SPID addio? Cos’è e come richiedere

Lo SPID sta per cambiare drasticamente, in futuro per il rilascio basterà la carta d’identità elettronica. Ecco cosa potrebbe cambiare, a cosa serve l’Identità digitale e come si richiede.

Addio SPID? È quanto ci si chiede dopo l’emendamento del Ministro dell’Innovazione tecnologica Paola Pisano; sembrerebbe che in futuro per ottenere l’identità digitale, meglio nota come SPID, non servirà più ricorrere agli Identity Provider ma questa verrà rilasciata insieme alla carta d’identità in formato elettronico con un doppio risultato: aumentare il numero dei richiedenti e semplificare il procedimento esistente.

Lo SPID è uno strumento che permette ad ogni cittadino di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione, quindi controllare la posizione Inps o Inail, fare domanda per i concorsi pubblici e molto altro.

I Provider autorizzati, come Poste Italiane, Namirial, Intesa San Paolo e altri, continueranno ad erogare il servizio normalmente fino all’entrata in vigore delle nuove direttive, in data non ancora confermata. Dopodiché la gestione del sistema SPID sarà totalmente a carico dello Stato.

Quindi non si tratta di un vero e proprio addio ma piuttosto di un “aggiornamento” che risponde all’esigenza di semplificazione dei procedimenti amministrativi. Con esso il Ministro Pisano auspica un sensibile aumento delle richieste di Identità digitale, anche perché è un sistema che apporta indiscussi vantaggi, come andremo a spiegare.

In questo articolo vedremo nel dettaglio come si ottiene lo SPID, cosa potrebbe cambiare, quando e in che modo si utilizza.

SPID addio, cosa potrebbe cambiare

Stiamo per dire addio allo SPID? Così sembrerebbe da un emendamento che il Ministro dell’Innovazione tecnologica Paola Pisano ha presentato alla Legge di Bilancio 2020. In realtà non si tratta di un drastico addio ma di una modifica sostanziale delle modalità di richiesta e ottenimento dell’Identità digitale.

Il cittadino non dovrà più rivolgersi alle banche o agli altri enti accreditati per ricevere lo SPID poiché sarà consegnato al rilascio della carta di identità elettronica. In questo modo il Ministro prevede che gli utenti aumenteranno notevolmente, dato che ad oggi possiedono l’Identità digitale solamente 5 milioni di cittadini.

Chi è già in possesso dello SPID per i servizi online della Pubblica Amministrazione potrà continuare ad utilizzarlo con la possibilità di aggiornarlo in futuro.

Quando la nuova modalità entrerà in vigore, sarà lo Stato e non più gli Identity Provider a gestire tutti i servizi e a raggrupparli, in modo da semplificare al massimo la procedura di consultazione dell’attività amministrativa.

Ancora non c’è una data ufficiale nella quale diremo addio al vecchio SPID, nell’attesa ci sembra utile andare a chiarire cos’è l’Identità digitale e tempi, costi e procedimento per chiederlo.

Cosa è lo Spid?

Siete stanchi di perdere tempo facendo la fila agli sportelli dell’INPS? Ogni volta che dovete accedere ad un servizio online della Pubblica Amministrazione non vi ricordate la password con cui siete registrati? Volete verificare il vostro 730 precompilato ma non riuscite a fare l’accesso?

Allora lo Spid è la soluzione ai vostri problemi.

Questo infatti, la cui sigla sta per Sistema Pubblico di Identità Digitale, non è altro che un’identità singola con cui potrete accedere non solo ai servizi online degli enti pubblici, ma anche a quelli degli enti privati che hanno aderito al progetto.

Lo Spid è il “passepartout” che facilita l’accesso dei cittadini ai vari servizi digitali della Pubblica Amministrazione.

Spid, per cosa si usa?

Grazie allo Spid l’accesso ad alcuni servizi pubblici è stato semplificato notevolmente.

Infatti, potete utilizzare la vostra identità digitale per gestire alcuni servizi dell’Inps, come ad esempio la richiesta degli assegni familiari.

Ce ne sono molti altri dell’Agenzia delle Entrate (come la dichiarazioni dei redditi), ma grazie allo Spid potete fare richiesta anche di prestazioni sanitarie e pagare alcune tasse pubbliche come la Tasi o il bollo auto. Senza contare che si può accedere anche ai servizi del Miur, quindi si può utilizzare lo Spid anche per iscrivere i propri figli a scuola.

Lo Spid permette persino di accedere ai servizi delle amministrazioni locali, o anche a quelli di Poste Italiane.

Per la ricerca dei servizi abilitati così da scoprire per cosa si usa lo Spid potete utilizzare il motore di ricerca dedicato, disponibile sul sito ufficiale.

Spid, come richiederlo?

Per richiedere lo Spid dovete rivolgervi ad uno dei tanti Identity Provider autorizzati. Per la richiesta è sufficiente avere:

  • un indirizzo e-mail;
  • il numero di linea mobile;
  • un documento di identità valido (Carta di identità, passaporto, patente, permesso di soggiorno);
  • la tua tessera sanitaria con il codice fiscale.

La registrazione, invece, consiste in tre differenti step:

  • inserimento dati anagrafici;
  • creazione credenziali Spid;
  • riconoscimento.

Come anticipato, si può richiedere lo Spid presso diverse società. Non ci sono differenze tra gli Spid attivabili presso i vari Identity Provider - che vedremo di seguito - e per questo spetta al cittadino a scegliere il gestore che preferisce.

Per richiederlo vi basta andare sui siti ufficiali delle aziende e cliccare sull’area specifica dello Spid. A questo punto vi viene chiesto di compilare un form con i vostri dati anagrafici come nome, cognome, codice fiscale e data di nascita. Dopo averne fatto richiesta riceverete le credenziali del vostro Spid tramite raccomandata o per email.

Nel dettaglio, per richiedere lo Spid bisogna registrarsi presso uno dei siti dei soggetti abilitati al rilascio del Pin unico per l’Identità Digitale. Ecco quali sono al momento gli otto Identity Provider presso i quali è possibile richiedere lo SPID:

  • TIM ID (2 livelli di sicurezza).

Come scegliere l’Identity Provider dove richiedere lo Spid? La scelta dipende molto dalle vostre necessità. Ad esempio, come specificato in precedenza, Aruba SpidID è l’unico Indentity Provider a garantire tre livelli di sicurezza, ad un costo aggiuntivo però che parte da 10€ (+ IVA).

Per quanto riguarda i costi, invece, in ogni caso è gratuito per i cittadini nei primi due anni (mentre non è chiaro il prezzo da pagare per il rinnovo), mentre per le imprese il costo è di circa 30€ e varia a seconda dell’Identity Provider al quale ci si rivolge.

Il nostro consiglio, quindi, è di analizzare singolarmente i piani degli Identity Provider e vedere qual è il più affine alle vostre esigenze; dovete sapere, ad esempio, che ognuno prevede delle modalità di riconoscimento differenti (dal riconoscimento - a pagamento nella maggior parte dei casi - via webcam, a quello tramite Carta d’Identità Elettronica), quindi preferite quello più comodo per voi.

Tempi per ricevere lo Spid: facciamo chiarezza

Come abbiamo appena visto ci sono diverse aziende che permettono di attivare un proprio codice Spid, ma nessuna di queste è in grado di farvelo ricevere in tempi rapidi.

Solitamente bisogna aspettare circa una settimana per ricevere i dati di accesso per la propria Identità digitale. È vero infatti che si può fare la richiesta per lo Spid in 5 minuti e comodamente seduti sulla propria scrivania, come molte agenzie promettono, ma non sempre viene specificato che per ricevere il codice di accesso bisogna attendere la conclusione delle attività di verifica delle informazioni inserite.

Le attività di controllo d’altronde sono necessarie per evitare un furto di attività, e per questo richiedono diverso tempo. Bisogna interrogare le banche dati e tutte le agenzie devono farlo; ecco perché non esiste nessuno che può consegnare lo Spid immediatamente.

Ad esempio, con TIM dopo aver impiegato circa 20 minuti per fare la richiesta ci si trova davanti al seguente messaggio:

“Hai completato tutte le fasi per richiedere la tua Identità Digitale Tim id. Stiamo verificando i dati che ci hai fornito. Entro 5 gg lavorativi ti comunicheremo l’esito della richiesta”.

Per ricevere lo Spid quindi ci vogliono circa 5 giorni lavorativi; ricordatevelo prima di effettuare la registrazione a pagamento solo perché credete che in questo modo vi verrà consegnato immediatamente.

È obbligatorio?

La sottoscrizione di questo servizio non è obbligatoria. Infatti, è il cittadino a decidere se richiedere la propria Identità Digitale e come abbiamo detto è lui stesso a scegliere il gestore che preferisce.

Questo in realtà potrebbe essere un grande limite, visto che in più di un’occasione i cittadini italiani hanno dimostrato di non essere dei grandi utilizzatori dei servizi digitali (pensiamo ad esempio alla Carta d’Identità Elettronica).

È sicuro?

È stata data molta importanza alla sicurezza dei dati personali dei cittadini. Infatti, lo Spid è disponibile in tre diversi livelli di identità e ad ognuno di questi è correlato un diverso sistema di sicurezza.

Nel dettaglio, nel primo livello per l’autenticazione è sufficiente inserire il proprio ID e la password (che va cambiata ogni sei mesi), mentre nel secondo si aggiunge una password aggiuntiva (di tipo one time). Nel terzo livello, previsto solo da chi richiede lo Spid con Aruba, invece è prevista l’aggiunta di una smart card, che in alcuni casi potrebbe essere proprio la Carta d’Identità elettronica.

Inoltre, lo Spid non fornisce le credenziali del cittadino, a meno che questo non ne dia il consenso esplicito.

A queste tutele si aggiunge quella per cui i gestori delle identità dovranno gestire le informazioni personali dell’utente rispettando i criteri di sicurezza decisi da Agid.

Spid, quali sono i vantaggi?

Come anticipato, questo permette di “ridurre i tempi di attesa per l’ottenimento di servizi e informazioni”, ma anche di dare più fiducia ai cittadini nei servizi Internet.
Inoltre, grazie allo Spid si cercherà di risolvere il problema criminale del furto d’identità. A questi vantaggi si aggiungono la riduzione dei costi “derivanti dalla possibilità di recuperare spazi fisici necessari per uffici, sportelli ed archivi” e degli impatti eco-ambientali “grazie alle minori esigenze di spostamenti.”.

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