Referendum giustizia live, ecco le ultime notizie in vista del voto di oggi. Chi vincerà tra Sì e No?
È arrivato il giorno del referendum sulla giustizia: oggi gli elettori sono chiamati alle urne per esprimersi su una riforma che potrebbe incidere in modo significativo sugli assetti della magistratura. Archiviata la fase dei sondaggi e delle previsioni, ora la parola passa al voto.
Vista la rilevanza del quesito referendario e le possibili ricadute anche sul piano politico, seguiremo per tutta la giornata di domenica 22 marzo la diretta con aggiornamenti in tempo reale su affluenza, andamento del voto e principali notizie dai seggi.
L’attenzione resterà alta anche nella giornata di domani, quando alla chiusura delle urne inizieranno le operazioni di scrutinio. I primi exit poll e le proiezioni consentiranno di avere un quadro più chiaro sull’esito del confronto tra il Sì e il No.
Referendum giustizia, voto incide sulle pensioni? Cosa sapere
Tra i temi che stanno circolando nelle ore del voto c’è anche il possibile legame tra l’esito del referendum sulla giustizia e il futuro delle pensioni. Secondo diversi commenti apparsi negli ultimi giorni, la riforma potrebbe avere effetti indiretti sul sistema previdenziale.
In realtà, il quesito referendario riguarda esclusivamente l’organizzazione della magistratura e non introduce modifiche alle norme sulle pensioni. Eventuali cambiamenti in materia previdenziale continueranno a dipendere dalle scelte legislative del Parlamento e dalle decisioni dei tribunali nei singoli contenziosi.
È vero che in passato alcune sentenze hanno inciso su temi come l’assegno ordinario di invalidità o l’accesso all’Ape Sociale, ma l’indipendenza della magistratura resta garantita anche in caso di approvazione della riforma. Per questo motivo, il risultato del referendum non appare destinato a produrre effetti diretti sul sistema pensionistico.
Anche sul piano politico, inoltre, non si prevedono conseguenze immediate sull’agenda previdenziale del governo, che al momento resta orientata a interventi graduali e compatibili con le risorse disponibili.
Referendum giustizia, quanto guadagnano i componenti dei seggi
Nel corso della giornata elettorale cresce la curiosità anche sui compensi spettanti a presidenti, scrutatori e segretari di seggio, figure fondamentali per lo svolgimento delle operazioni di voto e di scrutinio.
Per il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026, la normativa prevede un aumento del 15% degli onorari rispetto agli importi stabiliti dalla legge n. 70 del 1980. L’incremento è stato introdotto in considerazione dell’estensione delle votazioni anche alla giornata di lunedì.
In base alle stime, il presidente di seggio percepisce circa 149,50 euro, mentre scrutatori e segretari ricevono un compenso intorno ai 119,60 euro. Sono previste inoltre maggiorazioni in caso di più schede o per i componenti dei cosiddetti seggi speciali.
Referendum giustizia, seggi aperti: via al voto
Sono aperti dalle ore 7 di oggi, domenica 22 marzo, i seggi per il referendum costituzionale sulla giustizia. Gli elettori potranno votare fino alle ore 23, mentre nella giornata di lunedì 23 marzo le urne resteranno aperte dalle 7 alle 15.
Subito dopo la chiusura dei seggi di lunedì pomeriggio prenderanno il via le operazioni di scrutinio, con i primi exit poll e le proiezioni che offriranno un quadro iniziale sull’esito del voto.
Ricordiamo che per votare è necessario presentarsi al seggio con tessera elettorale e documento di identità valido.
Per cosa si vota?
Il quesito riguarda la revisione di alcuni articoli della Costituzione e interviene sull’organizzazione della magistratura.
In particolare, la riforma prevede quattro cambiamenti principali: la separazione definitiva delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, l’istituzione di due Consigli superiori della magistratura distinti, l’introduzione del sorteggio per la scelta di alcuni componenti degli organi di autogoverno e la nascita di una Alta Corte disciplinare per i procedimenti contro i magistrati.
Se dovesse prevalere il Sì, la riforma entrerebbe in vigore e il sistema giudiziario verrebbe modificato in modo significativo. In caso di vittoria del No, invece, resterebbe tutto invariato rispetto all’attuale ordinamento.
Cosa rischia chi non vota?
Molti elettori si chiedono se non recarsi alle urne possa comportare sanzioni o addirittura la perdita del diritto di voto.
In realtà in Italia non esiste alcun obbligo di votare: chi decide liberamente di non partecipare al referendum non rischia multe, penalizzazioni o limitazioni nei concorsi pubblici. Il diritto di voto, riconosciuto dall’articolo 48 della Costituzione, può essere limitato solo in casi specifici e gravi, come l’incapacità civile o una condanna penale definitiva.
Nel caso del referendum costituzionale confermativo sulla giustizia, inoltre, non è previsto alcun quorum di partecipazione. Questo significa che il risultato sarà valido indipendentemente dall’affluenza: prevarrà semplicemente l’opzione che otterrà più voti tra Sì e No.
Resta comunque il valore politico della partecipazione: l’astensione può essere interpretata come disinteresse o protesta, mentre recarsi alle urne rappresenta una delle principali forme di espressione democratica dei cittadini.
Scheda bianca o nulla, a chi va il voto?
Schede bianche o nulle? Si tratta di situazioni diverse, ma con un effetto simile: in entrambi i casi il voto viene considerato non valido ai fini del risultato finale. La scheda è bianca quando viene inserita nell’urna senza alcun segno, mentre è nulla quando presenta errori, scritte o segni che non consentono di interpretare in modo univoco la volontà dell’elettore. Anche votare sia “Sì” che “No” rende la scheda nulla. Nel referendum costituzionale confermativo sulla giustizia, però, non essendo previsto il quorum, schede bianche e nulle incidono solo sul dato dell’affluenza e non sull’esito della consultazione. A determinare il risultato sarà infatti la maggioranza dei voti validamente espressi.
Durante lo scrutinio resta comunque centrale il principio del “favor voti”, secondo cui, quando possibile, deve essere privilegiata l’interpretazione che consenta di attribuire il voto piuttosto che annullarlo.
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