Top 10 aziende di Torino per fatturato. Chi c’è (oltre l’automotive)

Redazione Imprese

13 Maggio 2026 - 14:20

L’ex capitale dell’auto resta un gigante da oltre €51 miliardi, ma i bilanci rivelano un rallentamento. Ecco la classifica delle imprese con sede nel capoluogo piemontese, ordinate per ricavi.

Top 10 aziende di Torino per fatturato. Chi c’è (oltre l’automotive)
Ricevi le notizie di Money.it su Google
Aggiornamenti, approfondimenti e analisi direttamente su Google.
Segui

Torino è la quarta città italiana per popolazione, con circa 847.000 abitanti nel comune e quasi due milioni nell’area metropolitana. Per un secolo è stata la capitale dell’industria automobilistica italiana - la città di Fiat, poi di Stellantis - e questa identità è ancora visibile nei bilanci degli ultimi anni. Ma quello che i numeri mostrano con altrettanta chiarezza è che quella stagione sta attraversando la sua crisi più profonda del dopoguerra.

Le prime dieci aziende per fatturato con sede legale a Torino generano complessivamente oltre 51 miliardi di euro di ricavi: un aggregato che non ha paragoni tra le città italiane fuori da Roma e Milano, e che è quasi interamente dominato da sei società della galassia Stellantis e CNH Industrial. Il dato che colpisce non è la dimensione, ma la direzione: sette aziende su dieci chiudono il 2024 con fatturato in calo, e Stellantis Europe registra una perdita netta di 311 milioni. L’eccezione più significativa è quasi invisibile nel racconto pubblico: Italgas Reti, con un margine EBITDA del 53%, è la società più redditizia della classifica.

La classifica delle aziende di Torino è ordinata per fatturato decrescente e costruita sui dati dell’ultimo bilancio disponibile sul database di Money Aziende.

La classifica: Top 10 aziende di Torino per fatturato

1) Stellantis Europe S.p.A.

Settore: Fabbricazione di autoveicoli (Ateco 29.10.00)
Fatturato: 22.521.400.247 € (Bilancio 2024)

La principale entità operativa europea del gruppo Stellantis (nato dalla fusione tra FCA e PSA nel 2021) che concentra la produzione e la distribuzione di tutti i marchi del gruppo sul mercato continentale: Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Jeep, Peugeot, Citroën, Opel. Con 22,5 miliardi di fatturato è di gran lunga la prima azienda della classifica, ma i numeri raccontano una crisi strutturale: -22,73% di ricavi, perdita netta di 311 milioni nonostante un EBITDA ancora positivo per 905 milioni. La forbice tra EBITDA e utile netto segnala ammortamenti pesanti, oneri finanziari e probabilmente svalutazioni di asset produttivi legati alla transizione verso l’elettrico. Torino conserva la sede legale italiana, ma i centri decisionali del gruppo sono a Amsterdam e Parigi.

2) Iveco S.p.A.

Settore: Fabbricazione di autoveicoli (Ateco 29.10.00)
Fatturato: 7.589.944.258 € (Bilancio 2024)

Il produttore di veicoli industriali e commerciali (camion, bus, veicoli speciali) scorporato da CNH Industrial nel 2022 e quotato autonomamente a Borsa Italiana. Con 7,6 miliardi di fatturato è la seconda azienda della classifica, ma anche qui la traiettoria è negativa: -15,84% in un anno. La redditività operativa regge meglio che in Stellantis (EBITDA al 8,1%), ma l’utile netto di appena 37 milioni su 7,6 miliardi di ricavi indica una struttura di costo che lascia poco margine alla fine della catena del valore. Il settore dei veicoli pesanti sta affrontando un calo di ordini in tutta Europa nel 2024.

3) Groupe PSA Italia S.p.A.

Settore: Commercio all’ingrosso di autoveicoli (Ateco 46.71.10)
Fatturato: 4.375.754.875 € (Bilancio 2024)

La divisione italiana di distribuzione dei marchi PSA (Peugeot, Citroën, DS, Opel, Vauxhall) sul mercato italiano: non produce veicoli, ma importa e distribuisce all’intera rete di concessionari. La contrazione del -13,28% riflette il calo delle immatricolazioni in Italia nel 2024, in particolare sul segmento elettrico dove i marchi PSA erano esposti. Nonostante la scala (4,4 miliardi di ricavi), l’utile netto è appena 20 milioni: la distribuzione automobilistica all’ingrosso è strutturalmente a margini compressi.

4) FPT Industrial S.p.A.

Settore: Fabbricazione di autoveicoli (Ateco 29.10.00)
Fatturato: 3.288.819.443 € (Bilancio 2024)

Fiat Powertrain Technologies Industrial produce motori e sistemi di propulsione per veicoli industriali, agricoli e da costruzione, il cuore tecnologico dell’universo CNH. Con 3,3 miliardi di ricavi e un margine EBITDA dell’8,4%, è tra le entità del gruppo con la redditività relativa più solida. La contrazione del -14% segue il ciclo negativo del settore veicoli industriali in Europa. È anche uno dei principali centri di ricerca e sviluppo per la propulsione alternativa (metano, idrogeno) nell’orbita Stellantis/CNH.

5) CNH Industrial Italia S.p.A.

Settore: Fabbricazione di macchine agricole (Ateco 28.30.10)
Fatturato: 3.166.461.626 € (Bilancio 2024)

La divisione italiana di CNH Industrial, il gruppo che riunisce i marchi Case, New Holland, Iveco Bus e altri, con attività prevalente nella distribuzione di macchine agricole e da costruzione sul mercato italiano. Il calo del -20,68% è il più severo della classifica dopo Stellantis, e riflette la contrazione degli investimenti agricoli in Europa nel 2024. Utile netto contenuto (12,8 milioni su 3,2 miliardi di ricavi): anche qui, distribuzione a margini strutturalmente ridotti.

6) Stellantis&You Italia S.p.A.

Settore: Commercio al dettaglio di autoveicoli (Ateco 47)
Fatturato: 2.287.627.842 € (Bilancio 2023)

La rete di vendita diretta dei marchi Stellantis al consumatore finale, costituita come entità autonoma nel 2022-2023 per gestire gli showroom di proprietà del gruppo, un modello simile a quello adottato da Tesla e altri costruttori che vendono direttamente senza concessionari indipendenti. La crescita del +177% non riflette un’espansione commerciale reale ma il trasferimento di attività preesistenti in questa nuova entità societaria.

7) Lavazza S.p.A.

Settore: Torrefazione e produzione di caffè (Ateco 10.83.02)
Fatturato: 2.130.261.947 € (Bilancio 2024)

L’unica grande azienda della Top 10 torinese completamente slegata dall’automotive, e l’unica ancora a controllo familiare. Fondata nel 1895, Lavazza è oggi uno dei principali gruppi del caffè a livello mondiale: oltre 2 miliardi di fatturato, presenza in più di 90 paesi, brand riconoscibile globalmente. Il lieve calo del -1,20% è in linea con la pressione sui consumi nei mercati europei maturi. Il margine EBITDA del 6,5% è contenuto per un player del largo consumo: segnala investimenti significativi in marketing e internazionalizzazione. Rappresenta, da sola, tutta la diversificazione industriale della Top 10.

8) Michelin Italiana S.A.M.I. S.p.A.

Settore: Fabbricazione di pneumatici (Ateco 22.11.10)
Fatturato: 1.965.036.174 € (Bilancio 2024)

La filiale italiana del gruppo francese Michelin, con stabilimenti produttivi in Piemonte e attività di distribuzione sull’intero mercato nazionale. Quasi 2 miliardi di ricavi, margine EBITDA del 9,1%, utile netto di 60 milioni: numeri stabili e solidi in un anno difficile per il settore automotive. La quasi-stagnazione del -0,91% è in realtà un risultato positivo rispetto al contesto: Michelin Italia è tra le poche aziende della Top 10 a non aver perso terreno in modo significativo.

9) Iren Energia S.p.A.

Settore: Installazione di impianti energetici (Ateco 43.22.06)
Fatturato: 1.841.024.002 € (Bilancio 2024)

La principale controllata operativa del gruppo Iren, la multi-utility quotata che serve Piemonte, Liguria ed Emilia nella gestione e distribuzione di energia elettrica e gas. Il calo del -27,50% è il secondo più pronunciato della classifica ed è coerente con la normalizzazione dei prezzi energetici nel 2024 rispetto ai picchi del 2022-2023: non è una crisi operativa, ma un effetto-prezzo strutturale. Il margine EBITDA del 13,3% e l’utile di 57 milioni confermano la solidità del modello utility.

10) Italgas Reti S.p.A.

Settore: Distribuzione di gas naturale (Ateco 35.21.00)
Fatturato: 1.776.554.558 € (Bilancio 2024)

Il dato più sorprendente della classifica, e il meno raccontato. Italgas Reti gestisce la rete di distribuzione del gas naturale in Italia (la principale infrastruttura del genere nel Paese) con sede legale a Torino. Il margine EBITDA del 53,2% e un utile netto di 411 milioni la rendono di gran lunga la società più redditizia della Top 10 in termini relativi: guadagna più in valore assoluto di tutte le altre aziende messe insieme, pur avendo il fatturato più basso della classifica. È il modello della concessione regolata portato alla sua espressione più pura: infrastruttura essenziale, concorrenza nulla, rendimenti stabili e prevedibili.

Cosa ci dice questa classifica

La Top 10 torinese è un documento industriale prima ancora che una classifica. Racconta una città che per un secolo ha costruito la sua identità su una singola filiera, l’automobile, e che oggi si trova a fare i conti con la crisi simultanea di quasi tutte le sue componenti: Stellantis a -22%, CNH a -20%, Iveco a -15%, Groupe PSA Italia a -13%, FPT Industrial a -14%. Non è una congiuntura: è una transizione di sistema, accelerata dalla pressione regolatoria europea sull’elettrico e dal ridimensionamento competitivo dei marchi di massa europei rispetto ai produttori asiatici.

Il resto della classifica offre due contrappunti. Il primo è Lavazza: 2,1 miliardi di fatturato, controllo familiare intatto, presenza globale consolidata. È l’unico grande brand torinese non esposto alla crisi automotive, e la sua stabilità relativa (-1,2%) nella tempesta del 2024 è un dato che vale più delle percentuali.

Il secondo è Italgas Reti: 53% di margine EBITDA, 411 milioni di utile netto, crescita positiva. Un’azienda quasi invisibile nel dibattito pubblico torinese che genera più utili di tutti gli altri nove player combinati. È la dimostrazione che le infrastrutture regolate (gas, acqua, reti) producono rendimenti molto superiori alla manifattura, anche quando quella manifattura si chiama Stellantis.

Per esplorare l’intera classifica delle aziende di Torino puoi consultare qui la lista filtrata per comune. L’accesso completo ai dati e ai bilanci storici delle singole società su Money Aziende è riservato agli abbonati.

Dati: Money Aziende. Ultimo aggiornamento: maggio 2025.

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.