Disoccupati, regole e tempi per il rimborso Irpef del 730

Regole e tempi per il rimborso Irpef del 730/2018 per i lavoratori disoccupati sono differenti se si percepisce la Naspi o se si è senza sostituto d’imposta. Ecco quando arriverà il credito e chi paga tra Agenzia delle Entrate e Inps.

Disoccupati, regole e tempi per il rimborso Irpef del 730

Per molti contribuenti italiani il mese di agosto corrisponde con quello in cui è erogato il rimborso del credito Irpef emerso dal modello 730/2018.

I tempi per l’accredito sono diversi per i disoccupati, siano essi percettori di indennità Naspi dall’Inps oppure senza sostituto d’imposta a seguito della decadenza dalla prestazione economica di disoccupazione.

Per rispondere alla domanda di chi si chiede quando arriva il rimborso del 730 per i disoccupati bisogna distinguere quindi le due diverse situazioni: chi percepisce la Naspi è ha indicato l’INPS come sostituto d’imposta potrebbe ricevere, come buona sorpresa estiva, il credito emerso dalla dichiarazione dei redditi già a partire dall’assegno del mese di agosto.

Chi, invece, ha presentato il 730 senza sostituto, dovrà attendere i tempi dell’Agenzia delle Entrate e solitamente il rimborso Irpef non arriva prima del mese di dicembre.

Rimborso Irpef 730/2018 disoccupati percettori di Naspi

L’attesa potrebbe essere più breve per i disoccupati che percepiscono la Naspi e hanno indicato l’INPS quale sostituto d’imposta nel modello 730/2018.

In questo caso l’Istituto seguirà le stesse regole previste per i datori di lavoro ed effettuerà le operazioni di conguaglio a debito o a credito sulle retribuzioni per conto dell’Agenzia delle Entrate.

In tal caso, le operazioni di conguaglio fiscale sui redditi dichiarati verranno effettuate a partire dal mese di luglio e già ad agosto sono previsti i primi accrediti. Ricordiamo che solitamente l’importo del rimborso Irpef riconosciuto non è erogato insieme alla Naspi ma con un bonifico a parte.

Generalmente, l’INPS eroga i rimborsi Irpef in due differenti tornate di pagamento: chi ha fatto il 730 prima del 20 giugno potrà riceverlo già ad agosto mentre per chi l’ha presentato dopo il 20 giugno (e in ogni caso entro lo scadenza del 23 luglio) scorso, l’accredito dovrebbe avvenire a settembre.

Per controllare se è stato dato mandato di pagamento del rimborso del proprio 730 è possibile consultare il proprio fascicolo previdenziale qualora in possesso di PIN Inps per l’accesso ai servizi online dell’Istituto.

Rimborso 730 disoccupati senza sostituto d’imposta

L’attesa dei rimborsi del 730 si fa di gran lunga maggiore per chi ha presentato la dichiarazione dei redditi senza sostituto d’imposta utilizzando il modello precompilato ovvero affidandosi alla consulenza del CAF.

I tempi per i disoccupati, che siano o meno percettori di indennità Naspi, sono gli stessi previsti per la totalità dei casi in cui è presentato il modello 730 senza sostituto: bisognerà aspettare il mese di dicembre e, al più tardi, l’importo verrà erogato entro il mese di gennaio o febbraio 2019.

A cambiare non sono solo le date del pagamento ma anche le modalità attraverso le quali l’Agenzia delle Entrate eroga direttamente l’importo riconosciuto al contribuente:

  • se il contribuente ha fornito all’Agenzia delle Entrate le coordinate del suo conto corrente bancario o postale (codice IBAN), il rimborso viene accreditato su quel conto. La richiesta di accredito può essere effettuata online tramite la specifica applicazione disponibile sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it (chi è già registrato ai servizi telematici può farlo attraverso il canale Fisconline) oppure presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
  • se non sono state fornite le coordinate del conto corrente, il rimborso è erogato con metodi diversi a seconda della somma da riscuotere: per importi inferiori a 1.000 euro, comprensivi di interessi, il contribuente riceve un invito a presentarsi in un qualsiasi ufficio postale dove potrà riscuotere il rimborso in contanti, mentre per importi pari o superiori a 1.000 euro il rimborso viene eseguito con l’emissione di un vaglia della Banca d’Italia.

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