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La BCE alza i tassi per la prima volta dal 2023, quanti altri rialzi? Risponde Goldman Sachs, mentre Lagarde spiega ansia inflazione. DIRETTA

Laura Naka Antonelli

11 Giugno 2026 - 15:53

Oggi la BCE di Christine Lagarde ha alzato i tassi dell’area euro per la prima volta dal 2023. Money.it segue gli aggiornamenti in tempo reale.

La BCE alza i tassi per la prima volta dal 2023, quanti altri rialzi? Risponde Goldman Sachs, mentre Lagarde spiega ansia inflazione. DIRETTA

Così come previsto dai mercati e dagli economisti, la riunione della BCE di oggi, giovedì 11 giugno 2026, si è conclusa con l’annuncio di un rialzo dei tassi di 25 punti base.

Al termine del meeting, il Consiglio direttivo della Banca centrale europea guidata dalla Presidente Christine Lagarde ha comunicato di aver aumentato i tassi sui depositi, i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali e i tassi sulle operazioni di rifinanziamento marginali rispettivamente al 2,25%, al 2,40%, al 2,65%.

Occhio alle dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa da Lagarde, nel rispondere alle domande dei giornalisti sulla direzione futura dei tassi di interesse, sul trend dell’inflazione in tempi di guerra e sulle condizioni in cui versa l’economia dell’Eurozona.

Sotto i riflettori oltre alla decisione sui tassi le nuove proiezioni economiche sul PIL e sul tasso di inflazione dell’Eurozona che sono state comunicate anch’esse oggi, in concomitanza con l’annuncio sui tassi di interesse.

La BCE ha rivisto al rialzo le attese sull’inflazione del 2026 e del 2027, abbassando contestualmente le previsioni sulla crescita del PIL relativa al biennio.

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BCE alza tassi, prima volta dal 2023. E ora? Le previsioni di Goldman Sachs AM, mentre parla Lagarde

È finito ufficialmente oggi il lungo periodo di pausa sui tassi, culminato nella conferma dello status quo per la settima volta consecutiva, che risale all’ultimo meeting della BCE dello scorso 30 aprile.

Come da attese, la BCE di Christine Lagarde ha alzato oggi i tassi dell’Eurozona di 25 punti base.

Occhio al trend dei mercati finanziari, in particolare dell’indice benchmark del Ftse Mib, così come delle altre borse europee, ovvero dell’indice Dax della borsa di Francoforte, del Cac 40 della borsa di Parigi (-1,25%) e, sebbene non facente parte dell’azionario dell’Eurozona, del Ftse 100 della borsa di Londra.

In evidenza le dinamiche del mercato del forex, in particolare del rapporto euro-dollaro EUR-USD, condizionato direttamente dalla decisione sui tassi e dalle dichiarazioni che saranno rilasciate da Christine Lagarde.

Conclusa la conferenza stampa di Lagarde

Si è conclusa la conferenza stampa di Christine Lagarde. Oltre alla decisione della BCE di alzare le attese sull’inflazione del 2026 e del 2027, va segnalato che un nuovo alert sull’inflazione è risuonato negli ultimi giorni.

Con l’intensificarsi delle tensioni in Medio Oriente scatenato da nuovi raid USA in Iran e dagli attacchi di Teheran contro le basi americane in Giordania, Kuwait e Bahrein, la fine della guerra tra gli Stati Uniti di Donald Trump e la Repubblica islamica appare sempre di più una chimera.

L’effetto sui mercati è stato immediato, come ha dimostrato lo scatto al rialzo dei prezzi del petrolio delle ultime ore, che ha alimentato nuovi timori sul rischio di un’inflazione che, sia in Europa che negli USA, continua ad assillare le banche centrali. I prezzi del petrolio sono scesi all’inizio della sessione odierna, per tornare poi a salire a seguito delle nuove minacce contro Teheran lanciate da Trump.

Sul suo social Truth, il capo della Casa Bianca ha avvertito che gli USA prenderanno “il controllo dell’isola di Kharg e di altre infrastrutture petrolifere” dell’Iran, “assumendo il controllo totale dei loro mercati del petrolio e del gas, proprio come abbiamo fatto con il Venezuela”.

Tornando alle parole proferite da Lagarde in conferenza stampa, la Presidente della BCE ha sottolineato che, sebbene le aspettative sull’inflazione di breve termine siano salite, quelle di più lungo termine appaiono tuttora ampiamente ancorate al target della BCE pari al 2%.

Nessuna indicazione sulla possibilità di tornare a tagliare i tassi: “Decideremo di riunione in riunione, dipenderemo dai dati, andando avanti non ci atterremo a un percorso dei tassi predefinito. Sarà questo il modo in cui continueremo ad operare”.

Lagarde ha definito la decisione di alzare oggi i tassi “buona”. rispondendo anche a una domanda sull’AI (intelligenza artificiale), parlando di “nuovi sviluppi, più rapidi e più intuitivi” che stanno emergendo nel settore. Una evoluzione che, ha ammesso, sta scatenando preoccupazioni sul fronte della sicurezza, che la BCE sta cercando di smorzare adottando misure per proteggersi da potenziali attacchi informatici.

Analisti si soffermano sul rischio di un errore da parte della BCE. Come nel 2011?

Roger Rüegg, Head of Multi-Asset Solution Zkb/Swisscanto ha spiegato il rialzo dei tassi varato oggi dalla BCE di Lagarde, spiegando che “alla base di questa decisione vi è l’aumento dell’inflazione registrato negli ultimi mesi, riconducibile principalmente al rialzo dei prezzi dell’energia”.

Sotto i riflettori tuttavia la grande incognita:

“Resta tuttavia da capire se una politica monetaria più restrittiva possa davvero contribuire a contenere le pressioni inflazionistiche senza penalizzare ulteriormente un’economia che mostra già segnali di debolezza. Per questo motivo abbiamo rivisto sensibilmente al ribasso le nostre previsioni economiche per l’anno in corso. Per l’area euro stimiamo ora una crescita inferiore all’1%, mentre per la Germania ci attendiamo un’espansione prossima allo 0%. Alla luce di questo scenario, riteniamo significativo il rischio che il rialzo dei tassi deciso oggi non si riveli sostenibile nel tempo e che si ripeta quanto accaduto nel 2011. Allora la BCE aumentò i tassi per contrastare l’inflazione, salvo poi essere costretta, pochi mesi dopo, a invertire la rotta e ad allentare nuovamente la politica monetaria di fronte al deterioramento del quadro economico”.

Riguardo all’impatto sugli investimenti, Rüegg ha concluso che “riteniamo che questa decisione possa sostenere le obbligazioni denominate in euro con scadenze più lunghe, in un contesto in cui gli investitori tendono a privilegiare gli asset considerati più sicuri. Di contro, le azioni dei settori più ciclici e orientati alla domanda interna potrebbero risentire maggiormente dell’inasprimento delle condizioni monetarie”.

Tassi BCE, Lagarde sull’inflazione: non mi piace vantarmi, non sono una persona vanitosa. Ma...

Interpellata sulla view di alcuni economisti, che nei giorni scorsi hanno avvertito che un rialzo dei tassi da parte della BCE sarebbe stato un errore, Lagarde ha difeso la scelta di optare per una stretta monetaria, limitandosi a dire che “ognuno deve fare il proprio lavoro”, nel ricordare che il mandato della Banca centrale europea è assicurare la stabilità dei prezzi e di seguire la funzione di reazione, ovvero di apportare aggiustamenti alla politica monetaria a seconda dell’evoluzione del contesto economico.

Lagarde ha poi citato le previsioni sull’inflazione e la presenza di rischi al rialzo per i prezzi. Ancora, “non mi piace vantarmi, non sono una persona vanitosa”, ha aggiunto la Presidente dell’istituzione, sottolineando che, comunque, la BCE è riuscita a far sì che l’inflazione oscillasse attorno al suo target del 2% per i 12 mesi precedenti, prima che la guerra USA-Iran iniziasse a far alzare i costi. “Non siamo stati compiacenti, abbiamo fatto il nostro lavoro”, ha detto.

Lagarde, decisione rialzo tassi 25 pb è stata unanime

Lagarde ha sottolineato che la decisione della BCE di alzare i tassi di 25 punti base è stata unanime, aggiungendo che “non abbiamo discusso o dibattuto su altre proposte alternative”.

Rialzo tassi BCE, altri in arrivo dopo la stretta di oggi? Le previsioni di Goldman Sachs

Simon Dangoor, deputy chief investment officer della divisione Fixed Income e head of Fixed Income Macro investing di Goldman Sachs Asset Management ha rilasciato una nota commentando il rialzo dei tassi annunciato oggi dalla BCE di Christine Lagarde, sottolineando che “la continua enfasi della BCE sulla dipendenza dai dati e su un approccio che tiene conto delle singole riunioni evidenzia la determinazione della Banca Centrale a evitare di intraprendere un percorso prestabilito”.

Dangoor ha ricordato tutto il dilemma con cui la BCE è alle prese: “Sebbene il rialzo di oggi potrebbe non rappresentare necessariamente l’inizio di un ciclo prolungato di aumento dei tassi, lo shock energetico crea effettivamente margine per un ulteriore inasprimento. Al contempo, l’indebolimento del momentum della crescita solleva sempre più interrogativi sulla rapidità - e, in ultima analisi, sull’ampiezza - degli interventi che la BCE potrà intraprendere”.

Cosa prevede Goldman Sachs? Così l’esperto:

“Riteniamo che ci sia ancora spazio per due o più rialzi finalizzati alla gestione del rischio e volti a contenere i rischi inflazionistici, nonostante le previsioni di politica monetaria rimangano altamente sensibili agli sviluppi in Medio Oriente”.

PIL euro, alert Lagarde con “chiusura principali rotte marittime e gravi carenze materie prime”

Così Lagarde nel corso della conferenza stampa con cui sta commentando la prima stretta monetaria della BCE dal settembre del 2023, facendo riferimento anche alla chiusura dello stretto di Hormuz e dunque al grande shock energetico scatenato dal conflitto in Medio Oriente.

“L’impatto negativo sulla crescita economica si intensificherebbe se la chiusura delle principali rotte marittime provocasse gravi carenze di materie prime e componenti essenziali, costringendo le imprese dell’area euro a ridurre la produzione. Un peggioramento del sentiment sui mercati finanziari globali, oppure un irrigidimento dell’offerta di credito, potrebbe frenare la domanda delle imprese. Ulteriori tensioni nel commercio internazionale potrebbero inoltre causare nuove interruzioni delle catene di approvvigionamento, ridurre le esportazioni e indebolire consumi e investimenti”.

Lagarde su rialzo tassi BCE: “alcuni indicatori inflazione di fondo spinti da aumento costi produzione”

La numero uno della BCE Christine Lagarde ha avvertito che “i rischi per l’inflazione sono orientati al rialzo” mentre i “rischi per la crescita del PIL sono rivolti verso il basso”.

Riguardo al rischio dell’inflazione, Lagarde ha fatto notare che “alcuni indicatori dell’inflazione di fondo sono stati spinti verso l’alto dallo shock energetico”, aggiungendo che “le imprese si stanno preparando a trasferire ai consumatori l’aumento dei costi di produzione”, a fronte di una posizione finanziaria delle famiglie che è stata definita “solida”. Tuttavia, la guerra USA-Iran “sta pesando sull’attività economica”, con “la domanda interna più debole rispetto alle previsioni formulate a marzo”.

BCE, rialzo tassi di interesse inefficace? Parla l’economista

Così Simona Mocuta, Chief Economist di State Street Investment Management, commenta l’annuncio della BCE relativo alla decisione di alzare i tassi dell’area euro:

“La decisione della BCE di aumentare i tassi oggi era ampiamente prevista, ma è probabile che si riveli inefficace. Contrariamente ai suoi obiettivi, l’Eurozona rischia di inasprire la politica monetaria in un contesto di debolezza economica, una scelta che potrebbe danneggiare la crescita piuttosto che contenere l’inflazione. Un rialzo dei tassi, infatti, difficilmente riuscirà a contrastare le pressioni inflazionistiche generate da uno shock dell’offerta. Con l’inflazione salariale ben sotto controllo e una fiducia dei consumatori e una spesa delle famiglie depresse, vi è in ogni caso un margine limitato per effetti di secondo impatto sull’inflazione. Alcuni avevano sostenuto almeno un rinvio del ciclo di rialzi, ma quell’argomentazione è ormai stata superata. Dunque, quale sarà il prossimo passo per l’Eurozona? A nostro avviso, lo scenario più probabile è quello di un ulteriore rialzo dei tassi in autunno”.

BCE, Lagarde: “stime inflazione riviste al rialzo per impatto più forte guerra su commodities”

Lagarde inizia la conferenza stampa mettendo in evidenza le nuove previsioni macroeconomiche formulate dallo staff della BCE, in particolare la decisione di rivedere al rialzo le stime sull’inflazione headline e sull’inflazione core relative al 2026 e al 2027, a causa “dell’impatto più forte sulle commodities esercitato dalla guerra”. Ribadito lo scenario di incertezza.

Lagarde ha aggiunto che la BCE continuerà a monitorare attentamente la situazione, continuando ad adottare un approccio dipendente dai dati macro, senza impegnarsi a seguire un percorso predeterminato di politica monetaria.

Iniziata la conferenza stampa di Lagarde

Iniziata come da calendario la conferenza stampa con cui la Presidente della BCE Christine Lagarde commenterà la decisione dell’istituzione di aumentare i tassi dell’Eurozona di 25 punti base per la prima volta dal settembre del 2023.

Piazza Affari, Ftse Mib dimezza guadagni dopo annuncio tassi BCE. C’entra anche petrolio post Trump

Subito dopo l’annuncio relativo alla decisione sui tassi da parte della BCE, il Ftse Mib di Piazza Affari dimezza i guadagni. L’indice riporta un rialzo dello 0,80% circa a quota 50.417,31 punti, rispetto allo scatto dell’1,5% precedente la diffusione del comunicato da parte della Banca centrale europea. L’euro scende dello 0,10%, a quota 1.1523. I futures sul petrolio tornano a scattare al rialzo dopo la nuova minaccia del Presidente americano Donald Trump, che ha detto che gli Stati Uniti potrebbero prendere il controllo dell’isola Kharg dell’Iran e dei mercati del gas e del petrolio dell’intero Paese. I contratti futures sul petrolio scambiati a New York salgono di quasi l’1%, a
$90,71 al barile.

Il comunicato della BCE: tassi alzati di 25 punti base. Nuove previsioni su PIL e inflazione euro

Così recita il comunicato della BCE relativo alla decisione sui tassi:

“Il Consiglio direttivo si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine. In linea con questo impegno ha deciso oggi di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della BCE.

Il conflitto in Medio Oriente sta generando pressioni inflazionistiche e la decisione di aumentare i tassi è solida rispetto a una serie di scenari che delineano come lo shock potrebbe evolvere e incidere sulle prospettive di medio termine per l’area dell’euro.

Nello scenario di base delle nuove proiezioni degli esperti dell’Eurosistema, l’inflazione complessiva si collocherebbe in media al 3,0% nel 2026, al 2,3% nel 2027 e al 2,0% nel 2028.

L’inflazione al netto della componente energetica e alimentare si porterebbe in media al 2,5% nel 2026 e nel 2027 e al 2,2% nel 2028.

Rispetto all’esercizio di marzo, i nostri esperti hanno corretto al rialzo le proiezioni per l’inflazione del 2026 e del 2027 nello scenario di base, soprattutto a causa della traiettoria più elevata dei prezzi dell’energia, che in certa misura dovrebbero trasmettersi all’inflazione degli alimentari, dei beni e dei servizi.

Nello scenario di base la crescita economica raggiungerebbe in media lo 0,8% nel 2026, l’1,2% nel 2027 e l’1,5% nel 2028.

Si tratta di una revisione al ribasso per il 2026 e il 2027 che riflette l’impatto più pronunciato della guerra sui mercati delle materie prime, sui redditi reali e sul clima di fiducia.

Le prospettive restano incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica.

Le implicazioni complessive della guerra per l’inflazione e la crescita a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock sui prezzi dell’energia, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto.

Questa incertezza si riflette anche nell’ampiezza dei valori dell’inflazione e della crescita nei nuovi scenari formulati a scopo illustrativo dagli esperti dell’Eurosistema, che saranno pubblicati unitamente alle proiezioni sul sito Internet della BCE.

Con la decisione odierna il Consiglio direttivo resta in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza causata dalla guerra. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà attentamente la situazione e adotterà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono assunte di volta in volta a ogni riunione.

In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi.

Tassi di interesse di riferimento della BCE

Il Consiglio direttivo ha deciso di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. Pertanto, i tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale saranno innalzati rispettivamente al 2,25%, al 2,40% e al 2,65%, con effetto dal 17 giugno 2026.

Programma di acquisto di attività (PAA) e Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP)

I portafogli del PAA e del PEPP (pandemic emergency purchase programme) si stanno riducendo a un ritmo misurato e prevedibile, dato che l’Eurosistema non reinveste più il capitale rimborsato sui titoli in scadenza.

***

Il Consiglio direttivo è pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti nell’ambito del proprio mandato per assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine e per preservare l’ordinato funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria.

Inoltre, lo strumento di protezione del meccanismo di trasmissione della politica monetaria può essere utilizzato per contrastare ingiustificate, disordinate dinamiche di mercato che mettano seriamente a repentaglio la trasmissione della politica monetaria in tutti i paesi dell’area dell’euro, consentendo così al Consiglio direttivo di assolvere con più efficacia il proprio mandato della stabilità dei prezzi.

La Presidente della BCE illustrerà i motivi di tali decisioni nella conferenza stampa che avrà luogo questo pomeriggio alle 14.45 (ora dell’Europa centrale)”.

BCE alza i tassi di 25 punti base come da attese. Tassi deposito salgono al 2,25%

Così come ampiamente previsto dal consensus degli economisti e dai mercati, la riunione della BCE di oggi, giovedì 11 giugno 2026, si è conclusa con un rialzo dei tassi di 25 punti base.

I tassi sui depositi, i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali e i tassi sulle operazioni di rifinanziamento marginali sono stati aumentati dall’istituzione guidata da Christine Lagarde rispettivamente al 2,25%, al 2,40%, al 2,65%.

Piazza Affari, Ftse Mib sui massimi di seduta verso quota 50.800 punti. La nota di Equita sulle azioni del risparmio gestito

A pochi minuti dall’annuncio sui tassi della BCE, atteso per le 14.15 ora italiana, il Ftse Mib di Piazza Affari viaggia sui massimi della seduta, scattando dell’1,5%, a quota 50.784,93 punti. In evidenza ancora il rally di STMicrolectronics, che vola di oltre il 4%. Molto bene anche Prysmian (+3,7%), Fincantieri (+3,4%) e Saipem (+3%). Le azioni peggiori sono Diasorin, Inwit, Stellantis, Campari.

Focus sulle azioni delle società del risparmio gestito, dopo la pubblicazione della nota firmata dagli analisti di Equita SIM, che hanno consigliato l’acquisto dei titoli Banca Mediolanum (fissando un target price a 22,2 euro) e di Fineco (con target a 26,5 euro).

Prudenza è stata manifestata nei confronti di Azimut, con target price assegnato alle azioni di 39,5 euro.

Così Equita riferendosi in particolare a Banca Mediolanum: “Abbiamo apprezzato i messaggi costruttivi emersi dal meeting, con la solidità e la resilienza della raccolta che rappresentano un elemento distintivo del business model di Banca Mediolanum anche in contesti di maggiore volatilita’ dei mercati” mentre nel caso di Fineco la SIM si è così espressa:

“Sebbene dalla conferenza non siano emersi elementi di novità sostanziale, a nostro avviso i messaggi forniti confermano come Fineco sia ottimamente posizionata per cogliere i trend secolari del settore e rafforzano la nostra aspettativa di un’accelerazione della crescita nei prossimi anni”.

Tassi BCE, verso due rialzi dei tassi consecutivi? “Perché aspettare?”

In attesa di capire non solo cosa farà la BCE sui tassi, ma anche (soprattutto?) cosa dirà Christine Lagarde nella conferenza stampa successiva all’annuncio delle decisioni di politica monetaria Henry Cook, Senior Europe Economist di MUFG Bank, ha detto di stimare che il suo scenaio di base “resta quello di un totale di 50 punti base di inasprimento monetario nel corso dell’anno, vale a dire un ’aggiustamento misurato’ piuttosto che un vero e proprio ciclo di stretta monetaria”.

Cook ha aggiunto che “i rischi di effetti di secondo livello dovrebbero rimanere contenuti in un contesto di crescita debole”, precisando che “la nostra previsione si basa anche sull’ipotesi che lo Stretto di Hormuz venga riaperto nel corso dell’estate”.

A suo avviso la BCE potrebbe decidere anche di varare due rialzi dei tassi consecutivi. Così infatti l’esperto:

“Per quanto riguarda la tempistica, riteniamo che luglio resti una possibilità concreta per il prossimo rialzo dei tassi. Ora che la soglia per intervenire sembra essere stata raggiunta, potremmo assistere a un cambiamento della comunicazione della BCE. Gli stessi argomenti che giustificano un rialzo questa settimana potrebbero infatti valere anche a luglio: perché aspettare?

Titoli di Stato nel BCE Day. Rendimenti BTP al 3,83%, spread BTP-Bund a 76 punti base

Focus sul trend dei Titoli di Stato dell’Eurozona in attesa del verdetto sui tassi della BCE. La situazione è sotto controllo, con i rendimenti dei Titoli di Stato italiani, francesi e tedeschi che scendono di 1 punto base, rispettivamente al 3,83%, 3,83% (lo spread Italia-Francia è tornato di fatto ad azzerarsi) e al 3,07%. Lo spread BTP-Bund a 10 anni si attesta così a quota 76 punti base.

Indice Ftse Mib accelera al rialzo, STM e Prysmian titoli migliori. Futures USA in ripresa post forti sell della vigilia

L’indice Ftse Mib accelera al rialzo, guadagnando lo 0,78%, a quota 50.417,29 punti. Svettano in particolare i titoli STMicroelectronics e Prysmian, che avanzano di oltre il 3%. A sostenere gli indici azionari europei, in generale, è il dietrofront dei prezzi del petrolio, che si spiega con la fine dei raid USA contro Teheran delle ultime ore. Incide positivamente anche il rialzo dei futures sui principali indici azionari di Wall Street. Ieri sessione invece negativa per lo
S&P 500, che è scivolato dell’1,62%, mentre il Nasdaq Composite ha perso l’1,91%. Molto male anche il Dow Jones, capitolato di 953,33 punti, o dell’1,87%.

La view di PIMCO sui tassi. Quanti rialzi da Lagarde nel 2026, fino a che punto l’inflazione spaventa?

PIMCO conferma i timori che le proiezioni economiche aggiornate che saranno annunciate oggi dalla BCE insieme alla comunicazione della decisione sui tassi includano un downgrade dell’outlook sul PIL e una revisione al rialzo delle stime sull’inflazione.

Nel prevedere che oggi, a seguito della riunione del Consiglio direttivo dell’istituzione di Francoforte, la Banca centrale europea alzerà il tasso di deposito di 25 punti base, portandolo al 2,25%, Konstantin Veit, Portfolio Manager di PIMCO, ha indicato che le previsioni “formulate dagli esperti della BCE di giugno vedranno probabilmente un’inflazione più elevata e una crescita più bassa rispetto all’esercizio di marzo”.

Guardando in avanti, nell’anticipare la possibile direzione dei tassi a seguito della stretta monetaria di oggi, Veit ha sottolineato che le stime non sono di una BCE che “proceda a un inasprimento aggressivo dei tassi”.

Per tutto il 2026, in sostanza, “riteniamo poco probabile che vi siano più di due rialzi”. Due strette sarebbero sufficienti, in quanto “porterebbero il tasso di riferimento al limite superiore dell’intervallo delle stime del tasso neutrale (1,75% - 2,5%) e servirebbero principalmente a gestire le aspettative e a prevenire effetti di secondo impatto”.

Allo stesso tempo, “sebbene l’andamento della crescita salariale non giustifichi gravi preoccupazioni in questa fase, i prezzi di vendita e le aspettative di inflazione meritano un’analisi più attenta”.

E ancora, ha concluso l’esperto di PIMCO, “sebbene l’economia dell’area euro abbia mostrato un modesto slancio prima della guerra in Medio Oriente, da allora abbiamo assistito a un significativo peggioramento delle prospettive, principalmente a causa dell’aumento dell’incertezza e dei prezzi più elevati dell’energia che hanno spinto al ribasso i consumi e gli investimenti”.

Tassi BCE, perché la BCE è pronta ad alzarli. Il commento di Columbia Threadneedle Investments

Così, in attesa della decisione sui tassi della BCE di Christine Lagarde, anticipa l’esito della riunione dell’istituzione di Francoforte Angelina Chueh, EMEA Client Portfolio Manager Fixed Income di Columbia Threadneedle Investments:

“La BCE dovrebbe alzare i tassi d’interesse di 25 punti base. La mossa arriva in risposta a un’inflazione che rimane al di sopra del target, anche se persistono i timori che una politica più restrittiva possa pesare sulle prospettive di crescita. Un rialzo di questa entità sarà probabilmente interpretato come un passo misurato, volto a preservare la credibilità dell’istituto evitando al contempo un ciclo di inasprimento più marcato. Potrebbe inoltre offrire ai responsabili delle politiche un certo margine di flessibilità, consentendo alle incertezze geopolitiche di attenuarsi. In particolare, la BCE terrà d’occhio il conflitto in corso in Medio Oriente, nella speranza che la situazione possa stabilizzarsi e che il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz possa gradualmente tornare alla normalità”.

Piazza Affari apre in rialzo nel giorno della BCE. Le azioni migliori e peggiori

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari ha aperto la giornata di contrattazioni in rialzo di poco meno di mezzo punto percentuale, salendo a quota 50.234,65.

Tra le azioni migliori spiccano STM, Avio, Leonardo, Banco BPM, mentre i titoli peggiori sono Stellantis, Ferrari, Diasorin, Amplifon.

Mercato forex, euro poco mosso sul dollaro

Sul mercato del forex l’euro è poco mosso, segnando un rialzo dello 0,09% nei confronti del dollaro a quota $1,1546.

Il rapporto USD-JPY è piatto JPY 160,50.

La sterlina sale sul dollaro, con il rapporto GBP-USD in progresso dello 0,11%, a $1,3381