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Riunione BCE oggi, Lagarde pronta ad alzare i tassi mentre scatta nuovo alert sull’inflazione. DIRETTA

Laura Naka Antonelli

11 Giugno 2026 - 10:45

Oggi la BCE di Christine Lagarde alzerà i tassi. Ad anticiparlo sono stati già i mercati e gli economisti. Money.it segue gli aggiornamenti in tempo reale.

Riunione BCE oggi, Lagarde pronta ad alzare i tassi mentre scatta nuovo alert sull’inflazione. DIRETTA

Il giorno della riunione della BCE per decidere sui tassi di interesse dell’area euro è finalmente arrivato, e il verdetto è stato già ampiamente anticipato dagli economisti e dai mercati.

Oggi, giovedì 11 giugno 2026, al termine del meeting del Consiglio direttivo della Banca centrale europea guidata dalla Presidente Christine Lagarde, arriverà l’annuncio di un rialzo dei tassi di 25 punti, che farà salire i tassi sui depositi, i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali e i tassi sulle operazioni di rifinanziamento marginali rispettivamente al 2,25%, al 2,40%, al 2,65%.

La decisione sui tassi è attesa per le 14.15 ora italiana, mentre alle 14.45, come di consueto, prenderà il via la conferenza stampa con cui Lagarde risponderà alle domande dei giornalisti sulla direzione futura dei tassi di interesse, sul trend dell’inflazione in tempi di guerra e sulle condizioni in cui versa l’economia dell’Eurozona.

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Riunione BCE oggi, 11 giugno. La diretta di Money.it

Finirà ufficialmente oggi il lungo periodo di pausa sui tassi, culminato nella conferma dello status quo per la settima volta consecutiva, che risale all’ultimo meeting della BCE dello scorso 30 aprile.

In attesa del verdetto della BCE di oggi, occhio al trend dei mercati finanziari, in particolare dell’ lindice Ftse Mib, così come delle altre borse europee, ovvero dell’indice Dax della borsa di Francoforte, del Cac 40 della borsa di Parigi (-1,25%) e, sebbene non facente parte dell’azionario dell’Eurozona, del Ftse 100 della borsa di Londra.

In evidenza inoltre le dinamiche del mercato del forex, in particolare del rapporto euro-dollaro EUR-USD, che sarà condizionato direttamente dalla decisione sui tassi che sarà comunicata dalla BCE e dalle dichiarazioni che saranno rilasciate da Christine Lagarde.

Titoli di Stato nel BCE Day. Rendimenti BTP al 3,83%, spread BTP-Bund a 76 punti base

Focus sul trend dei Titoli di Stato dell’Eurozona in attesa del verdetto sui tassi della BCE. La situazione è sotto controllo, con i rendimenti dei Titoli di Stato italiani, francesi e tedeschi che scendono di 1 punto base, rispettivamente al 3,83%, 3,83% (lo spread Italia-Francia è tornato di fatto ad azzerarsi) e al 3,07%. Lo spread BTP-Bund a 10 anni si attesta così a quota 76 punti base.

Indice Ftse Mib accelera al rialzo, STM e Prysmian titoli migliori. Futures USA in ripresa post forti sell della vigilia

L’indice Ftse Mib accelera al rialzo, guadagnando lo 0,78%, a quota 50.417,29 punti. Svettano in particolare i titoli STMicroelectronics e Prysmian, che avanzano di oltre il 3%. A sostenere gli indici azionari europei, in generale, è il dietrofront dei prezzi del petrolio, che si spiega con la fine dei raid USA contro Teheran delle ultime ore. Incide positivamente anche il rialzo dei futures sui principali indici azionari di Wall Street. Ieri sessione invece negativa per lo
S&P 500, che è scivolato dell’1,62%, mentre il Nasdaq Composite ha perso l’1,91%. Molto male anche il Dow Jones, capitolato di 953,33 punti, o dell’1,87%.

La view di PIMCO sui tassi. Quanti rialzi da Lagarde nel 2026, fino a che punto l’inflazione spaventa?

PIMCO conferma i timori che le proiezioni economiche aggiornate che saranno annunciate oggi dalla BCE insieme alla comunicazione della decisione sui tassi includano un downgrade dell’outlook sul PIL e una revisione al rialzo delle stime sull’inflazione.

Nel prevedere che oggi, a seguito della riunione del Consiglio direttivo dell’istituzione di Francoforte, la Banca centrale europea alzerà il tasso di deposito di 25 punti base, portandolo al 2,25%, Konstantin Veit, Portfolio Manager di PIMCO, ha indicato che le previsioni “formulate dagli esperti della BCE di giugno vedranno probabilmente un’inflazione più elevata e una crescita più bassa rispetto all’esercizio di marzo”.

Guardando in avanti, nell’anticipare la possibile direzione dei tassi a seguito della stretta monetaria di oggi, Veit ha sottolineato che le stime non sono di una BCE che “proceda a un inasprimento aggressivo dei tassi”.

Per tutto il 2026, in sostanza, “riteniamo poco probabile che vi siano più di due rialzi”. Due strette sarebbero sufficienti, in quanto “porterebbero il tasso di riferimento al limite superiore dell’intervallo delle stime del tasso neutrale (1,75% - 2,5%) e servirebbero principalmente a gestire le aspettative e a prevenire effetti di secondo impatto”.

Allo stesso tempo, “sebbene l’andamento della crescita salariale non giustifichi gravi preoccupazioni in questa fase, i prezzi di vendita e le aspettative di inflazione meritano un’analisi più attenta”.

E ancora, ha concluso l’esperto di PIMCO, “sebbene l’economia dell’area euro abbia mostrato un modesto slancio prima della guerra in Medio Oriente, da allora abbiamo assistito a un significativo peggioramento delle prospettive, principalmente a causa dell’aumento dell’incertezza e dei prezzi più elevati dell’energia che hanno spinto al ribasso i consumi e gli investimenti”.

Tassi BCE, perché la BCE è pronta ad alzarli. Il commento di Columbia Threadneedle Investments

Così, in attesa della decisione sui tassi della BCE di Christine Lagarde, anticipa l’esito della riunione dell’istituzione di Francoforte Angelina Chueh, EMEA Client Portfolio Manager Fixed Income di Columbia Threadneedle Investments:

“La BCE dovrebbe alzare i tassi d’interesse di 25 punti base. La mossa arriva in risposta a un’inflazione che rimane al di sopra del target, anche se persistono i timori che una politica più restrittiva possa pesare sulle prospettive di crescita. Un rialzo di questa entità sarà probabilmente interpretato come un passo misurato, volto a preservare la credibilità dell’istituto evitando al contempo un ciclo di inasprimento più marcato. Potrebbe inoltre offrire ai responsabili delle politiche un certo margine di flessibilità, consentendo alle incertezze geopolitiche di attenuarsi. In particolare, la BCE terrà d’occhio il conflitto in corso in Medio Oriente, nella speranza che la situazione possa stabilizzarsi e che il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz possa gradualmente tornare alla normalità”.

Piazza Affari apre in rialzo nel giorno della BCE. Le azioni migliori e peggiori

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari ha aperto la giornata di contrattazioni in rialzo di poco meno di mezzo punto percentuale, salendo a quota 50.234,65.

Tra le azioni migliori spiccano STM, Avio, Leonardo, Banco BPM, mentre i titoli peggiori sono Stellantis, Ferrari, Diasorin, Amplifon.

Mercato forex, euro poco mosso sul dollaro

Sul mercato del forex l’euro è poco mosso, segnando un rialzo dello 0,09% nei confronti del dollaro a quota $1,1546.

Il rapporto USD-JPY è piatto JPY 160,50.

La sterlina sale sul dollaro, con il rapporto GBP-USD in progresso dello 0,11%, a $1,3381

Grande attesa anche per previsioni economiche BCE. Mentre arrivano nuovi alert sull’inflazione da guerra

La BCE annuncerà oggi anche le nuove previsioni economiche sul trend del PIL e dell’inflazione dell’area euro formulate dallo staff dei suoi economisti.

Il rischio più concreto messo in conto è che l’outlook sul PIL venga rivisto al ribasso e che le proiezioni sull’inflazione vengano riviste al rialzo.

Tra l’altro, un nuovo alert sull’inflazione è risuonato negli ultimi giorni.

Con l’intensificarsi delle tensioni in Medio Oriente scatenato da nuovi raid USA in Iran e dagli attacchi di Teheran contro le basi americane in Giordania, Kuwait e Bahrein, la fine della guerra tra gli Stati Uniti di Donald Trump e la Repubblica islamica appare sempre di più una chimera.

L’effetto sui mercati è immediato, come dimostra lo scatto al rialzo dei prezzi del petrolio delle ultime ore, che alimenta nuovi timori sul rischio di un’inflazione che, sia in Europa che negli USA, continua ad assillare le banche centrali. Detto questo, le quotazioni del petrolio crude sono tornate a scendere. Al momento il contratto WTI perde lo 0,40% circa sotto $90 al barile, mentre il Brent scende dello 0,50% circa, a $92,64%.