Rottamazione quater: nuova pace fiscale in arrivo?

Rottamazione quater delle cartelle esattoriali: l’ipotesi di una nuova pace fiscale entro la fine del 2020 non è esclusa. La discussione è aperta, considerando le difficoltà economiche del periodo.

Rottamazione quater: nuova pace fiscale in arrivo?

Rottamazione quater delle cartelle esattoriali: si torna a parlare di una nuova pace fiscale.

Nel progetto di riforma fiscale al quale sta lavorando il MEF, potrebbe trovar spazio una nuova edizione della rottamazione delle cartelle, relativa ai carichi del periodo 2019-2020.

Per conferme e smentite bisognerà attendere. Il primo treno utile è il decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2021. Si entrerà nel vivo della discussione sulla prossima Manovra a partire da ottobre, dopo la presentazione della Nota di aggiornamento al DEF, attesa entro il 27 settembre.

Ad attendere novità sono anche i tanti contribuenti che il 10 dicembre 2020 dovranno fare i conti con la ripresa dei versamenti relativi alla rottamazione ter ed al saldo e stralcio: ci sarà una nuova sospensione delle scadenze?

Rottamazione quater: nuova pace fiscale in arrivo?

Per il momento si tratta di ipotesi, eppure l’idea di una nuova pace fiscale per i contribuenti in debito con il Fisco inizia a circolare tra i corridoi del Tesoro. Ad affermarlo è Il Messaggero, secondo cui il Governo starebbe studiando una nuova rottamazione delle cartelle relative al biennio 2019-2020.

Una novità che potrebbe salire sul carrozzone della Legge di Bilancio 2021, affiancandosi al piano di riforma fiscale sul quale sta lavorando il MEF.

La situazione emergenziale, con le ricadute occupazionali ed economiche causate dal Covid-19, sarebbero tra l’altro una motivazione legittima per la messa in campo di strumenti straordinari, come appunto la pace fiscale.

Alla possibilità di regolarizzare posizioni debitorie nei confronti dell’Erario, il Governo potrebbe affiancare una nuova proroga del termine di ripresa delle attività di riscossione, con il rinvio a dicembre per la notifica di atti e cartelle esattoriali e per la ripresa dei versamenti.

Ad oggi il termine per la sospensione è fissato al 15 ottobre 2020 ed i pagamenti sospesi dovranno essere effettuati entro il 30 novembre. Una scadenza troppo ravvicinata per i tanti lavoratori ancora in cassa integrazione e per i titolari di partita IVA che faticano a ritornare alla situazione pre-Covid.

Troppo vicino è anche il termine per la sospensione delle attività di notifica di nuove cartelle e degli altri atti di riscossione: dal 16 ottobre l’AdER dovrà avviare la propria attività ordinaria, compresi gli obblighi derivanti da pignoramenti su stipendi o pensioni.

Pensare di far ripartire a pieno la macchina ordinaria del Fisco è ad oggi impensabile, considerando la straordinarietà del periodo.

La situazione emergenziale potrebbe dare quindi impulso non solo ad una riedizione della pace fiscale, con l’avvio della rottamazione quater delle cartelle, ma anche ad una proroga della ripresa delle attività di riscossione.

Differenza tra rottamazione delle cartelle e condono fiscale

Quando si parla di rottamazione delle cartelle e della pace fiscale, le opinioni dei contribuenti sono contrastanti. C’è chi ritiene necessario, soprattutto in un periodo di emergenza come quello in corso, predisporre strumenti per agevolare chi è in difficoltà, per “cause di forza maggiore”.

Dal lato opposto c’è chi invece rimarca la dannosità di misure che agevolano chi non paga le tasse, in quanto rappresentano una sorta di deterrente per il rispetto di regole ed obblighi fiscali ed agevolano gli evasori.

La tesi circa la pericolosità di misure condonistiche è ampiamente condivisibile, ma è necessario soffermarsi su un aspetto.

È formalmente sbagliato affermare che strumenti emergenziali come la rottamazione delle cartelle esattoriali agevolino gli evasori.

Aiutano piuttosto contribuenti che, pur avendo regolarmente dichiarato i propri redditi e patrimoni, non sono riusciti a pagare il totale delle tasse dovute. Inoltre con la rottamazione delle cartelle non si cancella il debito dovuto, bensì esclusivamente sanzioni ed interessi maturati negli anni.

Al contribuente, debitore nei confronti dello Stato, viene concesso uno sconto solo sulle somme che negli anni sono maturate a titolo sanzionatorio, non sul debito.

Si tratta insomma di una misura win-win: avvantaggia il contribuente, che beneficia della cancellazione di sanzioni ed interessi, ma anche l’Erario, che può contare sul recupero di parte del gettito fiscale non riscosso.

Diversa è invece la valutazione di misure di condono vero e proprio, si pensi alla voluntary disclosure sui contanti (della quale si sta parlando in questo periodo) o sui capitali detenuti irregolarmente all’estero.

In tal caso, viene consentito al contribuente di regolarizzare somme “nascoste” al Fisco, frutto quindi della scelta consapevole del contribuente di non dichiarare redditi o patrimoni.

Al netto delle necessarie precisazioni e delle valutazioni individuali, resta ora da attendere per capire quale sarà la scelta del Governo: ci sarà una nuova rottamazione delle cartelle?

Il banco di prova sarà la prossima Manovra, dalla quale si attende un ricco pacchetto di novità fiscali.

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