ISCRO, la cassa integrazione per Partite IVA: cos’è, come funziona e requisiti

Rosaria Imparato

24/09/2021

24/09/2021 - 17:34

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La cassa integrazione per le partite IVA si chiama ISCRO: nella guida di seguito vediamo come funziona, a chi spetta e con quali requisiti.

ISCRO, la cassa integrazione per Partite IVA: cos'è, come funziona e requisiti

Come funziona l’ISCRO, la cassa integrazione per le partite IVA?

L’acronimo sta per Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, ed è una novità della Legge di Bilancio 2021. Per accedere alla novità, però, è necessario essere in possesso di determinati requisiti, primo tra tutti l’iscrizione alla gestione separata INPS.

La nuova prestazione ha un doppio scopo: da un lato sostenere le imprese e le famiglie, colpite da una crisi economica senza precedenti, e dall’altro fornire sostegno anche alla categoria dei professionisti esclusa da tutti i precedenti aiuti.

Finora infatti il meccanismo della cassa integrazione era destinato solo ai lavoratori dipendenti pubblici o privati, mentre partite IVA, lavoratori autonomi e professionisti sono rimasti esclusi.

La nuova cassa integrazione garantisce un assegno mensile compreso tra 250 euro e 800 euro: vediamo come funziona.

ISCRO, cos’è e come funziona la cassa integrazione per Partite IVA

Ad annunciare l’arrivo della nuova cassa integrazione per autonomi, professionisti e Partite Iva era stato il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani.

L’idea alla base della misura è quella di fornire un sostegno alle categorie di cui sopra simile a quello fornito per i dipendenti. La nuova cassa integrazione si chiama Iscro (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa), non è ancora operativa, ma garantirà un sostegno mensile compreso tra 250 e 800 euro al mese per un periodo massimo di 6 mesi.

L’indennità non concorre alla formazione del reddito.

Cassa integrazione partite IVA: i requisiti per richiedere l’ISCRO

Non tutte le partite IVA possono accedere all’ISCRO. A individuare i requisiti è l’articolo 1 comma 388 della Legge di Bilancio 2021:

  • reddito complessivo dichiarato non superiore a 8.145 euro all’anno;
  • iscrizione alla Gestione separata dell’Inps;
  • aver prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente la presentazione della domanda, inferiore al 50% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni precedenti l’anno anteriore la presentazione della domanda;
  • apertura della partita IVA da almeno 4 anni.

La nuova cassa integrazione garantirà ai beneficiari un indennizzo mensile di compreso tra i 250 e gli 800 euro e resterà valida per un periodo di 6 mesi.

Sarà l’INPS a gestire le erogazioni.

Beneficiari ed esclusi dall’ISCRO

I beneficiari dell’ISCRO dovrebbero essere circa 300.000: il nuovo ammortizzatore sociale spetta a categorie prive di Ordine come comunicatori, pubblicitari, web manager, consulenti pubblicitari, traduttori e venditori porta a porta.

A rimanere esclusi saranno, invece, i lavoratori che non rispettano i requisiti richiesti per beneficiare dell’indennità, come architetti, avvocati, medici e giornalisti ad esempio, in quanto iscritti a una cassa di previdenza privata.

Infine, l’ISCRO non è cumulabile con il Reddito di Cittadinanza.

Aliquota finanziamento ISCRO: le novità dall’INPS

A dare tutte le informazioni di riferimento in merito alle aliquote per il calcolo della somma dovuta a professionisti, autonomi e collaboratori, con i relativi minimali e massimali di reddito è la circolare INPS n. 12 del 5 febbraio.

L’aliquota di finanziamento dell’ISCRO è pari allo 0,26% per il 2021, mentre nel 2022 e nel 2023 sarà pari allo 0,51%.

L’aliquota per il calcolo dei contributi INPS dovuti nel 2021 dai professionisti iscritti alla Gestione separata sale quindi al 25,98%; è pari al 34,23% per i collaboratori che finanziano la Dis-Coll.

Come si richiede la cassa integrazione per le partite IVA?

Il titolare di partita IVA in possesso dei requisiti dovrà inoltrare domanda online direttamente all’INPS entro il 31 ottobre di ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023.

La domanda per l’accesso all’indennità ISCRO potrà essere effettuata tramite la relativa applicazione presente nel portale istituzionale dell’INPS: l’Istituto avvertirà con un’apposita comunicazione sul proprio sito quando il nuovo servizio sarà rilasciato.

Nel momento in cui si presenta la domanda, il contribuente deve autocertificare i redditi prodotti per ciascuno degli anni di interesse, a meno che gli stessi non siano già a disposizione dell’Istituto.

In questo caso, ai fini della verifica dei requisiti reddituali, verranno presi in considerazione i dati reddituali di cui dispone l’Istituto, che saranno precaricati nel pannello di domanda.

Per la successiva verifica dei requisiti, l’INPS comunica all’Agenzia delle Entrate i dati identificativi dei soggetti che hanno presentato domanda e, a seguire, l’Agenzia delle Entrate comunica all’INPS l’esito dei riscontri effettuati sulla verifica dei requisiti reddituali con le modalità e nei termini definiti mediante accordi di cooperazione tra le Parti.

Domanda respinta: come chiedere il riesame

Il titolare di partita IVA deve seguire la procedura disponibile nella stessa sezione del sito INPS in cui è stata presentata la domanda, denominata “Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO)”:

  • una volta effettuato l’accesso, l’applicazione mostrerà in evidenza nella sezione “Le mie ultime domande” l’istanza di indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa con il riepilogo delle informazioni principali;
  • in questa sezione si vedono anche le domande con esito negativo, per le quali è possibile usare il tasto “Richiedi riesame”.

La funzionalità che consente di richiedere il riesame è accessibile anche visualizzando i dettagli della domanda a partire dalla sezione “Le mie richieste”, disponibile nel menu di sinistra.

Una volta attivata la funzione per la richiesta di riesame, l’INPS chiede all’utente le motivazioni che hanno portato alla richiesta di riesame. Il contribuente può allegare eventuali documenti a supporto della sua richiesta.

A questo punto basta cliccare su “Presenta richiesta di riesame” per trasmettere la domanda, e sarà possibile accedere alla ricevuta con il numero di protocollo.

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