Programma Movimento 5 Stelle: tutti i punti ufficializzati

Cosa prevede il programma elettorale del Movimento 5 Stelle? Ecco tutte le proposte dei pentastellati per le elezioni politiche.

Programma Movimento 5 Stelle: tutti i punti ufficializzati

Visto l’ottimo risultato delle elezioni politiche, si parla molto del programma elettorale del Movimento 5 Stelle che è stato presentato dal candidato premier Luigi Di Maio durante la kermesse di Pescara.

Rispettando la scadenza del 21 gennaio, il Movimento 5 Stelle ha ufficializzato il programma elettorale che riprende molti dei cavalli di battaglia pentastellati anche se non mancano le novità come il taglio di 400 leggi considerate inutili.

Il programma del Movimento 5 Stelle

Come da prassi il programma elettorale del Movimento 5 Stelle è stato redatto dai propri attivisti, con i vari temi che di volta in volta vengono discussi e poi votati sulla piattaforma Rousseau.

Dopo il lungo periodo di confronto, Luigi Di Maio ospite di un evento a Pescara ha reso noto questo manifesto programmatico pentastellato che è stato riassunto in venti punti strategici.


QUI IL PROGRAMMA COMPLETO

Una sorta di sintesi schematica questa per un programma elettorale che è molto più sviluppato e complesso. Per quanto riguarda invece la scuola e la difesa, vi rimandiamo agli appositi focus che abbiamo realizzato su questi argomenti.

Programma Movimento 5 Stelle scuola
Programma Movimento 5 Stelle Forze Armate
Programma Movimento 5 Stelle sanità

Per il resto, oltre all’idea del Daspo per i politici corrotti, vediamo più nello specifico la proposta di governo dei 5 Stelle scaturita dal confronto online a cui hanno partecipato gli attivisti certificati del Movimento.

Energia

Il Movimento 5 Stelle attraverso il suo blog ha iniziato a lavorare mesi a questo programma elettorale appena presentato. Il primo quesito che è stato votato riguarda la mobilità elettrica.

A larghissima maggioranza, gli attivisti del Movimento hanno approvato il quesito che proponeva uno sviluppo di politiche che scoraggiano l’uso della benzina e del gasolio a favore della mobilità elettrica.

Alla fine dalla piattaforma Rousseau sono usciti fuori i sette punti su cui verte il programma del Movimento 5 Stelle in materia di energia.

  1. I cittadini hanno innanzitutto detto sì a sviluppare politiche che scoraggino l’uso di benzina e petrolio, anche se ciò potrà comportare una modifica nella proprie abitudini quotidiane;
  2. Vogliono prediligere gli impianti di stoccaggio di energia domestici rispetto ai grandi impianti di pompaggio;
  3. Non vogliono più importazione di energia nucleare. E che questo flusso venga interrotto nell’arco di una legislatura;
  4. Vogliono che si spostino gli incentivi statali dalle fossili alle rinnovabili;
  5. Hanno detto sì a far tornare pubblici Terna o comunque l’azienda che ha la concessione per la trasmissione dell’energia elettrica;
  6. Chiedono che i terreni marginali, abbandonati, ex industriali siano utilizzati per impianti destinati alla produzione di energia rinnovabile;
  7. La rete di distribuzione dell’energia deve essere partecipata dai cittadini e non privata.

Il programma è stato presentato durante una conferenza stampa alla Camera da alcuni deputati del Movimento, capitanati dal deputato Roberto Fico che ha ipotizzato un abbandono nel 2050 dell’utilizzo di petrolio, carbone e gas.

L’economia

Sull’economia sono diversi i punti chiave per il Movimento 5 Stelle. Per prima cosa, per risollevare la situazione dei tanti italiani che vivono in una situazione di necessità c’è la proposta del famoso reddito di cittadinanza.

Si tratterebbe di un assegno da 780 euro al mese per tutte le persone che vivono sotto la soglia di povertà. Per finanziare questa riforma che sarebbe epocale, il Movimento prevede un forte taglio agli sprechi, al costo della politica e una forte lotta alla corruzione.

Altri elementi cardine della proposta economica del Movimento 5 Stelle sono il ripristino della Legge per la separazione tra le banche d’affari e quelle commerciali, l’abolizione dei monopoli e della legge Biagi.

Parecchia attenzione poi verrebbe data al mondo della finanza. Nel programma del 2013 infatti, erano presenti normative tra le tante per vietare le famigerate “scatole cinesi” presenti in Borsa, gli incroci azionari tra sistema bancario e quello industriale, oltre che abolire le cariche multiple dei consiglieri di amministrazione nelle aziende quotate.

Sarà oggetto di un disegno di legge invece la creazione della Banca Pubblica Italiana, un istituto simile alla BpiFrance con lo scopo di sostenere le banche in difficoltà ed elargire finanziamenti per alcune opere fondamentali come la riqualificazione edilizia, scolastica, idrogeologica oltre che per la banda larga.

Informazione

Altro tema caldo per i 5 Stelle è quello dell’informazione. La particolare situazione italiana ha fatto sì che da sempre molta attenzione dei pentastellati fosse rivolta al profondo e radicale cambiamento del settore.

Per prima cosa il Movimento 5 Stelle propone di abolire l’ordine dei giornalisti e il finanziamento pubblico agli organi di stampa. Quanto alle reti televisive pubbliche, ne viene proposta una sola e senza pubblicità.

In più, il programma elettorale del 2013 prevedeva che nessun canale televisivo con copertura nazionale e nessun quotidiano di uguale tiratura possano essere posseduti a maggioranza da alcun soggetto privato, l’azionariato deve essere diffuso con proprietà massima del 10%.

Quanto a internet, il Movimento 5 Stelle è per la cittadinanza digitale per nascita, oltre che per la copertura completa dell’ADSL a livello nazionale con l’introduzione dei ripetitori Wimax per l’accesso mobile e diffuso alla Rete.

Politica estera

Si basa su 10 punti il programma elettorale del Movimento 5 Stelle relativo alla politica estera. Alla votazione hanno preso parte 23.481 attivisti certificati, che hanno così determinato le linee guida da seguire.

Dalla netta opposizione ai trattati internazionali TTIP e CETA fino al ripudio della guerra e al disarmo come premessa per la pace, ecco i 10 punti del programma esteri del Movimento 5 Stelle:

  1. Contrasto trattati internazionali TTIP e CETA;
  2. Sovranità e indipendenza;
  3. No all’austerità;
  4. Ripudio della guerra;
  5. Smantellamento della Troika;
  6. Disarmo come premessa alla pace;
  7. Russia: un partner economico e strategico contro il terrorismo;
  8. Riformare la NATO;
  9. Risoluzione dei conflitti in Medio Oriente;
  10. Nuovi scenari di alleanze per l’Italia.

Non fa parte del programma esteri uno dei temi più caldi, ovvero quello dell’Euro, così come di conseguenza ogni discorso su un ipotetico Referendum o sulla moneta fiscale.

Giustizia

A presentare il programma sulla giustizia del Movimento 5 Stelle è stato il deputato Alfonso Bonafede, che ha illustrato i sette punti riguardanti questo tema sempre molto delicato nel nostro paese.

  • Sospensione della prescrizione quando inizia un processo oppure dopo la sentenza di primo grado, a prescindere dall’esito;
  • Impossibilità per un magistrato che viene eletto in politica di tornare poi a esercitare il proprio lavoro;
  • Certezza della pena: allargare lavoro di pubblica utilità;
  • Whisteblowing, sostegno anche economico a chi denuncia casi di corruzione;
  • Anche se è solo l’imputato a richiedere un processo di Appello la pena più anche essere aumentata;
  • Tutti i processi riguardanti la criminalità organizzata si devono svolgere nelle Corti d’Appello;
  • Ampliare uso intercettazioni e riprese video come supporto alle indagini.

Un programma questo che secondo diversi analisti andrebbe a ricalcare le idee di Piercamillo Davigo in materia, con il magistrato che rimane un papabile ministro alle prossime elezioni per i 5 Stelle.

Telecomunicazioni e Rai

Mercoledì 19 luglio è stata la volta degli argomenti riguardanti il settore della telecomunicazione, in particolare tutti gli aspetti legati alla Rai, ad essere sottoposti al voto degli attivisti.

Nel dettaglio, sono stati cinque i punti sui quali gli utenti certificati della piattaforma Rousseau si sono espressi. Ecco allora quali sono le prerogative in materia telecomunicazione del Movimento 5 Stelle.

  • Indipendenza della Rai dalla politica ispirandosi al modello della BCC, dove a capo c’è una fondazione con le quote dell’azienda che verrebbero cedute a un organismo terzo.
  • Rai finanziata solo tramite canone e dalla vendita dei propri prodotti audiovisivi, con conseguente taglio dei canali che ne rimarrebberoo solo 5 invece che gli attuali 12: due generalisti, uno di news, uno di sport e uno di cultura.
  • Rendere Open Fiber un’azienda totalmente pubblica per garantire così a tutti i cittadini l’accesso alla banda larga.
  • Per favorire il 5G spostamento delle frequenze su trasporto satellitare degli attuali assegnatari del range frequenziale di 700 Mhz.
  • Accesso minimo garantito a internet, facendo in più anche una serie di programmi per aumentare le conoscenze informatiche soprattutto dei giovani.

Il tema dello sviluppo di internet e il futuro della Rai sono quindi al centro del programma del Movimento 5 Stelle in materia di telecomunicazioni. Cinque punti questi che proseguono la strada da tempo battuta dai pentastellati in materia.

Pensioni

In caso di vittoria del Movimento 5 Stelle il punto fermo per il giovane leader è il superamento della riforma Fornero. Non si tratterebbe comunque di un colpo di spugna immediato ma di un progressivo processo di modifica che potrebbe dalla durata di cinque anni.

Per trovare i fondi necessari per abolire la riforma Fornero, ecco che ci sarebbe il taglio delle pensioni d’oro, ovvero tutti quegli assegni previdenziali da almeno 5.000 euro lordi al mese. Una scelta questa che secondo le stime pentastellate produrrebbe un risparmio per le casse di circa 12 miliardi.

Altro punto che è stato annunciato direttamente da Luigi Di Maio è l’estensione a tutti della Quota 41 e della Quota 100. Spazio inoltre al ritorno di Opzione Donna e al miglioramento della staffetta generazionale.

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