Programma PD per le Forze Armate, Renzi: “Grazie a noi più soldi”

Partito Democratico, Matteo Renzi attacca Salvini e il Centrodestra: “È solo colpa vostra se le Forze Armate si trovano nell’attuale situazione”.

Programma PD per le Forze Armate, Renzi: “Grazie a noi più soldi”

Programma PD per le Forze Armate: Matteo Renzi in campagna elettorale si è scagliato contro le vecchie politiche del Centrodestra rivendicando quanto fatto dal suo Governo per sbloccare gli stipendi degli statali.

Matteo Renzi ha approfittato degli studi di Sky Tg24 per rispondere a Matteo Salvini che ha promesso una serie di provvedimenti in favore delle Forze Armate qualora il Centrodestra dovesse andare al Governo. D’altronde in questi anni il leader della Lega Nord ha manifestato tutto il suo appoggio alle Forze dell’Ordine tant’è che nell’agosto del 2016 si presentò ad una protesta indossando una maglietta con le mostrine della Polizia di Stato.

Secondo Renzi infatti nonostante gli “altri” si dicano molto vicini alle Forze Armate il suo Governo è stato “l’unico a fare qualcosa per loro”. E nel programma del Partito Democratico per le elezioni 2018 - che deve essere ancora ufficializzato - ci saranno altri interventi concreti per il comparto Difesa e Sicurezza, sulla scia di quanto fatto in questi ultimi anni.

Cosa ha fatto il Partito Democratico per le Forze Armate?

Parlando ai microfoni di Sky Tg24 l’ex Presidente del Consiglio ha rivendicato quanto di buono in favore delle Forze Armate. Con l’occasione Renzi ha ricordato a Salvini che è colpa dei precedenti governi di Centrodestra se gli stipendi dei dipendenti pubblici sono stati bloccati per 9 anni.

Inutile quindi “indossare magliette della Polizia di Stato” e fare promesse alla Forze Armate (clicca qui per leggere il programma) quando negli anni scorsi il Centrodestra si è dimenticato di loro.

Renzi ha poi parlato degli aumenti di stipendio, confermando il loro arrivo per febbraio 2018. Come ribadito dal leader del Partito democratico, infatti, i soldi per il rinnovo del contratto “ci sono” e i primi aumenti saranno accreditati dal prossimo mese per i dipendenti del comparto centrale della Pubblica Amministrazione, mentre per le Forze Armate bisognerà attendere la firma sull’accordo che tarda ad arrivare.

Renzi comunque è consapevole che agli aumenti seguiranno delle polemiche, tant’è che ha dichiarato: “Dico una provocazione; preferirei quasi che arrivassero dopo (le elezioni del 4 marzo, ndr).

Non bisogna dimenticare poi che è stato il Governo PD ad attuare un riordino delle carriere atteso da oltre 20 anni; una riforma che probabilmente non è esente da difetti, visto che le risorse a disposizione potevano essere distribuite diversamente, ma non si può negare che questo abbia introdotto diversi benefici per le Forze Armate e di Polizia.

Inoltre per due anni è stato Renzi a riconoscere il bonus sicurezza, il contributo di 80 euro per le Forze Armate diventato strutturale in busta paga con il riordino delle carriere.

Insomma, per quanto è vero che il Governo Renzi avrebbe potuto - e dovuto - fare di più, bisogna riconoscergli di aver ereditato una situazione di profonda difficoltà dal precedente Governo di Centrodestra.

Cosa farà quindi il Partito Democratico qualora dovesse vincere le elezioni? Lo sapremo con certezza una volta che il programma del PD (depositato alla fine della scorsa settimana) sarà svelato pubblicamente.

Una cosa è certa Matteo Renzi continuerà sulla strada tracciata dalla precedente amministrazione, riprendendo il discorso del rinnovo del contratto e introducendo delle norme per contrastare il precariato nella Pubblica Amministrazione.

Ma al momento è inutile fare altre supposizioni, riprenderemo questo discorso non appena il programma del Partito Democratico - compresa la parte dedicata al comparto Difesa - sarà ufficializzato.

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