Referendum giustizia live, ecco le ultime notizie in vista del voto di oggi, lunedì 23 marzo. Per scoprire insieme chi vincerà tra Sì e No.
È arrivato l’ultimo giorno del referendum sulla giustizia: oggi, lunedì 23 marzo, gli elettori sono chiamati alle urne per la seconda e conclusiva giornata di voto su una riforma che potrebbe incidere in modo significativo sugli assetti della magistratura. Dopo la prima giornata di domenica, caratterizzata dai primi dati sull’affluenza e dalle notizie provenienti dai seggi, la parola torna ora ai cittadini.
Vista la rilevanza del quesito referendario e le possibili ricadute anche sul piano politico, seguiremo per tutta la giornata la diretta con aggiornamenti in tempo reale sull’andamento del voto fino alla chiusura delle urne fissata alle ore 15.
Subito dopo inizieranno le operazioni di scrutinio, mentre i primi exit poll e le proiezioni permetteranno di delineare un quadro più chiaro sull’esito del confronto tra il Sì e il No, in attesa dei risultati ufficiali.
Referendum giustizia, Meloni commenta la sconfitta del Sì: “Rispettiamo la decisione degli italiani”
Dopo l’esito del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato con un breve messaggio video diffuso sui social.
«Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia», ha dichiarato la premier.
Un intervento dai toni istituzionali, con cui Meloni ha preso atto della sconfitta del fronte del Sì, ribadendo al tempo stesso la volontà del governo di proseguire la propria azione politica.
Il risultato del referendum rappresenta infatti una battuta d’arresto su uno dei principali progetti di riforma dell’esecutivo, ma non apre - almeno nell’immediato - scenari di crisi di governo, come già chiarito nei giorni scorsi dalla stessa presidente del Consiglio.
Referendum giustizia, spoglio avanti: vantaggio del No si consolida
Continua il conteggio dei voti per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia.
Con 37.252 sezioni scrutinate su 61.533, il No si mantiene in testa con il 54,41%, mentre il Sì si ferma al 45,59%.
Si tratta di un dato ormai significativo, visto che riguarda oltre metà delle sezioni, e che conferma l’andamento registrato fin dalle prime proiezioni. Per avere la conferma ufficiale dell’esito bisognerà comunque attendere la conclusione dello scrutinio in tutti i seggi.
Lo spoglio in diretta
Fonte: Eligendo - Ministero dell'Interno
Referendum giustizia, istant poll più consolidati: il No resta avanti
I nuovi istant poll elaborati da Swg e diffusi durante la diretta su La7, con una copertura dell’87% del campione, delineano un quadro più definito rispetto alle prime rilevazioni.
Le stime indicano il No in vantaggio, con una percentuale compresa tra il 50% e il 54%, mentre il Sì si attesterebbe tra il 46% e il 50%.
Pur trattandosi ancora di proiezioni statistiche e non di risultati ufficiali, il margine registrato suggerisce che il fronte del No potrebbe avere maggiori probabilità di affermarsi. La conferma arriverà solo con il proseguimento dello scrutinio delle schede e con le successive proiezioni basate sui dati reali provenienti dai seggi.
Cesare Parodi si dimette dalla presidenza dell’Anm
Colpo di scena nel mondo della magistratura: Cesare Parodi ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm).
Lo stesso Parodi lo ha comunicato ai colleghi spiegando che la decisione è stata presa per “motivi personali”. Al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle ragioni della scelta né sulle tempistiche per la sua sostituzione alla guida del sindacato delle toghe.
Le dimissioni arrivano ovviamente in una fase particolarmente delicata per la magistratura, segnata dal referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, con il dibattito istituzionale ancora molto acceso.
Referendum giustizia, aggiornamento scrutinio
Con 219 sezioni scrutinate su 61.533, il quadro - ancora molto parziale - vede ora il No in vantaggio con 15.849 voti (54,61%), mentre il Sì si ferma a 13.174 voti (45,39%).
Si tratta di un dato che ribalta le primissime rilevazioni, confermando come nelle fasi iniziali dello spoglio possano verificarsi oscillazioni anche significative. Per avere un’indicazione più affidabile sull’esito del referendum sarà necessario attendere lo scrutinio di un numero ben più ampio di sezioni, oltre alle prime proiezioni statistiche basate su campioni rappresentativi.
Referendum giustizia, affluenza finale (dato parziale)
Si attesta al 58,73% l’affluenza finale - ancora parziale - registrata alla chiusura delle urne alle ore 15 per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia.
Il dato è in aggiornamento e potrebbe subire ulteriori variazioni con l’arrivo delle ultime sezioni. Ora l’attenzione si sposta sullo spoglio delle schede, da cui arriveranno nelle prossime ore le prime proiezioni attendibili sull’esito del voto tra Sì e No.
Il No avanti in tutti gli istant poll
Già si parla di sconfitta al referendum per il governo Meloni. Nonostante si leggano prudentemente i dati sugli exit e istant poll, infatti, nelle varie trasmissioni si dà per scontata la vittoria del No al referendum. Tutti i rilevamenti, infatti, danno il No avanti, con la migliore delle ipotesi che lo vede raggiungere il 53%.
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Ecco i primi istant poll effettuati da Swg. Il No è avanti con una forbice tra il 49% e il 53%, mentre il Sì è in una forbice tra il 47% e il 51%.
Seggi chiusi, ora il risultato
Si sono chiusi alle ore 15 di oggi, lunedì 23 marzo, i seggi per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Subito dopo la chiusura delle urne hanno inizio le operazioni di scrutinio, che consentiranno nelle prossime ore di conoscere l’orientamento del voto.
I primi exit poll e le proiezioni sono attesi nel corso del pomeriggio, mentre per avere un dato più consolidato bisognerà attendere l’avanzamento dello spoglio, con indicazioni più chiare già nel tardo pomeriggio.
Il risultato definitivo potrebbe arrivare tra la prima serata e la notte, quando sarà stato scrutinato un numero significativo di sezioni su tutto il territorio nazionale. Su Money.it la diretta con tutti gli aggiornamenti in tempo reale.
Quando si saprà chi ha vinto?
Intorno alle 16:30 dovrebbe arrivare un primo dato più consolidato sull’andamento dello scrutinio.
Secondo quanto anticipato dal direttore del Tg La7 Enrico Mentana, intervenuto durante la maratona elettorale dell’emittente, il risultato definitivo del referendum potrebbe essere noto tra il tardo pomeriggio e la prima serata, una volta completato lo spoglio nella maggior parte delle sezioni.
Come sempre accade nelle consultazioni nazionali, le prime indicazioni arriveranno già dai primi exit poll e dalle proiezioni, ma per avere un quadro realmente stabile sarà necessario attendere l’avanzamento dello scrutinio e il consolidamento dei dati ufficiali provenienti dai seggi.
I dati dell’affluenza regione per regione
In attesa della chiusura definitiva dei seggi e dell’avvio dello scrutinio, vediamo come si è conclusa la prima giornata di voto di ieri, con i dati sull’affluenza regione per regione.
Alle ore 23 di domenica l’affluenza nazionale al referendum costituzionale sulla giustizia si è attestata oltre il 46%, un dato considerato superiore alle attese della vigilia e destinato ad aumentare con la riapertura delle urne nella mattinata di lunedì.
Tra le regioni con la partecipazione più alta si segnala l’Emilia-Romagna, che ha superato il 53%, confermandosi una delle aree più mobilitate al voto. Buona partecipazione anche in Umbria, dove l’affluenza ha superato il 50%, e nel Lazio, con un dato vicino al 48% e oltre il 51% nella città di Roma.
Valori sopra o in linea con la media nazionale anche in Friuli Venezia Giulia, mentre livelli più contenuti si registrano nel Mezzogiorno: in Puglia ha votato circa il 39% degli aventi diritto, in Basilicata poco meno del 40%, in Campania poco sotto il 38% e in Calabria attorno al 36%. Ancora più bassa la partecipazione in Sicilia, risultata tra le regioni con l’affluenza più ridotta.
Alta affluenza? Meloni: “La democrazia è una buona notizia”
Commentando i dati sulla partecipazione al voto per il referendum sulla giustizia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso una valutazione positiva.
All’uscita dal seggio di Spinaceto, a Roma, dove si è recata in mattinata per votare, la premier ha risposto a una domanda sull’affluenza affermando che “in generale la democrazia è una buona notizia”, sottolineando così l’importanza della partecipazione dei cittadini alla consultazione referendaria.
Fotografare il voto è reato
Non si fermano gli episodi legati alle operazioni di voto. A Ferrara, in un seggio nella frazione di Fossanova San Marco, una donna di 61 anni è stata denunciata dopo aver fotografato la propria scheda elettorale all’interno della cabina.
Secondo quanto ricostruito, lo scatto non è passato inosservato perché il suono del telefono ha attirato l’attenzione dei presenti. Il presidente di seggio ha quindi avvertito i carabinieri, che sono intervenuti sul posto procedendo alla denuncia e al sequestro dello smartphone.
Ricordiamo che fotografare o mostrare il voto è vietato per legge, in quanto può compromettere la segretezza della votazione e comporta conseguenze penali.
I sondaggi hanno sbagliato, ora attesa per gli exit poll
Mancano poche ore alla chiusura delle urne per il referendum costituzionale sulla giustizia. Subito dopo le 15, quando termineranno le votazioni, arriveranno le prime indicazioni sull’esito del voto grazie agli exit poll, seguiti dalle proiezioni basate sui risultati reali dello scrutinio.
Le rilevazioni diffuse prima del voto indicavano un’affluenza non superiore al 49%, ma i dati reali stanno mostrando una partecipazione molto più alta, con stime vicine al 60%. Un elemento che ha reso la sfida tra Sì e No ancora più difficile da interpretare.
Gli exit poll rappresenteranno quindi la prima bussola per capire l’orientamento degli elettori, anche se - come ricordano gli esperti - si tratta solo di indicazioni preliminari, con un margine di errore che verrà ridotto solo con l’avanzare dello scrutinio.
La stampa estera sul referendum
Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia attira l’attenzione anche della stampa internazionale. Il settimanale tedesco Der Spiegel, ad esempio, definisce la consultazione “un banco di prova” per il consenso degli italiani nei confronti del governo guidato da Giorgia Meloni.
Secondo l’analisi del settimanale, la riforma rappresenta uno dei progetti chiave dell’esecutivo, tanto che un’eventuale vittoria del No potrebbe assumere un significato politico rilevante. Pur riconoscendo come nel Paese sia diffusa la percezione della necessità di interventi sul sistema giudiziario, la rivista sottolinea lo scetticismo di parte dell’opinione pubblica rispetto alle modifiche costituzionali previste.
In questo senso, l’esito del voto viene letto anche come un test sul gradimento del governo, oltre che come una decisione sul merito della riforma.
Appello al voto della premier
Arriva anche l’appello alla partecipazione da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La premier, in procinto di recarsi alle urne per il referendum costituzionale sulla giustizia, ha ricordato sui social che c’è tempo fino alle ore 15 di oggi per votare, invitando i cittadini a partecipare alla consultazione.
“Pronta per il voto. Ricordate: c’è tempo fino alle 15 di oggi per recarsi al seggio. Partecipare è importante”, ha scritto Meloni, pubblicando una foto con la scheda elettorale in mano.
Fino a che ora si vota?
Le urne resteranno aperte fino alle ore 15 di oggi, lunedì 23 marzo. Subito dopo la chiusura dei seggi inizieranno le operazioni di scrutinio, con la diffusione dei primi exit poll e delle proiezioni.
Su Money.it è possibile seguire la diretta in tempo reale con tutti gli aggiornamenti sull’andamento dello spoglio e sui risultati del referendum costituzionale sulla giustizia.
Affluenza alta, ma senza una tendenza chiara: cosa dicono gli esperti
Il dato dell’affluenza al 46,7% alle ore 23 nella prima giornata di voto per il referendum costituzionale sulla giustizia ha superato le attese, soprattutto considerando l’assenza del quorum. Tuttavia, secondo gli esperti è prematuro individuare una tendenza chiara sull’esito finale.
La partecipazione è stata molto diversa tra territori: Emilia-Romagna in testa (53,7%), mentre la Sicilia resta la regione con meno votanti (34,9%). Anche nelle grandi città si registrano forti divari.
Per il politologo Salvatore Vassallo, un’affluenza che potrebbe avvicinarsi al 60% complessivo indica una mobilitazione diffusa in entrambi i campi. I sondaggisti invitano però alla cautela: l’esito dipenderà soprattutto dalla capacità dei diversi schieramenti di portare elettori alle urne, con un possibile ruolo rilevante anche della partecipazione dei giovani.
Referendum giustizia, voto incide sulle pensioni? Cosa sapere
Tra i temi che stanno circolando nelle ore del voto c’è anche il possibile legame tra l’esito del referendum sulla giustizia e il futuro delle pensioni. Secondo diversi commenti apparsi negli ultimi giorni, la riforma potrebbe avere effetti indiretti sul sistema previdenziale.
In realtà, il quesito referendario riguarda esclusivamente l’organizzazione della magistratura e non introduce modifiche alle norme sulle pensioni. Eventuali cambiamenti in materia previdenziale continueranno a dipendere dalle scelte legislative del Parlamento e dalle decisioni dei tribunali nei singoli contenziosi.
È vero che in passato alcune sentenze hanno inciso su temi come l’assegno ordinario di invalidità o l’accesso all’Ape Sociale, ma l’indipendenza della magistratura resta garantita anche in caso di approvazione della riforma. Per questo motivo, il risultato del referendum non appare destinato a produrre effetti diretti sul sistema pensionistico.
Anche sul piano politico, inoltre, non si prevedono conseguenze immediate sull’agenda previdenziale del governo, che al momento resta orientata a interventi graduali e compatibili con le risorse disponibili.
Per cosa si vota?
Il quesito riguarda la revisione di alcuni articoli della Costituzione e interviene sull’organizzazione della magistratura.
In particolare, la riforma prevede quattro cambiamenti principali: la separazione definitiva delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, l’istituzione di due Consigli superiori della magistratura distinti, l’introduzione del sorteggio per la scelta di alcuni componenti degli organi di autogoverno e la nascita di una Alta Corte disciplinare per i procedimenti contro i magistrati.
Se dovesse prevalere il Sì, la riforma entrerebbe in vigore e il sistema giudiziario verrebbe modificato in modo significativo. In caso di vittoria del No, invece, resterebbe tutto invariato rispetto all’attuale ordinamento.
Cosa rischia chi non vota?
Molti elettori si chiedono se non recarsi alle urne possa comportare sanzioni o addirittura la perdita del diritto di voto.
In realtà in Italia non esiste alcun obbligo di votare: chi decide liberamente di non partecipare al referendum non rischia multe, penalizzazioni o limitazioni nei concorsi pubblici. Il diritto di voto, riconosciuto dall’articolo 48 della Costituzione, può essere limitato solo in casi specifici e gravi, come l’incapacità civile o una condanna penale definitiva.
Nel caso del referendum costituzionale confermativo sulla giustizia, inoltre, non è previsto alcun quorum di partecipazione. Questo significa che il risultato sarà valido indipendentemente dall’affluenza: prevarrà semplicemente l’opzione che otterrà più voti tra Sì e No.
Resta comunque il valore politico della partecipazione: l’astensione può essere interpretata come disinteresse o protesta, mentre recarsi alle urne rappresenta una delle principali forme di espressione democratica dei cittadini.
Scheda bianca o nulla, a chi va il voto?
Schede bianche o nulle? Si tratta di situazioni diverse, ma con un effetto simile: in entrambi i casi il voto viene considerato non valido ai fini del risultato finale. La scheda è bianca quando viene inserita nell’urna senza alcun segno, mentre è nulla quando presenta errori, scritte o segni che non consentono di interpretare in modo univoco la volontà dell’elettore. Anche votare sia “Sì” che “No” rende la scheda nulla. Nel referendum costituzionale confermativo sulla giustizia, però, non essendo previsto il quorum, schede bianche e nulle incidono solo sul dato dell’affluenza e non sull’esito della consultazione. A determinare il risultato sarà infatti la maggioranza dei voti validamente espressi.
Durante lo scrutinio resta comunque centrale il principio del “favor voti”, secondo cui, quando possibile, deve essere privilegiata l’interpretazione che consenta di attribuire il voto piuttosto che annullarlo.
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