Reddito di quarantena: campagna social degli esclusi dal Cura Italia

Reddito di quarantena: parte la campagna social degli esclusi dal decreto Cura Italia. Se ne parla da settimane, ora si raccolgono le firme per un reddito di cittadinanza esteso.

Reddito di quarantena: campagna social degli esclusi dal Cura Italia

Reddito di quarantena per tutti e una campagna social per chiederlo. Sono tantissimi i lavoratori esclusi dalle misure del decreto Cura Italia che chiedono un reddito di cittadinanza esteso altrimenti detto reddito di quarantena.

Un aiuto per partite Iva, rider, lavoratori precari o per chi è costretto a lavorare essendo escluso dalle misure di sostegno al mondo del lavoro pensato dal governo con il decreto del 17 marzo.

Il reddito di quarantena ora viene chiesto attraverso una campagna social che da pochi giorni ha preso il via. Molti lavoratori esclusi dal decreto Cura Italia sono invitati a postare una foto con l’hashtag #redditodiquarantena.

Vediamo chi sono i lavoratori esclusi che chiedono più tutele con il reddito di quarantena.

Reddito di quarantena: campagna social lavoratori esclusi da Cura Italia

Ma quali sono i lavoratori che chiedono il reddito di quarantena con la campagna social perché esclusi dalle misure economiche del Cura Italia? Sono gli autonomi che non possono permettersi una partita Iva, ma anche chi lavora in nero, chi non rientra in vari ammortizzatori sociali come la Naspi per esempio o ancora chi vorrebbe restare a casa, ma è costretto a lavorare.

Tutte queste categorie di lavoratori costretti a fermarsi per una questione di sicurezza nazionale dal momento che siamo in piena emergenza coronavirus, rischiano di trovarsi in grave difficoltà economica ora e nelle settimane a venire soprattutto.

Nasce così la campagna social che chiede un reddito di quarantena che sia un reddito di cittadinanza esteso a chi dal Cura italia è dimenticato. Per questo motivo è stata creata una pagina Facebook dedicata dove tutti i lavoratori coinvolti ed esclusi dalle misure del governo possono condividere una foto con un cartello recante l’hashtag #redditodiquarantena.

Si chiede un’estensione delle misure al governo prima che il decreto venga convertito in legge. Non solo il reddito di quarantena potrebbe toccare anche colf e badanti che rientrano solo nel reddito di ultima istanza aperto in via eventuale anche ai professionisti iscritti a ordini, penalizzati al momento dal DL Cura Italia non rientrando nella misura dei 600 euro per le partite Iva.

Colf e badanti aspettano il reddito di ultima istanza per il quale dovrà entrare in gioco il decreto attuativo nei prossimi giorni (30 dall’entrata in vigore del Cura Italia). Anche per i lavoratori domestici il reddito di quarantena potrebbe essere una soluzione.

Reddito di quarantena: 780 euro come reddito di cittadinanza

Il reddito di quarantena dovrà essere di 780 euro, un reddito di cittadinanza esteso che elimini alcuni vincoli garantendo anche a chi è escluso dagli ammortizzatori sociali del Cura Italia un sostentamento per l’emergenza coronavirus.

Accanto alla campagna Facebook, BIN (Basic Income Network) Italia ha lanciato anche una petizione che ha l’obiettivo di raccogliere le firme per ottenere un reddito di quarantena che sia un reddito di cittadinanza esteso a tutti. BIN, come si legge nella pagina del gruppo, è costituito da:

“sociologi, economisti, filosofi, giuristi, ricercatori, liberi pensatori che da anni si occupano di studiare, progettare e promuovere interventi indirizzati a sostenere l’introduzione di un reddito garantito in Italia.”

BIN vuole chiaramente che il reddito di cittadinanza venga esteso a tutti. Tra i punti fondamentali della petizione:

  • espandere, ampliando significativamente la soglia di accesso, la misura del Reddito di Cittadinanza per raggiungere tutte e tutti coloro che sono escluse ed esclusi dagli ammortizzatori sociali;
  • semplificare le procedure ed i criteri di accesso e rendere l’erogazione immediata;
  • riconoscere l’individualità della prestazione.

BIN sta raccogliendo le firme e intanto la campagna social prosegue con la speranza che la voce di chi chiede un reddito di quarantena venga ascoltata, perché di fronte al coronavirus a nessuno venga negato un aiuto.

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