particolare. Il primo è il peso del modello cooperativo: Conad e Consorzio Integra sono entrambe strutture cooperative, con logiche di governance e distribuzione del valore molto diverse dalle società di capitali. Bologna e l’Emilia-Romagna sono ancora, nei fatti, la capitale italiana del cooperativismo industriale.

Il secondo è la presenza manifatturiera giapponese: Toyota Material Handling produce carrelli elevatori a pochi chilometri dal centro. Non è un caso isolato nel territorio emiliano, ma nella classifica cittadina colpisce trovare una fabbrica Toyota in posizione così alta.

Il terzo è Alfasigma: un miliardo e 268 milioni di fatturato, crescita a doppia cifra, presenza in 90 paesi. È la farmaceutica bolognese che pochi conoscono fuori dal settore, e che da sola vale più di Ducati. La Motor Valley fa notizia, il farmaceutico fa fatturato.

Per esplorare l’intera classifica delle aziende di Bologna puoi consultare qui la lista filtrata per comune. L’accesso completo ai dati e ai bilanci storici delle singole società su Money Aziende è riservato agli abbonati.

Dati: Money Aziende. Ultimo aggiornamento: maggio 2025.

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