Pensioni, cambiano le regole per calcolo e collocamento in quiescenza. Ecco il calendario delle novità e le ripercussioni future.
Nei prossimi mesi le regole per andare in pensione, come pure per il calcolo dell’assegno, cambieranno profondamente. L’arco temporale da prendere in considerazione sono i prossimi 36 mesi, quando l’età pensionabile subirà un netto aumento, mentre le regole per il calcolo dell’assegno diventeranno più severe.
Nel frattempo ci sono anche buone notizie, ma va detto che le novità positive in legge di Bilancio 2026 sono comunque meno rispetto a quelle negative.
Perché bisogna prendere atto del fatto che si lavorerà per più tempo e che i contributi versati garantiranno un assegno sempre più basso. Nel frattempo entrano in vigore gli aumenti, come previsti dalla Manovra, che garantiscono assegni leggermente più pesanti per quanto non a tal punto da incidere in maniera significativa.
Ma vediamo quali sono questi cambiamenti e il calendario degli stessi, così da offrire una panoramica chiara su come cambiano le pensioni nei prossimi mesi e anni.
Nuove regole per andare in pensione nel 2026
Dimentica la possibilità di andare in pensione prima: nel 2026 due delle misure di flessibilità che in questi anni hanno rappresentato un’alternativa alla legge Fornero non potranno più essere utilizzate. Si tratta di Opzione Donna - 61 anni di età e 35 anni di contributi, ma solo per determinati profili - e di Quota 103 - 41 anni di contributi e 62 anni di età - opzioni che il governo ha scelto di non confermare per il 2026 limitando di fatto l’Ape Sociale a unica alternativa della legge Fornero.
Per il resto le regole per andare in pensione non subiscono cambiamenti: il passaggio più importante, infatti, lo si avrà tra il 2027 e il 2028.
Nuove regole per andare in pensione nel 2027
Tra poco più di 12 mesi tutte le opzioni di pensionamento subiranno un cambiamento. Questo perché scatta l’adeguamento con le speranze di vita che per il momento sarà di 1 solo mese su 3 complessivi.
Questo significa che nel 2027 si andrà in pensione a 67 anni e 1 mese, mentre la pensione anticipata si raggiunge con 42 anni e 11 mesi, un anno in meno per le donne.
Ma l’incremento riguarderà tutte le altre opzioni: ad esempio quelle contributive, per le quali si passerà a 71 anni e 1 mese per quella di vecchiaia e a 64 anni e 1 mese per quella anticipata. E anche per Quota 41 riservata ai precoci, invece, il requisito contributivo salirà di 1 mese.
Gli unici a non subire l’incremento di 1 mese prima e di 2 mesi poi sono i lavoratori gravosi e usuranti, a patto però che abbiano maturato almeno 30 anni di contributi. Ma attenzione, perché per questi nel frattempo viene meno lo sconto di 5 mesi che fino al 2026 consentirà di andare in pensione a 66 anni e 7 mesi di età: dal 2027, per loro, il minimo salirà a 67 anni.
Nel frattempo, per i requisiti per la pensione delle Forze Armate e di Polizia si aggiunge un ulteriore incremento di 3 mesi, a cui si aggiunge l’altro mese.
Nuove regole per andare in pensione nel 2028
Nel 2028 poi ci sarà l’ulteriore balzello, completando così l’adeguamento di 3 mesi dovuto al rispettivo incremento delle speranze di vita.
Quindi lapensione di vecchiaia richiederà 67 anni e 3 mesi, l’anticipata salirà oltre i 43 anni (e 1 mese) e così via.
Nuove regole per il calcolo della pensione nel 2026
Nel frattempo cambiano anche le regole per il calcolo della pensione. E nel 2026 ci sono buone notizie. Perché intanto viene tagliata l’Irpef del secondo scaglione - quello che tassa la parte di pensione compresa tra 28.000 e 50.000 euro - garantendo un risparmio annuo fino a un massimo di 440 euro l’anno.
C’è poi la rivalutazione degli importi che già da gennaio 2026 cambia il valore lordo dell’assegno incrementandolo dell’1,4%, aumento che sopra le 4 volte il valore del trattamento minimo si riduce progressivamente.
Un aumento che si applicherà anche su Assegno sociale, pensioni di invalidità e pensione minima, per le quali c’è anche un’ulteriore buona notizia: da gennaio il valore dell’incremento al milione, la maggiorazione sociale riconosciuta al raggiungimento dei limiti di età previsti (18 anni per gli invalidi al 100%, 70 per Assegno sociale e pensione ma per quest’ultima con la possibilità di ridurlo fino a 65 anni) aumenta di 20 euro per effetto di quanto stabilito dalla legge di Bilancio. Di fatto, grazie all’incremento al milione l’importo percepito salirà fino a 770 euro circa.
Infine, c’è la rivalutazione straordinaria che nel 2026 passa dal 2,2% all’1,3%. Un brusco calo, ed è solo per merito della rivalutazione ordinaria dell’1,4% che la pensione minima il prossimo anno sarà comunque più alta rispetto a quella di quest’anno. Passando all’1,3%, infatti, la rivalutazione straordinaria garantirà un aumento di appena 100 euro l’anno, meno di 10 euro al mese.
Nuove regole per il calcolo della pensione nel 2027
Attenzione però perché nel 2027 cambiano anche le regole per il calcolo della pensione. Sempre per effetto dell’incremento delle speranze di vita, verranno aggiornati i cosiddetti coefficienti di trasformazione, ossia quel valore percentuale che viene applicato al montante contributivo accumulato nel momento del collocamento in quiescenza, rendendolo più severo.
Questo significa che a parità di contributi versati, chi andrà in pensione nel 2027 sarà svantaggiato rispetto a chi lo ha fatto nel 2026.
© RIPRODUZIONE RISERVATA