Proroga imposte al 30 settembre 2020, dalla Camera un primo sì. Le novità

Proroga imposte sui redditi al 30 settembre 2020, la Camera ha approvato l’ordine del giorno presentato dall’On. Alberto Gusmeroli per il rinvio. La scadenza è attualmente fissata al 20 luglio, ma per commercialisti ed imprese si tratta di un termine quasi impossibile da rispettare.

Proroga imposte al 30 settembre 2020, dalla Camera un primo sì. Le novità

Proroga imposte al 30 settembre 2020: si fa più concreta l’ipotesi di rinvio della scadenza del 20 luglio per il pagamento di Irpef ed Ires emerse dalla dichiarazione dei redditi.

Una buona notizia, ma è prematuro parlare di certezze. La Camera ha approvato il 9 luglio 2020 l’ordine del giorno al decreto Rilancio, presentato dalla Lega e che vede come primo firmatario l’Onorevole Alberto Gusmeroli, per chiedere la proroga del termine di versamento delle imposte sui redditi.

Nel dettaglio, l’ordine del giorno impegna il Governo a stabilire la possibilità di pagare le imposte emerse dalla dichiarazione dei redditi 2020 entro il 30 settembre senza l’applicazione di sanzioni ed interessi.

La palla passa ora nelle mani dell’Esecutivo, e le ipotesi sono due: una modifica al decreto Rilancio, passato in Senato dopo la prima approvazione da parte della Camera oppure l’inserimento della proroga al 30 settembre 2020 nel testo (ancora non pubblicato) del decreto Semplificazioni.

Proroga imposte al 30 settembre 2020, dalla Camera un primo sì

È ormai da tempo che titolari di partita IVA e commercialisti chiedono una nuova proroga dei versamenti delle imposte sui redditi. Il rinvio al 20 luglio 2020 previsto dal DPCM pubblicato il 27 giugno 2020 è ritenuto insufficiente, sia considerando le difficoltà economiche delle imprese che la mole di adempimenti che caratterizzano la bollente estate degli intermediari fiscali.

Due ragioni che portano alla richiesta di una proroga lunga della scadenza per versare le imposte sui redditi. L’ordine del giorno al decreto Rilancio approvato in data 9 luglio 2020 impegna il Governo

“a valutare l’opportunità di adottare ogni iniziativa normativa che preveda la cancellazione, fino alla data del 30 settembre 2020, di eventuali sanzioni ed interessi comminati per ritardati pagamenti di saldi 2019 e acconti 2020 IRPEF e IRES, in considerazione dell’eccezionalità economica e congiunturale dei mesi post crisi pandemica.”

L’ordine del giorno approvata parla nello specifico di saldo 2019 ed acconto 2020 di Irpef ed Ires, senza menzionare le imposte sostitutive (si pensi alla cedolare secca o all’imposta del 15% o 5% per minimi e forfettari).

Resta quindi un alone di incertezza sull’effettiva portata dell’impegno che la Camera affida al Governo, per superare una situazione di oggettiva difficoltà sia sul fronte della predisposizione delle dichiarazioni dei redditi 2020 che per quel che riguarda le disponibilità economiche delle partite IVA.

Proroga imposte al 30 settembre 2020: ancora nulla di ufficiale, la scadenza è il 20 luglio

Appare necessario evidenziare che l’ordine del giorno approvato dalla Camera non ufficializza la proroga al 30 settembre 2020 delle imposte sui redditi, e la scadenza prevista ad oggi è quella del 20 luglio (per soggetti ISA e forfettari).

Si attende ora il passaggio dalla teoria alla pratica e, come detto, sono due le vie possibili:

  • una nuova modifica al testo del decreto Rilancio, che tuttavia rallenterebbe il percorso in Senato per il via libera definitivo alla legge di conversione, atteso entro il 18 luglio 2020;
  • l’inserimento della proroga delle imposte nel decreto Semplificazioni, approvato dal Governo con la formula salvo-intese e del quale non abbiamo ancora un testo ufficiale.

Le incognite non sono solo sul “come”, ma anche sul “quando”. La scadenza del 20 luglio 2020 si avvicina, ed i titolari di partita IVA e loro intermediari necessitano di avere notizie certe circa il nuovo rinvio.

Il motivo non è soltanto economico, ma anche relativo agli adempimenti da porre in essere per poter versare le imposte dovute. In questo caso sono i commercialisti a lanciare l’allarme e a lamentare l’impossibilità di predisporre le dichiarazioni dei redditi dei propri clienti entro il termine di versamento.

Complice la mole di adempimenti “straordinari” legati alle misure di sostegno introdotte per l’emergenza Covid-19, gli studi degli intermediari hanno temporaneamente messo da parte l’attività ordinaria. Ora però si rischia il caos.

Quanto bisognerà aspettare per avere notizie certe sulla proroga delle imposte sui redditi al 30 settembre 2020? Una domanda che resta per il momento senza risposta. Restiamo quindi in attesa di novità.

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