Disbrigo affari correnti: cosa può e non può fare il governo dimissionario

Isabella Policarpio

27/01/2021

27/01/2021 - 10:47

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Nella nozione di “disbrigo degli affari correnti” rientra anche il decreto Ristori 5. Ecco cosa può fare il governo dimissionario in attesa della decisione di Mattarella.

Disbrigo affari correnti: cosa può e non può fare il governo dimissionario

Dopo la notizia delle dimissioni di Conte, il Presidente della Repubblica ha invitato il governo dimissionario al “disbrigo degli affari correnti”, cioè a provvedere alle misure di ordinaria amministrazione, cosa che potrebbe mettere in pericolo gli aiuti economici attesi dai ristoratori e dalle altre categorie danneggiate.

Oggi arrivano buone notizie riguardo il decreto Ristori 5: nell’alveo degli affari correnti rientrano anche i decreti legge motivati da ragioni di necessità e urgenza, proprio come il quinto decreto Ristori. A dirlo sono autorevoli fonti istituzionali che, in queste ore, vogliono tranquillizzare coloro che sono in attesa di bonus, sgravi fiscali, indennizzi e cassa integrazione.

Per capire cosa può e non può fare il governo dimissionario andremo a spiegare il significato di “disbrigo degli affari correnti” e le funzioni che comporta.

Che significa “disbrigo degli affari correnti”?

A questa domande ha risposto il professore Massimo Luciani, ordinario di diritto pubblico nella facoltà di Giurisprudenza La Sapienza di Roma, in un’intervista rilasciata sul Sole24Ore.

Quella di “affari correnti” è una definizione priva di significato giuridicamente vincolante, al contrario “Si riempie di contenuto a seconda della prassi e delle necessità del momento”, dice il l’esperto. Il governo dimissionario sarebbe vincolato ai soli provvedimenti necessari a salvaguardare l’interesse nazionale “a regime minimo”, senza poter promulgare atti di straordinaria amministrazione o scelte strategiche.

Una “costrizione” giustificata da esigenze di correttezza istituzionale: spetta al nuovo governo - e non a quello dimissionario - procedere alle riforme necessarie.

Cosa può fare il governo dimissionario

Stando alle parole del professor Luciani, il governo dimissionario può provvedere soltanto all’ordinaria amministrazione, quindi assicurare la continuità amministrativa, l’approvazione dei disegni di legge necessari all’attuazione degli obblighi comunitari e internazionali e dei provvedimenti urgenti, tra cui quelli di natura economica come il decreto Ristori 5.

Il governo dimissionario, inoltre, avrebbe il potere di intervenire in caso di eventi straordinari e non prevedibili che, per loro natura, non possono aspettare la formazione del nuovo Esecutivo; esempio lampante un sisma o un’emergenza locale di altra natura.

Atti straordinari: cosa non può fare il governo dimissionario

Vista la definizione di “affari correnti”, è evidente che il governo in uscita non possa procedere all’attuazione della straordinaria amministrazione, di nuovi disegni di legge e delle scelte strategiche o di attuazione del programma politico disegnato dall’Esecutivo al momento del suo insediamento, in primis le riforme annunciate in materia di pensioni e gioco d’azzardo.

Ma per via del significato sfuggente di “affari correnti” è comunque molto difficile elaborare un’elencazione puntuale degli atti e dei procedimenti vietati.

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