6 italiani su 10 dicono no alle dimissioni di Giorgia Meloni. Il sondaggio di Money.it

Redazione

27 Marzo 2026 - 09:25

6 su 10 non scaricano Meloni: ecco cosa emerge dal sondaggio dopo il referendum sulla giustizia.

6 italiani su 10 dicono no alle dimissioni di Giorgia Meloni. Il sondaggio di Money.it

Il risultato del sondaggio proposto ai lettori di Money.it è chiaro nei numeri, ma meno scontato nella sua interpretazione politica. Alla domanda se Giorgia Meloni debba dimettersi dopo la sconfitta nel referendum sulla giustizia, il 63% risponde “No”, mentre il 37% si esprime per il “Sì”. Una fotografia che racconta molto più di una semplice divisione tra favorevoli e contrari.

6 italiani su 10 dicono no alle dimissioni di Giorgia Meloni 6 italiani su 10 dicono no alle dimissioni di Giorgia Meloni Il sondaggio di Money.it

Il primo dato che emerge è la tenuta politica della presidente del Consiglio. Nonostante una battuta d’arresto su un tema rilevante come la giustizia, la maggioranza degli intervistati non ritiene che l’esito referendario debba tradursi automaticamente in una crisi di governo. Questo orientamento sembra riflettere una distinzione sempre più netta, nell’opinione pubblica, tra il giudizio su singoli provvedimenti e quello sull’operato complessivo dell’esecutivo.

Da un lato, le opposizioni hanno tentato di trasformare il risultato del referendum in un caso politico nazionale, parlando di “sfiducia degli italiani” verso il governo; dall’altro, la maggioranza ha rivendicato la natura specifica della consultazione, ricordando come i referendum non siano necessariamente un plebiscito sull’esecutivo in carica. In questo quadro, il sondaggio di Money.it sembra avvicinarsi più alla seconda lettura.

Il 37% favorevole alle dimissioni non è però un dato marginale. Rappresenta una quota significativa di cittadini che interpreta la sconfitta referendaria come un segnale politico forte, probabilmente alimentato anche dal clima mediatico degli ultimi giorni di febbraio, segnati da dichiarazioni incrociate, tensioni parlamentari e una crescente polarizzazione. È un segmento che non può essere ignorato, perché indica un’area di malcontento che potrebbe allargarsi in presenza di ulteriori difficoltà dell’esecutivo.

Un altro elemento interessante riguarda la natura stessa del referendum sulla giustizia. Le notizie di quei giorni hanno evidenziato come il voto sia stato influenzato da una campagna complessa, spesso tecnica e poco immediata per l’elettorato. Questo potrebbe aver contribuito a sganciare il risultato dal giudizio diretto sulla leadership di Meloni. In altre parole, molti cittadini potrebbero aver votato “No” al quesito senza per questo voler “sfiduciare” il governo.

Il sondaggio restituisce l’immagine di un Paese che, pur diviso, non appare orientato verso una soluzione drastica come le dimissioni del premier. Piuttosto, emerge una richiesta implicita di continuità accompagnata da maggiore attenzione su dossier sensibili come la giustizia. Per il governo, il messaggio sembra essere quello di correggere la rotta su alcuni temi senza perdere di vista la stabilità complessiva.

Per l’opposizione, invece, il dato suggerisce che la strada per trasformare una sconfitta referendaria in una crisi politica è più stretta del previsto. La partita, insomma, resta aperta, ma il risultato del sondaggio indica che, almeno per ora, la fiducia nella leadership di Giorgia Meloni resiste, anche di fronte a un passaggio politico delicato.

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