La ripresa in Europa oscilla, tra PMI in rialzo e timori su Covid e inflazione

Violetta Silvestri

23/11/2021

23/11/2021 - 11:48

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In Europa le previsioni sulla ripresa economica sono condizionate da un’inflazione ancora in corsa, l’ondata di contagi e da segnali più incoraggianti dai preliminari PMI. Cosa aspettarsi?

La ripresa in Europa oscilla, tra PMI in rialzo e timori su Covid e inflazione

Europa: quale ripresa economica? I dati preliminari rilasciati martedì 23 novembre hanno sorpreso: la crescita delle attività manifatturiera e servizi ha accelerato inaspettatamente questo mese.

I consumatori sembrano essersi scrollati di dosso l’ondata di contagi Covid in corso e le nuove restrizioni in vigore in alcuni Paesi, mentre le pressioni sui prezzi continuano a spingere l’inflazione e la sua aspettativa.

In questo contesto incerto, cosa aspettarsi sulla ripresa in Europa?

La ripresa in Europa, tra sfide e spiragli: gli ultimi dati

I segnali rincuoranti per il rilancio dell’Eurozona ripiombata nell’incertezza Covid, sono arrivati con il rilascio dei dati preliminari PMI di novembre.

L’indice Flash Composite dei direttori degli acquisti di IHS Markit, un buon indicatore della salute economica generale, è balzato a 55,8 a novembre da 54,2 di ottobre. La lettura ha superato tutte le previsioni di un sondaggio Reuters che aveva previsto un calo a 53,2.

Il PMI per il settore dei servizi è salito a 56,6 da 54,6, ben al di sopra di tutte le previsioni Reuters che avevano stimato un calo a 53,5.

L’attività manifatturiera è rimasta robusta e il PMI delle fabbriche è salito a 58,6 da 58,3.

Non mancano, però, le sfide aperte e ancora da vincere per il pieno recupero della zona euro e dell’Europa in generale.

I colli di bottiglia dell’offerta causati dalla pandemia, insieme alla carenza di conducenti di veicoli pesanti, hanno colpito le materie prime e l’indice composito dei prezzi degli input è salito a 75,9 da 73,2, di gran lunga il più alto da quando l’indagine è iniziata a metà del 1998.

Anche i prezzi alla produzione sono balzato a 74,3 da 72,6, il più alto livello da quando IHS Markit ha iniziato a raccogliere i dati 19 anni fa.

Ciò mette in dubbio l’affermazione della BCE che l’aumento dell’inflazione sia transitorio. Secondo un sondaggio Reuters all’inizio di questo mese, le aspettative di inflazione della zona euro rischiano di continuare a superare l’obiettivo del 2% della Banca il prossimo anno.

Il fattore quarta ondata: quale impatto sull’Europa

A remare contro la ripresa europea in questo finale 2021 c’è anche l’ondata di contagi Covid, che sembra destinata a causare nuove interruzioni dell’economia a dicembre.

È probabile che eventuali nuovi blocchi colpiscano il settore dei servizi attualmente fiorente, mentre la produzione soffre già di una stretta dell’offerta globale.

Questo fattore, abbinato all’inflazione in aumento e ai prezzi energetici alle stelle, non fa ben sperare sulla crescita europea.

“Dato il mix di ritardi nelle forniture, costi crescenti e rinnovate preoccupazioni per il Covid-19, l’ottimismo delle imprese è sceso ai minimi da gennaio, aggiungendo rischi al ribasso a breve termine per l’economia della zona euro”, ha affermato il capo economista aziendale di IHS Markit, Chris Williamson.

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