Orari visite fiscali, Inps più severa ma la probabilità di ricevere il controllo del medico sono ancora molto basse.
Nuove regole per gli orari delle visite fiscali? No, semplicemente controlli più frequenti.
A confermarlo è stato proprio l’Inps, l’ente preposto alla gestione delle visite fiscali per i lavoratori del settore pubblico e privato. Negli ultimi giorni, infatti, ha pubblicato la versione aggiornata dell’Osservatorio statistico sul Polo unico, da cui emerge quanti sono i controlli effettuati nei confronti dei lavoratori assenti per malattia.
C’è chi parla di “stretta” e di “controlli al tappeto”, ma in realtà le probabilità che durante la malattia possa presentarsi il medico fiscale restano ancora molto basse. Basta confrontare il numero delle visite fiscali con quello dei certificati di malattia inviati per rendersi conto che un aumento dei controlli c’è stato, ma è ancora limitato e non tale da far pensare a una copertura completa.
D’altronde, l’obiettivo del Polo Unico non è mai stato soltanto quello di aumentare il numero delle visite fiscali effettuate - pur rappresentando anche questo un traguardo - quanto piuttosto quello di rendere i controlli più mirati, concentrandoli sui casi in cui si sospettano comportamenti irregolari.
Vediamo quindi nel dettaglio perché si parla di regole più severe da parte dell’Inps in materia di visite fiscali, quali sono i numeri aggiornati e, soprattutto, quali sono le reali probabilità che, durante un’assenza per malattia, il medico Inps possa bussare alla porta.
Visite fiscali, più controlli da parte dell’Inps
Nel corso del 2025 si registra un aumento, seppur contenuto, delle visite fiscali disposte dall’Inps nei confronti dei lavoratori assenti per malattia. I dati dell’Osservatorio statistico sul Polo unico evidenziano come nel quarto trimestre dell’anno le verifiche domiciliari abbiano superato quota 200 mila, in crescita rispetto alle circa 197 mila effettuate nello stesso periodo del 2024.
L’incremento dei controlli negli orari delle visite fiscali, però, non è uniforme tra i diversi comparti.
Nel settore pubblico le visite fiscali sono passate da poco più di 83 mila a oltre 91 mila, segnando un aumento significativo. Diverso l’andamento nel settore privato, dove si osserva una lieve diminuzione, con verifiche scese da circa 114 mila a poco più di 108 mila. Nel complesso, dunque, la crescita delle ispezioni è stata trainata soprattutto dall’intensificazione dei controlli nei confronti dei dipendenti pubblici.
Analizzando gli esiti delle verifiche emerge che, nella maggior parte dei casi, la visita fiscale si conclude con la conferma della prognosi indicata nel certificato medico, non rilevando quindi chissà quanti “furbetti” tra i lavoratori. Nel quarto trimestre 2025 si registrano infatti oltre 164 mila conferme, a fronte di poco meno di 2 mila riduzioni della prognosi. Non mancano però i casi di irreperibilità, con conseguenti sanzioni: le assenze non giustificate o i lavoratori risultati sconosciuti all’indirizzo comunicato superano le 21 mila unità, mentre oltre 11 mila sono state le assenze considerate giustificate.
Visite fiscali, quanto sono probabili?
Al di là dell’aumento dei controlli, resta una domanda centrale per i lavoratori: quanto è davvero probabile ricevere una visita fiscale durante la malattia?
Per capirlo basta confrontare il numero delle verifiche domiciliari con quello dei certificati medici trasmessi all’Inps. Nel quarto trimestre del 2025, infatti, i certificati hanno superato quota 8,8 milioni, mentre le visite fiscali si sono fermate a poco più di 200 mila. Significa che l’Inps ha controllato circa il 2,3% dei casi, ovvero poco più di 23 certificati ogni mille. Una percentuale che conferma come, nonostante la maggiore attività di vigilanza, non si possa parlare di controlli generalizzati.
Il quadro cambia però se si distingue tra settore pubblico e privato. Tra i dipendenti pubblici, a fronte di circa 2,1 milioni di certificati, le visite fiscali sono state oltre 91 mila, con una probabilità di controllo che sale a circa il 4,4% (44 controlli ogni mille certificati). Molto più bassa, invece, l’incidenza nel settore privato, dove su oltre 6,7 milioni di certificati le verifiche sono state circa 108 mila. In questo caso la probabilità di ricevere la visita fiscale scende all’1,6%, pari a 16 controlli ogni mille certificati.
Nel complesso, quindi, i dati mostrano che l’Inps sta intensificando i controlli, ma la possibilità reale di ricevere una visita fiscale resta ancora piuttosto contenuta, soprattutto per i lavoratori del comparto privato. L’obiettivo dell’Istituto, più che aumentare in modo indiscriminato le verifiche, continua a essere quello di rendere i controlli sempre più mirati, concentrandoli sui casi considerati più a rischio di irregolarità.
© RIPRODUZIONE RISERVATA