Riscatto della laurea agevolato: a chi conviene? Quanto costa e come funziona

Teresa Maddonni

12 Aprile 2021 - 18:20

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Riscatto della laurea agevolato: introdotto nel 2019 il triennio di sperimentazione della misura termina a dicembre 2021, ma già si parla di proroga. Vediamo a chi conviene, come funziona e quanto costa la possibilità di riscattare gli anni di studio ai fini della pensione.

Riscatto della laurea agevolato: a chi conviene? Quanto costa e come funziona

Riscatto della laurea agevolato: la misura è stata introdotta dal decreto n.4/2019, il Decretone del reddito di cittadinanza e Quota 100, convertito nella legge n. 26/2019 e scade il 31 dicembre 2021.

Ora si parlerebbe di una proroga del riscatto agevolato della laurea da inserire nella Legge di Bilancio di fine anno e rinnovare così la misura a partire dal 2022.

Il riscatto agevolato della laurea rientra tra le misure per il riscatto dei contributi per periodi non coperti da contribuzione al fine di aumentare il montante contributivo per la pensione.

Il riscatto agevolato della laurea, che ha un costo ovvero un onere di riscatto, è alternativo a quello ordinario e potrebbe interessare pertanto non solo a chi è prossimo alla pensione, ma anche i più giovani.

La circolare INPS n. 6 del 22 gennaio 2020 ha ampliato in ultimo la platea dei beneficiari per il riscatto della laurea agevolato eliminando di fatto il limite anagrafico dei 45 anni.

Vediamo quanto costa, come funziona e a chi conviene nel dettaglio il riscatto della laurea agevolato.

Riscatto della laurea agevolato: cos’è

Prima di vedere quanto costa e come funziona, vediamo cos’è il riscatto agevolato della laurea in scadenza, misura che tuttavia potrebbe essere prorogata oltre il 31 dicembre 2021.

Il riscatto della laurea agevolato permette di riscattare fino a un massimo 5 anni di università (anche 4 o 3 dipende dal corso di studi) anche non continuativi.

Il riscatto della laurea agevolato rientra di fatti nella cosiddetta pace contributiva 2019-2021 per riscattare i periodi non coperti da contribuzione a patto che siano successivi al 31 dicembre 1995 e antecedenti al 29 gennaio 2019.

Possono accedere al riscatto della laurea agevolato, ora senza limite di età, gli iscritti:

  • all’Assicurazione Generale Obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima;
  • alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
  • alla Gestione Separata INPS.

Chi richiede il riscatto agevolato della laurea deve essere privo di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non già titolare di pensione. Sono esclusi gli iscritti esclusivamente alle casse professionali, quindi i liberi professionisti ordinisti.

Riscatto della laurea agevolato: quanto costa e come funziona

Il riscatto della laurea agevolato ha un costo che in media si aggira intorno 5.200 euro per ogni anno di studio universitario, il limite massimo è di 5 anni riscattabili, e permette di raggiungere il requisito contributivo per accedere alla pensione.

Il riscatto di una laurea triennale costerebbe così 15.600 euro circa, mentre una laurea magistrale 26.000 euro circa.

Il calcolo del costo del riscatto agevolato della laurea si effettua moltiplicando l’aliquota IVS vigente, pari al 33%, per il reddito minimo soggetto a imposizione della Gestione INPS di artigiani e commercianti pari a 15.953 euro nel 2021.

Da poco INPS ha annunciato un nuovo servizio online per la domanda di riscatto e ricongiunzione, con la novità che permette per il riscatto della laurea agevolato il calcolo dell’onere.

L’onere di riscatto si può versare in un’unica soluzione o rateizzando per un massimo di 120 rate mensili che non siano inferiori ai 30 euro, senza applicazione di interessi. L’onere di riscatto si può portare anche in detrazione fiscale al 50%.

Riscatto della laurea agevolato: ecco a chi conviene

Il riscatto della laurea agevolato permette di raggiungere la pensione riscattando gli anni di studio universitario a fini contributivi. Il riscatto di laurea agevolato, che sicuramente ha un costo molto più vantaggioso rispetto a quello ordinario, non conviene proprio a tutti.

La misura conviene a coloro che vogliono accedere alla pensione anticipata con Opzione donna e Quota 100, due misure che penalizzano lavoratrici e lavoratori perché l’assegno finale risulta ridotto rispetto a quello della pensione raggiunta con la vecchiaia a 67 anni.

In primis il riscatto della laurea agevolato è vantaggioso per le lavoratrici che vogliono accedere a Opzione donna, la misura che permette di andare in pensione con 58 anni di età e 35 anni di contributi (59 per le autonome).

Una lavoratrice che al 31 dicembre 2020 abbia raggiunto i 58 anni di età, ma alla quale manchino 4 anni per raggiungere il requisito contributivo, con il riscatto della laurea agevolato può raggiungerlo e accedere a Opzione donna qualora sia questo il suo desiderio.

Gli anni del riscatto antecedenti al ’96 sono calcolati con il metodo contributivo, mentre l’intero monte contributivo antecedente e successivo al ’96 sarebbe ordinariamente calcolato con il metodo misto (retributivo e contributivo).

Dal momento che la lavoratrice decide di andare in pensione con Opzione donna e dal momento che con questa misura il calcolo è sempre e comunque contributivo, essa può optare per il riscatto della laurea agevolato con calcolo percentuale che rappresenta una convenienza e guadagno rispetto al riscatto ordinario.

Lo stesso discorso vale per chi voglia accedere a Quota 100, la misura che permette di andare in pensione anticipata con 62 anni di età e 38 di contributi.

Il lavoratore può avere il requisito anagrafico, ma non quello contributivo che si può raggiungere riscattando gli anni della laurea in modo agevolato. Anche in questo caso con il riscatto agevolato c’è un risparmio rispetto all’ordinario.

L’assegno di pensione con Quota 100 è ridotto fino a quasi il 20% perché calcolato interamente con il contributivo, ma riscattando gli anni di laurea in modo più conveniente il lavoratore può andare in pensione 5 anni prima rispetto alla pensione di vecchiaia fissata a 67 anni. Ovviamente ogni caso è diverso dall’altro pertanto il vantaggio dell’una o altra opzione deve essere valutato attentamente.

A chi non conviene il riscatto della laurea agevolato

Il riscatto della laurea agevolato per accedere alla pensione non conviene invece a un’altra platea di lavoratori, vale a dire chi è prossimo alla pensione di vecchiaia. La pensione di vecchiaia anche nel 2021, lo ricordiamo, si raggiunge a 67 anni.

Un lavoratore che abbia maturato almeno 20 anni di contributi, abbia iniziato a versare prima del 1996, e al quale manca anche solo un anno per raggiungere la pensione di vecchiaia alla quale si applica il calcolo misto (retributivo e contributivo) non conviene riscattare gli eventuali anni di laurea dal momento che il requisito contributivo è raggiunto.

Chi ha iniziato a lavorare a 30 nel 1995 non avrebbe un anticipo sulla pensione con il riscatto della laurea agevolato, cosa che invece riguarderebbe chi ha iniziato 5 anni prima e che avrebbe un anticipo sull’uscita.

Per i primi il riscatto agevolato della laurea, o anche ordinario, servirebbe solo ad aumentare il valore della pensione finale. Per i secondi invece oltre all’anticipo sulla pensione vi sarebbe anche un risparmio scegliendo il riscatto della laurea agevolato rispetto al tradizionale.

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