Contributo a fondo perduto decreti Ristori: beneficiari, come funziona e novità dall’Agenzia delle Entrate

Fondo perduto, di seguito la guida ai contributi dei decreti Ristori e Ristori bis: chi sono i beneficiari con i relativi codici ATECO e con quali importi, chi l’avrà in automatico e chi dovrà fare domanda, seguendo la procedura descritta dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 20 novembre, e novità sui controlli preventivi del Fisco.

Contributo a fondo perduto decreti Ristori: beneficiari, come funziona e novità dall'Agenzia delle Entrate

Contributo a fondo perduto, le istruzioni per fare domanda per i finanziamenti previsti dai decreti Ristori sono state pubblicate nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 20 novembre.

In questo modo si può finalmente avere chiaro come funziona il sistema di finanziamenti a fondo perduto che avuto inizio col decreto Rilancio, ripreso dal decreto Ristori e potenziato col Ristori bis.

Il meccanismo di funzionamento è legato alla lista di codici ATECO che rappresentano le attività beneficiarie del contributo. Tali attività sono quelle maggiormente colpite dalle misure restrittive adottate dal Governo per contenere l’aumento dei contagi.

Nella sua versione finale, la nuova tornata di contributi a fondo perduto vale 1,071 miliardi, ed estende i finanziamenti a 130 categorie. Tra i nuovi beneficiari ci sono anche una serie di attività collegate ai trasporti, che non rientrano nei principali codici ATECO del settore, e gli operatori che lavorano nelle filiere di agricoltura e pesca.

Contributo a fondo perduto primo decreto Ristori: come funziona

I contributi a fondo perduto del primo decreto Ristori funzionano su un doppio binario:

  • chi aveva già chiesto i finanziamenti del decreto Rilancio non deve rifare domanda;
  • chi non li ha chiesti o non era tra i possibili beneficiari, dovrà presentare istanza.

Nel primo caso i contributi arriveranno direttamente sul conto corrente dei beneficiari: i primi bonifici sono stati già inviati.

Gli altri, invece, dovranno seguire la procedura di presentazione della domanda, descritta dall’Agenzia delle Entrate nel provvedimento del 20 novembre 2020.

Le istanze pervenute verranno controllate mediante procedure automatizzate e riceveranno una prima ricevuta di acquisizione oppure di scarto in caso di errori formali dell’istanza.

Superati gli ulteriori controlli sostanziali, verrà comunicato ai richiedenti l’accoglimento della richiesta e sarà disposto l’accreditamento delle somme spettanti.

Richiesta della Segreteria della Commissione Finanze e Tesoro del Senato della Repubblica di documentazione in merito al Disegno di Legge AS 1994 “Conversione in legge del decreto-legge 28 ottobre 2020, n.137, recante ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.
Clicca qui per scaricare il file.

L’importo minimo per categoria è riservato alle imprese che avevano fatturato fino a 400.000 euro, l’importo massimo è destinato a quelle che hanno fatturato tra 1 e 5 milioni di euro.

La platea dei beneficiari include anche le imprese con fatturato maggiore di 5 milioni (con un ristoro pari al 10% del calo del fatturato) per un totale superiore alle 300.000 imprese interessate.

Il meccanismo, nel complesso, è più generoso di quello precedente del decreto Rilancio, considerato che nella maggior parte dei casi considerati verrà corrisposto un contributo dal 100% al 400% di quello corrisposto in precedenza, ma in ogni caso l’ammontare massimo del contributo è pari a 150.000 euro.

Contributi a fondo perduto del primo decreto Ristori: i codici ATECO dei beneficiari

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto Ristori bis bisogna fare un nuovo discorso rispetto ai beneficiari del contributo a fondo perduto del primo decreto Ristori.

Il nuovo decreto infatti sostituisce l’allegato 1 del primo decreto Ristori con un nuovo elenco, ampliando la portata della misura.

I nuovi codici ATECO presenti nell’allegato 1 sono:

Codice ATECO%
493210 - Trasporto con taxi 100,00%
493220 - Trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente 100,00%
493901 - Gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie se non facenti parte dei sistemi di transito urbano o sub-urbano 200,00%
522190 – Altre attività connesse ai trasporti terrestri NCA 100,00%
551000 - Alberghi 150,00%
552010 - Villaggi turistici 150,00%
552020 - Ostelli della gioventù 150,00%
552030 - Rifugi di montagna 150,00%
552040 - Colonie marine e montane 150,00%
552051 - Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence 150,00%
552052 - Attività di alloggio connesse alle aziende agricole 150,00%
553000 - Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte 150,00%
559020 - Alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero 150,00%
561011-Ristorazione con somministrazione 200,00%
561012-Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole 200,00%
561030-Gelaterie e pasticcerie 150,00%
561041-Gelaterie e pasticcerie ambulanti 150,00%
561042-Ristorazione ambulante 200,00%
561050-Ristorazione su treni e navi 200,00%
562100-Catering per eventi, banqueting 200,00%
563000-Bar e altri esercizi simili senza cucina 150,00%
591300 - Attività di distribuzione cinematografica, di video e di programmi televisivi 200,00%
591400-Attività di proiezione cinematografica 200,00%
749094 - Agenzie ed agenti o procuratori per lo spettacolo e lo sport 200,00%
773994 - Noleggio di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli: impianti luce ed audio senza operatore, palchi, stand ed addobbi luminosi 200,00%
799011 - Servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi ed altri eventi ricreativi e d’intrattenimento 200,00%
799019 - Altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio 200,00%
799020 - Attività delle guide e degli accompagnatori turistici 200,00%
823000-Organizzazione di convegni e fiere 200,00%
855209 - Altra formazione culturale 200,00%
900101 - Attività nel campo della recitazione 200,00%
900109 - Altre rappresentazioni artistiche 200,00%
900201 - Noleggio con operatore di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli 200,00%
900209 - Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche 200,00%
900309 - Altre creazioni artistiche e letterarie 200,00%
900400-Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche 200,00%
920009 - Altre attività connesse con le lotterie e le scommesse (comprende le sale bingo) 200,00%
931110-Gestione di stadi 200,00%
931120-Gestione di piscine 200,00%
931130-Gestione di impianti sportivi polivalenti 200,00%

Decreto Ristori bis: contributi a fondo perduto per le zone rosse

Il decreto Ristori bis, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 novembre, aggiunge un bonus del 50% in favore di alcune categorie di attività collocate nelle zone rosse o arancioni rispetto alla percentuale prevista dall’allegato 1.

Per determinate attività (alberghi con sede fiscale o operativa in Italia; gelaterie e pasticcerie, anche ambulanti; bar e altri esercizi simili privi di cucina) il contributo sale al 200%.

Le attività sono individuate dai seguenti codici ATECO:

codice ATECOAttività
561030 gelaterie e pasticcerie
561041 gelaterie e pasticcerie ambulanti
563000 bar e altri esercizi simili senza cucina
551000 alberghi

Il bonifico arriverà per la prima volta in automatico anche ad altre attività che operano in aree soggette a lockdown e hanno partita Iva alla data del 25 ottobre 2020.

Il contributo a fondo perduto è riconosciuto nell’anno 2021 agli operatori con sede operativa nei centri commerciali e agli operatori delle produzioni industriali del comparto alimentare e delle bevande, interessati dalle nuove misure restrittive del DPCM del 3 novembre 2020, nel limite di spesa di 280 milioni di euro.

Per questi soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO che rientrano nell’Allegato 1, il contributo spettante è entro il 30% del contributo a fondo perduto del primo decreto Ristori.

Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO che non rientrano nell’Allegato 1, il contributo è determinato entro il 30% del valore calcolato sulla base dei dati presenti nell’istanza trasmessa per il finanziamento previsto dal decreto Rilancio.

Si deve attendere il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate per conoscere le modalità di presentazione dell’istanza.

I destinatari del fondo perduto del decreto Ristori bis sono individuati tramite codice ATECO. La lista si trova nell’allegato 2 del provvedimento:

Codice ATECODescrizione %
47.19.10 Grandi magazzini 200%
47.19.90 Empori ed altri negozi non specializzati di vari prodotti non alimentari 200%
47.51.10 Commercio al dettaglio di tessuti per l’abbigliamento, l’arredamento e di biancheria per la casa 200%
47.51.20 Commercio al dettaglio di filati per maglieria e merceria 200%
47.53.11 Commercio al dettaglio di tende e tendine 200%
47.53.12 Commercio al dettaglio di tappeti 200%
47.53.20 Commercio al dettaglio di carta da parati e rivestimenti per pavimenti (moquette e linoleum) 200%
47.54.00 Commercio al dettaglio di elettrodomestici in esercizi specializzati 200%
47.64.20 Commercio al dettaglio di natanti e accessori 200%
47.78.34 Commercio al dettaglio di articoli da regalo e per fumatori 200%
47.59.10 Commercio al dettaglio di mobili per la casa 200%
47.59.20 Commercio al dettaglio di utensili per la casa, di cristallerie e vasellame 200%
47.59.40 Commercio al dettaglio di macchine per cucire e per maglieria per uso domestico 200%
47.59.60 Commercio al dettaglio di strumenti musicali e spartiti 200%
47.59.91 Commercio al dettaglio di articoli in legno, sughero, vimini e articoli in plastica per uso domestico 200%
47.59.99 Commercio al dettaglio di altri articoli per uso domestico nca 200%
47.63.00 Commercio al dettaglio di registrazioni musicali e video in esercizi specializzati 200%
47.71.10 Commercio al dettaglio di confezioni per adulti 200%
47.71.40 Commercio al dettaglio di pellicce e di abbigliamento in pelle 200%
47.71.50 Commercio al dettaglio di cappelli, ombrelli, guanti e cravatte 200%
47.72.20 Commercio al dettaglio di articoli di pelletteria e da viaggio 200%
47.77.00 Commercio al dettaglio di orologi, articoli di gioielleria e argenteria 200%
47.78.10 Commercio al dettaglio di mobili per ufficio 200%
47.78.31 Commercio al dettaglio di oggetti d’arte (incluse le gallerie d’arte) 200%
47.78.32 Commercio al dettaglio di oggetti d’artigianato 200%
47.78.33 Commercio al dettaglio di arredi sacri ed articoli religiosi 200%
47.78.35 Commercio al dettaglio di bomboniere 200%
47.78.36 Commercio al dettaglio di chincaglieria e bigiotteria (inclusi gli oggetti ricordo e gli articoli di promozione pubblicitaria) 200%
47.78.37 Commercio al dettaglio di articoli per le belle arti 200%
47.78.50 Commercio al dettaglio di armi e munizioni, articoli militari 200%
47.78.91 Commercio al dettaglio di filatelia, numismatica e articoli da collezionismo 200%
47.78.92 Commercio al dettaglio di spaghi, cordami, tele e sacchi di juta e prodotti per l’imballaggio (esclusi quelli in carta e cartone) 200%
47.78.94 Commercio al dettaglio di articoli per adulti (sexy shop) 200%
47.78.99 Commercio al dettaglio di altri prodotti non alimentari nca 200%
47.79.10 Commercio al dettaglio di libri di seconda mano 200%
47.79.20 Commercio al dettaglio di mobili usati e oggetti di antiquariato 200%
47.79.30 Commercio al dettaglio di indumenti e altri oggetti usati 200%
47.79.40 Case d’asta al dettaglio (escluse aste via internet) 200%
47.81.01 Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ortofrutticoli 200%
47.81.02 Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ittici 200%
47.81.03 Commercio al dettaglio ambulante di carne 200%
47.81.09 Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti alimentari e bevande nca 200%
47.82.01 Commercio al dettaglio ambulante di tessuti, articoli tessili per la casa, articoli di abbigliamento 200%
47.82.02 Commercio al dettaglio ambulante di calzature e pelletterie 200%
47.89.01 Commercio al dettaglio ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti 200%
47.89.02 Commercio al dettaglio ambulante di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura; attrezzature per il giardinaggio 200%
47.89.03 Commercio al dettaglio ambulante di profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti per qualsiasi uso 200%
47.89.04 Commercio al dettaglio ambulante di chincaglieria e bigiotteria 200%
47.89.05 Commercio al dettaglio ambulante di arredamenti per giardino; mobili; tappeti e stuoie; articoli casalinghi; elettrodomestici; materiale elettrico 200%
47.89.09 Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti nca 200%
47.99.10 Commercio al dettaglio di prodotti vari, mediante l’intervento di un dimostratore o di un incaricato alla vendita (porta a porta) 200%
96.02.02 Servizi degli istituti di bellezza 200%
96.02.03 Servizi di manicure e pedicure 200%
96.09.02 Attività di tatuaggio e piercing 200%
96.09.03 Agenzie matrimoniali e d’incontro 200%
96.09.04 Servizi di cura degli animali da compagnia (esclusi i servizi veterinari) 200%
96.09.09 Altre attività di servizi per la persona nca 200%

Il decreto Ristori ter ha anche aggiunto un codice ATECO alla lista dei beneficiari degli aiuti, il 47.72.10, Commercio al dettaglio di calzature e accessori, tra i beneficiari dei nuovi contributi a fondo perduto.

Fondo perduto: in quali casi non è automatico

Come anticipato, il fondo perduto si muove su un doppio binario: chi ha già fatto richiesta per il contributo del decreto Rilancio non dovrà ripresentare domanda, ma si vedrà accreditato quanto spettante sul conto corrente.

In quali casi invece l’accredito del contributo a fondo perduto non avviene in automatico? Innanzitutto ci sono coloro che, per un qualsiasi motivo, non hanno ricevuto il primo fondo perduto (appunto, quello del decreto Rilancio), ma che ora rientrano tra i beneficiari dei nuovi finanziamenti.

Chi invece aveva i requisiti per il contributo del decreto Rilancio ma la domanda non è andata a buon fine (per un errore nell’Iban, ad esempio, o qualche altro vizio di forma), in attesa che si chiuda l’iter sul vecchio contributo, va comunque presentata una nuova domanda.

Un discorso a parte va fatto, infine, per quelle attività che al 30 aprile ancora non esistevano, ovvero quelle che sono state aperte in seguito, oppure che hanno rilevato aziende già esistenti.

Come fare domanda per il fondo perduto dei decreti Ristori

Le domande per il contributo a fondo perduto dei decreti Ristori possono essere inoltrate dal 20 novembre, giorno di pubblicazione del provvedimento con le istruzioni da seguire, fino alla scadenza del 15 gennaio 2021 tramite l’apposito modulo messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Il provvedimento si rivolge ai contribuenti che non avevano presentato domanda per ottenere i contributi a fondo perduto del decreto Rilancio.

L’istanza per i contributi a fondo perduto può essere presentata in due modi:

  • online, tramite il portale “Fatture e corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate;
  • attraverso l’utilizzo di un software di compilazione e un successivo invio attraverso l’applicativo “Desktop telematico”.

L’autenticazione potrà avvenire con:

  • le credenziali Fiscoonline o Entratel dell’Agenzia;
  • Spid;
  • la Carta nazionale dei Servizi (Cns).

Nell’istanza devono essere indicati i codici fiscali del richiedente, dell’eventuale rappresentante o intermediario, le informazioni sulla sussistenza dei requisiti e l’Iban del conto corrente su cui ricedere l’accredito.

Fondo perduto: i controlli dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate farà dei controlli preventivi sulle istanze presentate per i nuovi contributi a fondo perduto dei decreti Ristori e Ristori bis.

Nel provvedimento del 20 novembre vengono descritte anche le modalità di controllo attuate dall’Agenzia delle Entrate. Rispetto ai primi contributi a fondo perduto, quelli del decreto Rilancio, le verifiche sul rispetto dei requisiti verranno fatte prima dell’erogazione del contributo.

I controlli preventivi quindi sono rivolti a verificare il reale diritto del richiedente, quindi il Fisco controllerà:

  • che non si tratti di una partita IVA fantasma, cioè sia attiva da prima del 25 ottobre e che non sia stata chiusa quando è stata presentata l’istanza o alla data di arrivo del contributo;
  • che l’attività prevalente svolta sia quella indicata dal codice ATECO indicato.

L’Agenzia delle Entrate quindi controllerà che i dati presenti nell’istanza corrispondano a quelli presenti in Anagrafe Tributaria. In caso contrario, l’istanza verrà scartata.

Una volta superati i controlli preventivi, il contributo a fondo perduto verrà erogato sul conto corrente del richiedente entro 10 giorni dalla presentazione dell’istanza.

Successivamente all’erogazione del contributo, l’Agenzia delle Entrate procede al controllo dei dati dichiarati ed effettua ulteriori verifiche anche in relazione ai dati fiscali di fatture elettroniche e corrispettivi telematici, comunicazioni di liquidazione periodica IVA e dichiarazioni IVA.

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