Exit poll referendum giustizia 2026, ecco le prime anticipazioni su chi vince

Simone Micocci

23 Marzo 2026 - 16:01

Gli exit poll sul referendum giustizia 2026 sono uno strumento utile per farsi un’idea su chi vince tra Sì e No. E sono più affidabili rispetto ai sondaggi.

Exit poll referendum giustizia 2026, ecco le prime anticipazioni su chi vince

Mancano ormai poche ore alla chiusura delle urne per il referendum sulla giustizia 2026. Subito dopo le 15, quando termineranno le operazioni di voto, inizieranno ad arrivare le prime indicazioni sull’esito della consultazione grazie agli exit poll - come pure agli istant poll - e alle successive proiezioni.

Una sfida tra Sì e No che, fino all’ultimo, si è rivelata difficile da interpretare anche per gli stessi sondaggisti. Le rilevazioni diffuse nelle settimane precedenti indicavano infatti un’affluenza non superiore al 49% nella migliore delle ipotesi, mentre i dati reali potrebbero portare la partecipazione ben oltre questa soglia, con punte vicine al 60%.

Proprio per questo gli exit poll, disponibili fin dalla chiusura dei seggi, rappresenteranno il primo strumento utile per orientarsi su un risultato che resta ancora incerto. C’è chi sostiene che la maggiore mobilitazione possa favorire il fronte del No, e chi invece ritiene che siano stati soprattutto i sostenitori della riforma, quindi chi vota per il Sì, a recarsi alle urne con maggiore convinzione.

Le prime risposte arriveranno dunque nel pomeriggio, anche se è importante chiarire fin da subito cosa sono gli exit poll e quanto possano essere considerati affidabili nel prevedere l’esito finale del voto.

Exit poll referendum giustizia in diretta

Ultimo instant poll SWG: No avanti con copertura al 95%

Arriva l’ultimo instant poll realizzato da Swg, diffuso durante la diretta televisiva con una copertura del 95% del campione.

Secondo la rilevazione, il No sarebbe in vantaggio con una forbice tra il 51% e il 55%, mentre il si fermerebbe tra il 45% e il 49%.

Referendum giustizia, prima proiezione Rai: No avanti

Arriva la prima proiezione Rai sull’esito del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia.

Secondo questa stima, il No è in vantaggio con il 53,1%, mentre il Sì si fermerebbe al 46,9%.

Si tratta di una proiezione statistica basata su un campione significativo di sezioni scrutinate, quindi più indicativa rispetto agli istant poll iniziali. Tuttavia, per il dato definitivo sarà necessario attendere il completamento dello spoglio ufficiale proveniente da tutti i seggi.

Proiezione di voto Rai Proiezione di voto Rai Aumenta la distanza del No rispetto al Sì.

Referendum giustizia, nuovi istant poll: No avanti

Arrivano nuovi istant poll di Swg, diffusi su La7 con una copertura del campione pari all’87%, quindi considerati più affidabili rispetto alle primissime rilevazioni.

Secondo queste stime, il No è in vantaggio con una forbice compresa tra il 50% e il 54%, mentre il si colloca tra il 46% e il 50%.

Si tratta ancora di dati previsionali, ma l’ampiezza del campione lascia intravedere ottime possibilità di vittoria per il No. Per la conferma definitiva sarà comunque necessario attendere l’avanzamento dello scrutinio reale e le proiezioni ufficiali basate sui voti effettivamente conteggiati.

Gli istant poll di Sky Tg24

Sky Tg24, invece, si sbilancia. Nessuna forbice: gli istant poll danno il No avanti al 51,5%, mentre il si ferma al 48,5%.

Istant Poll Sky Tg24 Istant Poll Sky Tg24 Orario: 15:10

Referendum giustizia, i primi instant poll

Arrivano i primi instant poll dopo la chiusura delle urne. Secondo le rilevazioni SWG, il No sarebbe avanti con una forbice compresa tra il 49% e il 53%, mentre il si collocherebbe tra il 47% e il 51%.

Un quadro sostanzialmente analogo emerge anche dagli instant poll realizzati da Tecné e diffusi da Mediaset, che indicano una sfida molto equilibrata, con il No leggermente in vantaggio ma ancora all’interno del margine statistico di incertezza.

Cosa sono gli exit poll

Subito dopo la chiusura delle urne, i primi dati che iniziano a circolare durante le maratone elettorali sono quelli degli exit poll. Si tratta di sondaggi effettuati all’uscita dei seggi elettorali, nei quali a un campione rappresentativo di votanti viene chiesto di indicare - in forma anonima - il voto appena espresso.

Il termine deriva dall’inglese exit (uscita) e poll (sondaggio o seggio elettorale) e descrive appunto la natura di questa rilevazione: una sorta di “replica” del voto compiuta immediatamente dopo aver lasciato la cabina elettorale. Nella pratica, gli intervistati compilano un fac-simile della scheda oppure rispondono a un breve questionario, fornendo anche alcune informazioni socio-demografiche, come età, genere o precedente orientamento di voto.

L’obiettivo degli exit poll è duplice. Da un lato consentono ai media e all’opinione pubblica di avere una prima indicazione sull’andamento della consultazione senza dover attendere i risultati ufficiali dello scrutinio. Dall’altro, invece, permettono agli analisti di raccogliere informazioni utili sulla composizione dell’elettorato, contribuendo a comprendere - anche dopo l’ufficialità del risultato - quali gruppi sociali hanno partecipato maggiormente al voto e come si sono orientati nelle loro scelte.

Chi effettua gli exit poll

Ti è mai capitato di dover compilare un questionario all’uscita dalle urne dopo aver votato? Se la risposta è no, è del tutto normale. Gli exit poll, infatti, non coinvolgono tutti gli elettori ma solo una piccola percentuale di votanti, selezionata in modo statistico per rappresentare l’intero corpo elettorale.

A realizzarli sono istituti demoscopici e società specializzate nelle rilevazioni sull’opinione pubblica, spesso su incarico di televisioni o altri media. I ricercatori individuano in anticipo un campione di seggi considerato rappresentativo e, all’uscita, chiedono solo ad alcuni elettori - generalmente tra il 5% e il 10% dei votanti presenti in quel seggio - di partecipare in modo volontario e anonimo.

Exit poll, quanto sono affidabili?

Abbiamo già visto come i sondaggi sul referendum sulla giustizia abbiano di fatto sbagliato nel dato più importante, quello dell’affluenza. Una dimostrazione di come le rilevazioni demoscopiche non siano strumenti infallibili. Ma si può dire lo stesso degli exit poll? Quanto il risultato anticipato subito dopo la chiusura dei seggi può essere considerato affidabile?

In linea generale, gli exit poll sono ritenuti più attendibili dei sondaggi pre-elettorali, perché non si basano su intenzioni di voto dichiarate nei giorni precedenti, ma su un comportamento già avvenuto: il voto appena espresso. Questo consente di ridurre una parte dell’incertezza legata ai cambiamenti di opinione dell’ultimo momento o all’astensione.

Tuttavia, anche gli exit poll presentano un margine di errore, che di norma si aggira intorno al 2-3%. L’affidabilità dipende soprattutto dalla qualità del campione scelto, dalla disponibilità degli elettori a partecipare e dalla corretta distribuzione delle interviste tra territori e categorie sociali. Se, ad esempio, alcuni gruppi risultano sottorappresentati oppure molti elettori rifiutano di rispondere, il rischio di distorsioni aumenta.

Per questo motivo gli exit poll devono essere letti come una prima indicazione di tendenza, utile per orientarsi sull’esito della consultazione ma non definitiva. Solo con l’avvio dello scrutinio e con l’elaborazione delle proiezioni - basate sui voti reali già conteggiati - il quadro diventa progressivamente più preciso fino al risultato ufficiale.

La differenza con gli istant poll

Tuttavia, quando si seguono le maratone elettorali in televisione o sui siti di informazione, capita spesso di sentire parlare anche di instant poll. Si tratta di due strumenti simili solo in apparenza, perché entrambi servono a fornire indicazioni sull’andamento del voto, ma che in realtà si differenziano per momento della rilevazione e metodo utilizzato.

Gli instant poll, infatti, vengono effettuati durante la giornata di voto, spesso tramite interviste telefoniche o online. In questo caso le rilevazioni possono riguardare persone che hanno già votato ma anche elettori che devono ancora recarsi al seggio, e quindi si basano più su dichiarazioni e intenzioni raccolte in tempo reale che su un comportamento effettivamente concluso. Gli instant poll servono soprattutto a monitorare l’orientamento dell’elettorato mentre le operazioni di voto sono ancora in corso, offrendo indicazioni di tendenza ma generalmente meno solide rispetto a quelle degli exit poll.

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