Programma Forze Armate del Movimento 5 Stelle per le elezioni politiche 2018

Luigi Di Maio promette l’assunzione di 10mila Forze dell’Ordine in caso di Movimento 5 Stelle al Governo; ecco i punti più importanti del programma elettorale per il comparto Difesa realizzato dal M5S.

Programma Forze Armate del Movimento 5 Stelle per le elezioni politiche 2018

Il programma Difesa del Movimento 5 Stelle è stato ufficializzato quindi i provvedimenti futuri per le Forze dell’Ordine sono ormai noti.

Ma non tutti; in campagna elettorale, infatti, il candidato premier del M5S - Luigi Di Maio - sta continuando a svelare alcuni progetti che intende attuare qualora dovesse vincere le elezioni.

Per fare chiarezza su quali sono le intenzioni del Movimento 5 Stelle per il futuro delle Forze dell’Ordine abbiamo scritto questo articolo dove abbiamo messo in risalto tutti i punti più importanti del programma Difesa con il quale il Movimento 5 Stelle si presenta alle elezioni politiche del 4 marzo.

Programma che noi di Money.it abbiamo approfondito recentemente con Luca Frusone deputato della Repubblica Italiana e membro della IV Commissione Difesa (clicca qui per l’intervista completa), il quale ha smentito l’ipotesi di un accorpamento dei vari corpi delle Forze dell’Ordine in un’unica Forza di Polizia.

Abbiamo fatto lo stesso per la coalizione di Centrodestra e per quella di Centrosinistra; una serie di guide che speriamo possano esservi d’aiuto per decidere chi votare il 4 marzo 2018, quando sono in programma le elezioni politiche per eleggere il nuovo Parlamento.

Il programma Difesa del Movimento 5 Stelle, che interessa particolarmente alle Forze dell’Ordine italiane, è suddiviso in 5 punti: tutela militare, risorse umane, patrimonio immobiliare, sistemi d’arma e bilancio trasparente.

Punti che sono stati votati dagli iscritti al Movimento 5 Stelle tramite la piattaforma Rousseau, dei quali di seguito trovate i relativi approfondimenti.

Di Maio annuncia l’assunzione di 10mila Forze dell’Ordine

Prima di analizzare nel dettaglio il programma Difesa del Movimento 5 Stelle, vogliamo parlarvi di alcune proposte che lo stesso Luigi Di Maio - candidato premier del M5S - ha presentato nel corso della campagna elettorale.

Una di queste riguarda l’assunzione di 10mila unità di Forze dell’Ordine. Secondo Di Maio infatti non è necessario procedere con l’approvazione di una nuova legge per la legittima difesa - come invece proposto dal Centrodestra - dal momento che uno Stato che per far sentire al sicuro un cittadino gli permette di armarsi per difendersi autonomamente è uno Stato incivile.

Ecco perché bisogna incrementare il numero delle Forze dell’Ordine provvedendo con circa 10mila assunzioni. “Abbiamo i soldi per farlo”, ha dichiarato Di Maio che poi ha ironizzato: “Le classi politiche passate non lo hanno fatto per paura di essere arrestati dagli stessi poliziotti”.

L’obiettivo del Movimento 5 Stelle, inoltre, è di investire maggiormente sui modelli organizzativi di sicurezza, grazie al supporto della polizia locale e allo sviluppo di innovativi sistemi di videosorveglianza. È lo Stato a dover far sentire al sicuro i cittadini; se si arriverà al giorno in cui questi si dovranno difendere da soli significa che saremo in “piena guerra sociale”.

Tutela militare

Il Movimento 5 Stelle si batterà per riconoscere ai militari italiani i loro diritti, alla pari di come succede nel resto d’Europa dove per un totale di 21 Paesi si contano più di 30 associazioni e sindacati militari.

Per questo motivo è necessario introdurre nel nostro ordinamento degli strumenti di rappresentanza vera così da integrare effettivamente i “cittadini in uniforme” nella società, dove oggi sono considerati ancora dei “cittadini di serie B”.

Grazie all’introduzione degli organi di rappresentanza i militari sapranno a chi rivolgersi per la tutela dei loro diritti. Nel dettaglio, ad essere equiparati dovranno essere i diritti dei militari con quelli riconosciuti ad altri settori civili, in tema di tutela della salute, del lavoro e della famiglia.

Risorse umane

Oggi per gli stipendi delle Forze dell’Ordine lo Stato spende circa il 75% delle risorse destinate al comparto Difesa. Ciò però non è necessario per garantire loro uno stipendio soddisfacente, nonostante lo straordinario lavoro che Forze Armate e di Polizia portano avanti ogni giorno.

Per questo motivo il Movimento 5 Stelle - sostenuto da poco più di 17mila voti - proverà a riallineare il numero dei militari in servizio permanente e dei civili tenendo conto dei valori medi delle altre Forze Armate presenti in Europa, procedendo inoltre con un nuovo riordino interno con il quale verrà ridotto il numero dei comandanti a vantaggio delle unità operative in strada, così da rendere più efficace la tutela dei cittadini.

Patrimonio immobiliare

Sarà interesse del Movimento 5 Stelle procedere con la riqualificazione del patrimonio immobiliare della Difesa.

Un patrimonio che si suddivide in due parti: i beni dismessi, ossia le ex caserme che oggi non vengono più utilizzate, e il patrimonio abitativo (gli alloggi dei militari).

L’obiettivo primario è di fare un elenco completo di tutti questi beni, in modo da decidere la destinazione migliore per loro. Perché ci sono spazi dismessi che possono essere valorizzati riutilizzandoli come aree verdi e tramite le opportune restaurazioni ci sono ex caserme che possono diventare scuole, strutture sociali o ad indirizzo abitativo.

In un secondo momento sarà importante favorire il recupero di queste strutture, tramite dei piani di riqualificazione pensati ad hoc.

Sistemi d’arma

Pensate che l’Italia oggi spende circa 5 miliardi l’anno in armamenti, una delle cifre più alte tra i Paesi Nato che nelle ultime tre legislature è aumentata del 21%.

Il problema è che le risorse stanziate vengono male utilizzate, tant’è che le Forze dell’Ordine che ogni giorno pattugliano le strade delle nostre città non hanno a disposizione degli strumenti abbastanza efficienti per poter, ad esempio, prevenire tempestivamente un attentato terroristico.

Secondo il Movimento 5 Stelle l’Italia è impreparata, non ha i mezzi per difendersi dalle minacce presenti e future (come la cyberwar).

Perché quindi continuare ad acquistare carri armati, bombardieri e navi da guerra piuttosto che potenziare l’intelligence sul territorio e online? Per rispondere a questa domanda il Movimento 5 Stelle - qualora dovesse governare il Paese, procederà tagliando i fondi per gli armamenti offensivi - come gli F-35 - investendoli per il potenziamento degli strumenti innovativi, delle reti di intelligence e degli equipaggiamenti.

Bilancio trasparente

Infine il Movimento 5 Stelle ha posto l’attenzione sulla spesa militare italiana, definendola uno degli “aspetti più oscuri del programma di spesa dello Stato”.

Nonostante una ricerca approfondita su diversi Ministeri (Difesa, Sviluppo Economico, Economia e Finanza, Istruzione) non è possibile capire infatti quanto spendiamo esattamente.

Per far fronte a questo oscuro bilancio sarà importante dotarsi di nuovi strumenti, affinché questo diventi trasparente. Strumenti come la contabilità analitica, ripetendo in Italia quanto succede negli Stati Uniti dove un ufficio apposito ha il dovere di controllare ogni dettaglio della spesa per le Forze Armate.

Sarà necessario approvare esclusivamente quei programmi d’armamento che presentano una valutazione positiva costi/benefici; a tal proposito Di Maio - candidato premier del M5S - nelle scorse settimane ha ribadito che in caso di vittoria alle elezioni l’Italia metterà fine all’intervento militare in Afghanistan, perché “non sostenibile per la spesa pubblica italiana”.

Questi al momento sono i punti del programma del Movimento 5 Stelle per le Forze Armate che dovrebbe essere ufficializzato per la fine del mese.

Per maggiori informazioni sulle intenzioni di un eventuale Governo dei 5 Stelle potete leggere anche - Programma Movimento 5 Stelle: tutti i punti già ufficializzati per le prossime elezioni politiche.

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