Rimborso mutuo, chi può richiederlo e come fare domanda

Ilena D’Errico

23 Luglio 2026 - 01:48

Ecco chi ha diritto al rimborso di alcuni costi sostenuti per il mutuo e come fare domanda.

Rimborso mutuo, chi può richiederlo e come fare domanda

Il mutuo comporta costi significativi, solo parzialmente relativi al valore dell’immobile. È quindi importante sapere che in alcuni casi una parte delle spese sostenute può essere rimborsata, permettendo al mutuatario di recuperare alcune somme spese negli anni. Vediamo i casi principali di rimborso, relativi esclusivamente al contratto con la banca e non dipendenti da situazioni esterne, e scopriamo come farne domanda.

Estinzione anticipata del mutuo

La prima ipotesi di rimborso dei costi sostenuti per il mutuo riguarda l’estinzione anticipata. Chi salda in anticipo il debito con la banca ha infatti diritto al rimborso delle spese di cui non ha usufruito per l’inferiore durata del contratto. In pratica, si ha diritto a recuperare una parte dei costi fissi e dei costi ricorrenti, in proporzione al numero di rate da sottrarre, corrispondenti a servizi non goduti.

Anche per la polizza assicurativa si ha diritto al rimborso quota di premio relativa al periodo residuo, un’opzione possibile anche in caso di surroga (in alternativa al trasferimento della polizza). Dal rimborso dovuto dalla banca bisogna sottrarre la penale, tenendo presente dei casi di esonero e della nullità delle clausole vessatorie.

Mutuo con costi indebiti e non dovuti

Il caso più interessante di rimborso è sicuramente quello in cui sono stati applicati dei costi in maniera sbagliata o contraria alla legge. Il mutuatario in questo caso ha diritto a rimborso per spese che non avrebbe dovuto sostenere. L’esempio più tipico è relativo a penali illecite:

  • applicate su mutui per la casa contratti da privati dopo il 2 febbraio 2007 per l’estinzione anticipata;
  • superiori ai limiti fissati dalla legge, che variano a seconda della tipologia, o determinate da clausole vessatorie.

Un aspetto molto importante riguarda il tasso usurario e l’anatocismo bancario. Nel primo caso gli interessi sono stati calcolati superando il limite legale massimo nel periodo di riferimento, mentre l’anatocismo si verifica con il calcolo di interessi su interessi già maturati. La differenza tra i due illeciti non è trascurabile, perché chi ha subito l’anatocismo può ottenere il solo rimborso degli interessi in eccesso pagati. Nell’ipotesi di usura, invece, si ha diritto al rimborso di tutti gli interessi pagati, oltre che del ricalcolo a norma di legge per le rate rimanenti. Nelle spese indebite rientrano anche le agevolazioni non riconosciute, i costi applicati con clausole oscure o illegittime e così via. Devono inoltre essere rimborsate le penali e i costi aggiuntivi addebitati in caso di surroga.

Mutui indicizzati Euribor 2005-2008

Un caso molto particolare di possibile rimborso riguarda la vicenda dei tassi Euribor manipolati. Diverse banche internazionali sono state sanzionate dalla Commissione europea per un’intesa anticoncorrenziale con cui i tassi indicizzati direttamente all’Euribor sono stati manipolati dal 29 settembre 2005 al 30 maggio 2008. Di conseguenza, chi ha pagato delle rate di un mutuo indicizzato Euribor nel periodo di manipolazione ha diritto al ricalcolo degli interessi applicando il tasso legale di sostituzione.

È importante notare che tutti i mutuatari dovrebbero avere questo diritto, anche se la banca concedente il prestito non ha commesso alcun illecito, come confermato dalla sentenza n. 34889/2023 della Cassazione. È un principio che vale la pena difendere, con rimborsi stimati in circa 7.000 euro ogni 100.000 di mutuo, ma bisogna prepararsi ad avere un po’ di pazienza per i contratti con banche non sanzionate. Si attendono infatti ancora dei pareri decisivi, in particolare delle Sezioni Unite della Cassazione e della Corte di Giustizia Ue, pertanto è importante valutare insieme al proprio legale le strategie migliori da adottare.

Come fare richiesta del rimborso

Il primo passaggio da compiere è calcolare l’ammontare del rimborso dovuto, per cui è preferibile rivolgersi a professionisti, associazioni e studi specializzati. Con l’importo determinato è possibile presentare una richiesta formale di rimborso direttamente alla banca, inoltrata tramite pec o raccomandata a/r, in cui spiegare con chiarezza quanto dovuto e perché.

Se la banca non risponde o non in modo soddisfacente bisogna rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto bancario, che potrà rappresentare il mutuatario nella mediazione obbligatoria ed eventualmente durante il procedimento giudiziale. Per avere certezza di recuperare il credito, però, è necessario che non siano decorsi i termini di prescrizione, pari a 10 anni dalla chiusura del contratto, altrimenti la banca potrebbe eccepirla e rifiutarsi di rimborsare.

La procedura viene gestita dal legale, ma il mutuatario deve occuparsi di conservare e fornire tutta la documentazione utile relativa al contratto di mutuo e ai costi sostenuti. È inoltre consigliabile rivolgersi preventivamente a un’associazione per i consumatori per valutare la convenienza dell’azione legale (o comunque sottoporre la questione all’avvocato come prima cosa). Per la vicenda dei tassi Euribor manipolati, inoltre, vale la pena considerare le class action per semplificare le cause e ottimizzare le spese.

Detrazioni fiscali per il mutuo

Infine, è utile ricordare che sono previste alcune detrazioni fiscali per le spese sostenute a causa di un mutuo. In questo caso il rimborso si ottiene con la presentazione della dichiarazione dei redditi.