PIL Germania torna a fare peggio dell’Italia? Berlino dimezza le previsioni

Laura Naka Antonelli

22/04/2026

A piangere non è solo l’Italia ma a quanto pare anche la Germania. Shock con le nuove previsioni sul PIL arrivate dalla Bundesbank.

PIL Germania torna a fare peggio dell’Italia? Berlino dimezza le previsioni

Mentre in Italia ’si piange’ e le opposizioni attaccano il governo Meloni, per non essere riuscito a garantire l’uscita dalla procedura per deficit eccessivo lanciata dall’UE e per le previsioni di un PIL ostinatamente da zero virgola, in Germania di certo non si ride.

Oggi, 22 aprile 2026, per l’Italia di Meloni è stata una giornata decisamente no. Non solo l’Eurostat ha confermato quanto annunciato dall’Istat, ovvero che il deficit-PIL italiano è rimasto ostinatamente al di sopra della soglia del 3%, nel 2025, mandando così definitivamente al tappeto le ambizioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

A dipingere un quadro desolante per l’Italia e la sua crescita è stato anche il DFP (Documento di Finanza Pubblica), ex DEF varato da Palazzo Chigi dopo la riunione del Consiglio dei Ministri. Documento che ha dimostrato come il governo italiano sia stato costretto a tagliare le previsioni precedentemente stilate per il PIL dell’Italia.

Non sono mancati altri annunci desolanti relativi al deficit e al debito, così come alla spesa netta, vista in peggioramento.

Ma le cose oggi non sono andate bene neanche alla Germania: quella che secondo le principali istituzioni finanziarie globali dovrebbe fare meglio dell’Italia.

Shock a Berlino, la Bundesbank dimezza previsioni PIL Germania 2026. L’Italia farà meglio?

A Berlino lo shock deve essersi fatto sentire forte, a causa delle nuove stime formulate dalla Banca centrale del Paese, ovvero dalla Bundesbank.

L’istituzione (che ha sede a Francoforte) ha scioccato i tedeschi annunciando di avere dimezzato le stime sul PIL.

Risultato: mettendo a confronto le nuove previsioni del PIL dell’Italia contenute nel DFP ex Def (+0,6% sia nel 2026 che nel 2027), con quelle rese note dalla Bundesbank, emerge che le attese sono di una Italia che farà meglio della Germania (sempre se le previsioni di entrambe le parti si riveleranno fondate).

La Bundesbank vede ora il PIL della Germania crescere nel 2026 di appena lo 0,5%, rispetto al +1% calcolato in precedenza.

Per il 2027, le previsioni continuano a indicare un PIL destinato a marciare in modo più spedito rispetto a quello italiano, ma in misura più contenuta rispetto all’outlook precedente: non più al ritmo dell’1,3%, ma a quello pari a +0,9%.

Segnali di deterioramento dell’economia teutonica, d’altronde, non sono mancati. E il rapporto debito-PIL, va sottolineato, cresce anche qui.

Anche PIL Germania da zero virgola, e l’inflazione assillerà la BCE di Lagarde

Anche la Germania, insomma, sarebbe destinata secondo la Bundesbank a una crescita del PIL da zero virgola.

Non solo. In tempi di guerra in cui l’inflazione ha iniziato già a galoppare un po’ ovunque, il quadro presentato dalla banca centrale tedesca anticipa uno scenario di stagflazione.

L’inflazione tedesca è attesa balzare infatti al ritmo del 2,7% nel 2026 e del 2,8% nel 2027, aumentando il mal di testa con cui la Presidente della BCE Christine Lagarde è già alle prese: ovvero l’incubo dell’inflazione galoppante nell’area euro.

A correre sarà per caso soprattutto l’inflazione tedesca? Sarà soprattutto per il trend di crescita dei prezzi della Germania, per caso, che la Banca centrale europea si ritroverà ad alzare i tassi dell’intera area euro?.

Occhio a tal proposito alla minaccia che Lagarde ha lanciato ai governi europei.

La Bundesbank ha annunciato inoltre di stimare esportazioni piatte, da parte della Germania, nel corso del 2026, e in ripresa dell’1,3% nel 2027.

Ancora una volta”, si legge nell’outlook, “la ripresa (dell’economia) sarà frenata dagli shock esterni ”, in questo caso dal conflitto in Medio Oriente.

È probabile che gli effetti negativi della guerra in Medio Oriente si facciano sentire in modo significativo solo più tardi nel tempo”, ha avvertito la Bundesbank, aggiungendo che le informazioni lasciano pensare che nel secondo trimestre del 2026, il PIL della Germania riporterà “ un’altra espansione modesta, nel migliore dei casi ”.

Ma il bazooka fiscale del governo Merz? La Bundesbank ha una risposta anche a questa domanda. La politica fiscale fornirà “impulsi positivi crescenti”. Peccato che la guerra peserà “in modo più ampio e significativo”.

Insomma, le cose non vanno affatto bene e sicuramente non come previsto in precedenza, sia dall’Italia di Meloni che dalla Germania di Merz. E così gli economisti si ritrovano costretti a fare i conti. Per quante altre volte, ancora?

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