Nuovo governo, cosa succede ora? Quando si vota la fiducia

Rosaria Imparato

24/10/2022

24/10/2022 - 14:54

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Nuovo governo Meloni, quali sono le tappe mancanti? Vediamo quando si vota la fiducia alla Camera e al Senato e cosa succede ora.

Nuovo governo, cosa succede ora? Quando si vota la fiducia

Il nuovo governo è iniziato: il giuramento è stato fatto il 22 ottobre, insieme al passaggio delle consegne avvenuta il 23 ottobre tra il precedente premier Draghi e la nuova presidente del Consiglio Giorgia Meloni (con la cerimonia della campanella) e l’insediamento. Mancano ancora delle tappe fondamentali: l’esecutivo deve ottenere la fiducia della Camera e del Senato.

L’esecutivo è già nel pieno delle sue funzioni, tuttavia tutti i passaggi per l’avvio ordinario delle sue attività si concluderanno entro il 10 novembre.

Le elezioni politiche del 25 settembre 2022 hanno cambiato la composizione di Camera e Senato, per due motivi: innanzitutto, perché ha vinto la coalizione di destra, e poi perché questa legislatura sarà la prima con il numero di parlamentari ridotto. I deputati, infatti, sono passati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200.

In generale, la Costituzione non fornisce indicazioni temporali, tranne che per la prima riunione delle Camere, che deve avvenire entro 20 giorni dal giorno delle elezioni. Il 13 ottobre è stato eletto Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia) come presidente del Senato. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana (Lega) è stato eletto il 14 ottobre.

La composizione del Parlamento si delinea seguendo le regole del Rosatellum, una legge elettorale che in fondo nemmeno le Istituzioni avevano capito fino in fondo: ci sono stati disguidi importanti (eclatante il caso del leghista Bossi) per cui molti a parlamentari è stata comunicata la mancata elezione, per poi essere smentita (ma è successo anche il caso contrario).

Quando ci sarà il nuovo Governo?

Guardando indietro alle scorse legislature, per la formazione del nuovo governo dopo le elezioni non sono mai serviti meno di 25 giorni.

C’è una data da rispettare però, quella del 13 ottobre: la Costituzione stabilisce, all’articolo 61 che Parlamento e Senato si riuniscano entro 20 giorni dalle elezioni. Nel frattempo, è rimasto in carica il governo Draghi: “Finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti”, stabilisce sempre l’articolo 61. In questa prima assemblea si proclamano gli eletti e si procede all’elezione dei presidenti di Camera e Senato. Si tratta della prima seduta della XIX legislatura, e sarà presieduta dall’onorevole Ettore Rosato, poiché è il vicepresidente più anziano per elezione tra quelli della precedente legislatura.

Come funziona l’elezione dei presidenti di Camera e Senato? Si seguono due sistemi diversi. L’elezione del presidente del Senato arriva al massimo al quarto scrutinio: primo e secondo voto sono a maggioranza assoluta dei componenti, il terzo voto è a maggioranza assoluta dei senatori presenti. Se non si raggiunge nemmeno questa maggioranza, si procede al ballottaggio.

L’elezione del presidente della Camera funziona in modo diverso. Per il primo scrutinio servono i due terzi dei componenti, mentre al secondo e terzo voto il quorum si abbassa a due terzi dei votanti. Dal quarto scrutinio serve solo la maggioranza assoluta dei voti e si procede a oltranza. Dal 1948 a oggi non si è mai andati oltre il quinto scrutinio.

Governo Meloni, le tappe per la formazione del nuovo esecutivo

La tappa successiva per la formazione del nuovo governo è l’elezione dei capigruppo.

Nel dettaglio, sono stati eletti:

  • quattro vicepresidenti;
  • tre deputati questori;
  • almeno otto deputati segretari (il numero può anche essere più alto se necessario, per consentire la presenza di tutti i gruppi parlamentari nell’Ufficio di presidenza).

Al Senato ogni senatore ha indicato alla presidenza a quale gruppo intende iscriversi. Se un senatore non indica un gruppo verrà assegnato al gruppo Misto in modo automatico. I senatori a vita possono invece non appartenere ad alcun gruppo.

In totale, i nuovi capigruppo di Camera e Senato sono 16: tra questi, nove hanno già ricoperto lo stesso ruolo nella scorsa legislatura. Al Senato, i nuovi capigruppo si sono riuniti nel pomeriggio del 18 ottobre per il programma dei lavori del Senato delle prossime settimane. Quelli della Camera, invece, si sono riuniti nella mattinata del 19 ottobre.

Le consultazioni con il presidente della Repubblica Mattarella

L’iter di formazione del nuovo governo continua poi con le consultazioni, convocate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, iniziate già per il 19 ottobre. I primi a salire sono gli ex presidenti della Repubblica, poi i due presidenti di Camera e Senato appena eletti e i rappresentanti dei partiti presenti in Parlamento. Vengono sentiti anche i capigruppo, a cui normalmente si uniscono i leader dei partiti. Se, invece, non viene raggiunta un’intesa, sono necessari più «giri» di consultazioni (per esempio, per la formazione del governo Conte 1 le consultazioni durarono 88 giorni).

Quando il presidente della Repubblica conferisce l’incarico al presidente del Consiglio, di solito questi accetta con riserva: iniziano quindi le sue consultazioni con i partiti alleati e che sosterrebbero il suo governo. Si scrive un programma e si stila una lista di ministri. Anche in questo caso, se le consultazioni sono veloci, si chiudono entro un paio di giorni. Il premier incaricato torna al Quirinale, si scioglie la riserva e viene nominato presidente del Consiglio. I ministri vengono nominati dal presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio.

Dopo lo scioglimento della riserva (poche ore o il giorno successivo), il presidente del Consiglio e i ministri giurano al Quirinale. Se non ci fossero particolari intoppi, quindi, il nuovo governo potrebbe giurare già alla fine di ottobre.

A tenere le fila ci sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il momento storico che stiamo vivendo è particolarmente delicato, e sono tante le scadenze da seguire. Innanzitutto, quelle del Pnrr, ma ci sono anche i lavori della prossima legge di Bilancio. Il governo Draghi ora si occupa solo del disbrigo degli affari correnti, ma qualora non si dovesse trovare un accordo in tempi brevi tra le parti, sarà questo governo a scrivere a grandi linee la manovra finanziaria, e poi il nuovo Parlamento darà la vera linea politica.

Nuovo governo: quando verrà votata la fiducia alla Camera e al Senato

Si parte dal voto di fiducia Camera, con il discorso programmatico di Giorgia Meloni previsto per martedì 25 alle ore 11. alle 17.30 e fino alle 19 si svolgeranno le dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo. La ’chiama’ avrà inizio dalle 19. L’esito del voto di fiducia è atteso intorno alle 20-20.30.

Poi si procede con il voto di fiducia al Senato mercoledì 26 ottobre.

Squadra di governo: la nomina di viceministri e sottosegretari

Una volta incassata la fiducia alla Camera e al Senato, il governo dovrà completare la squadra dell’esecutivo con la nomina di viceministri e sottosegretari. Si tratta di ruoli fondamentali, determinanti per l’attività di governo, soprattutto per i ruoli che collegano l’esecutivo al Parlamento.

Viceministri e sottosegretari si occupano dei dossier di competenza delle varie commissioni, e fanno da tramite e collegamento tra Palazzo Chigi e le Camere. Da non sottovalutare, poi, anche l’aspetto politico di queste nomine. Questo genere di incarico viene dato spesso a personalità che si aspettano un incarico di governo che poi non è arrivato. La nomina a viceministro o sottosegretario serve quindi per compensare le aspirazioni e ribilanciare gli equilibri interni alla maggioranza.

Quando verranno convocate le commissioni?

Manca ancora la data ufficiale per la prima convocazione delle commissioni parlamentari di garanzia, quelle permanenti e, a seguire, le bicamerali. I regolamenti di Camera e Senato stabiliscono che sono i presidenti a stabilire la prima convocazione, durante la quale ogni commissione elegge l’ufficio di presidenza composto di un presidente, di due vicepresidenti e di due segretari.

Secondo le prime anticipazioni, la data di prima convocazione dovrebbe essere il 7 novembre.

Anche in questo caso l’aspetto politico gioca un ruolo fondamentale. Di solito le forze politiche si accordano in modo che la Giunta per le immunità, Copasir e Vigilanza Rai, cioè le commissioni di garanzia, spettino per prassi all’opposizione.

Nel frattempo, è stata istituita una commissione speciale, che ha il compito di esaminare il dl Aiuti ter. È composta da a 35 deputati designati dai gruppi in proporzione alla loro consistenza numerica. Terminato l’iter del provvedimento, la commissione cesserà nelle sue funzioni.

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