Perché Trump è sotto inchiesta per impeachment: cosa rischia il Presidente Usa

Negli Stati Uniti si sta per aprire una nuova indagine per impeachment: cosa rischia Donald Trump, questa volta accusato di aver fatto pressioni al presidente ucraino Volodymyr Zelenskij per fare delle indagini sul figlio di Joe Biden, suo probabile sfidante democratico alle elezioni del 2020.

Perché Trump è sotto inchiesta per impeachment: cosa rischia il Presidente Usa

Donald Trump è di nuovo a rischio impeachment. Dopo essere riuscito a tirarsi fuori non senza macchia dal pantano del Russiagate, per il tycoon i problemi arrivano sempre dall’Est Europa e questa volta precisamente dall’Ucraina.

Come annunciato dalla speaker della Camera Nancy Pelosi, è stata resa pubblica la trascrizione della telefonata tra il Presidente Usa e quello ucraino Volodymyr Zelensky, colloquio dove l’inquilino della Casa Bianca ha chiesto al collega di Kiev di aprire un’indagine per corruzione nei confronti del figlio di Joe Biden, suo probabile sfidante alle elezioni del 2020.

Trascrizione completa colloquio Trump-Zelensky

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Le azioni del presidente hanno violato la Costituzione - ha affermato la Pelosi mentre si trovava al Palazzo di Vetro dell’Onu per la conferenza sul clima - Nessuno è al di sopra della legge”.

Per il magnate così si aprono le porte di una indagine per impeachment se dovesse arrivare il via libera da parte della Camera, con Donald Trump che rischia così di finire sotto un processo che potrebbe portare alla sua destituzione con tanto di interdizione dai pubblici uffici.

Perché Trump è sotto indagine per impeachment

A fare da sfondo a questa vicenda ci sono le elezioni negli Stati Uniti che si terranno a novembre 2020. Con Donald Trump in corsa per una riconferma alla Casa Bianca, il suo sfidante sarà scelto tramite le consuete primarie nel Partito Democratico.

Tra oltre venti aspiranti candidati dem il favorito per l’investitura secondo i sondaggi è Joe Biden, senatore di lungo corso è già per due volte vice presidente durante le amministrazioni targate Barack Obama.

Lo scorso 25 luglio c’è stata quindi una telefonata tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, attore comico e protagonista di una popolare serie televisiva che dallo scorso aprile è il nuovo presidente dell’Ucraina dopo aver vinto con ampio margine le elezioni presidenziali.

Durante questa chiacchierata tra leader, il tycoon ha chiesto a Zelensky di avviare una indagine su Hunter Biden, figlio di Joe che in Ucraina è stato in passato membro del board di una società operante nel settore del gas che è stata coinvolta in casi di corruzione.

Se per Trump questa richiesta è stata dettata dal “migliorare rapidamente l’immagine dell’Ucraina”, per il Partito Democratico si è trattato di un chiaro tentativo di interferire verso un Paese straniero per indebolire un suo potenziale sfidante alle elezioni.

I dem quindi hanno chiesto e ottenuto che venisse resa pubblica la trascrizione della telefonata tra Trump e Zelensky, con la speaker della Camera Nancy Pelosi che ha accolto questa richiesta annunciando l’apertura di una indagine per impeachment nei confronti del Presidente.

Cosa rischia Trump

Sarà un aiuto per la campagna elettorale. Un giorno di successi all’Onu è stato rovinato dalla spazzatua dei dem. È una caccia alle streghe”. Così Donald Trump ha commentato l’annuncio di Nancy Pelosi, ma per il magnate dopo il caso Russiagate si stanno aprendo le porte di una nuova indagine per impeachment.

Il Presidente adesso rischia la messa in stato di accusa, procedimento che negli Stati Uniti equivale a un rinvio a giudizio di un pubblico ufficiale nel caso in cui si possa ritenere che abbia commesso comportamenti illeciti nell’adempimento ed esercizio delle proprie funzioni.

Se ritenuto colpevole, chi è sotto inchiesta per impeachment rischia la rimozione dal proprio incarico e l’interdizione dai pubblici uffici, oltre alla probabilità di finire sotto procedimento anche da parte della giustizia ordinaria.

In tutta la storia degli Stati Uniti, finora solo due presidenti sono stati salvati una volta finiti sotto la procedura di impeachment dal Senato: Andrew Johnson nel 1868 e Bill Clinton nel 1998, quest’ultimo a seguito della nota vicenda a sfondo sessuale che per mesi ha riempito i giornali non solo di politica ma anche di gossip di tutto il mondo.

Tutti gli altri Presidenti invece si sono sempre dimessi prima, come fece per esempio Richard Nixon quando fu coinvolto nel famigerato caso Watergate nel 1974.

Per avviare in maniera formale il procedimento per impeachment nei confronti di Trump, servirà l’approvazione della Camera dove al momento il Partito Democratico non avrebbe i numeri: autentico ago della bilancia saranno però i tanti deputati ancora indecisi, molti dei quali alla fine potrebbero votare a favore dell’apertura ufficiale dell’inchiesta.

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