MPS, ecco gli utili con effetto Mediobanca. Incognita dividendi, Lovaglio predica pazienza. Sell sulle azioni

Laura Naka Antonelli

10/02/2026

Dopo la pubblicazione dei conti di Mediobanca, tocca oggi a MPS alzare il velo sui conti. Utile netto del Monte del 2025 inclusivo dei risultati Mediobanca supera i 3 mld.

MPS, ecco gli utili con effetto Mediobanca. Incognita dividendi, Lovaglio predica pazienza. Sell sulle azioni

Il giorno dei conti di MPS è arrivato.

Oggi, martedì 10 febbraio 2026, all’indomani della pubblicazione da parte di Mediobanca dei propri risultati di bilancio, Monte dei Paschi di Siena ha alzato il velo sugli utili incassati nel quarto trimestre del 2025 che, per la prima volta, includono in toto gli effetti di Piazzetta Cuccia, preda conquistata con una OPS - diventata poi OPAS - che ha tanto scioccato Piazza Affari, quando è stata annunciata agli inizi dello scorso anno.

L’offerta è finita anche nel mirino della Procura di Milano, con una indagine lanciata sul CEO della banca senese Luigi Lovaglio, su Francesco Milleri (presidente di Delfin) e su Francesco Gaetano Caltagirone, sulla scia del dubbio che la scalata di Mediobanca sia stata strumentale a puntare su quella che è stata sospettata subito di essere la vera preda dell’OPS. Non tanto Mediobanca, quanto Generali Assicurazioni, di cui Mediobanca è principale azionista con una quota del 13% circa.

Nella giornata di ieri, è arrivata anche la notizia di un’altra indagine che la Procura dei Milano ha avviato su Stefano Di Stefano, alto funzionario del MEF che siede nel CDA di MPS, sulla scia del sospetto di insider trading.

Le azioni MPS oggi hanno prezzato l’assenza di novità rilevanti, riguardanti in particolare il futuro di Mediobanca e la traiettoria dei dividendi.

Il CEO Luigi Lovaglio ha invitato infatti il mercato a pazientare ancora, spiegando che le risposte a tutti gli interrogativi arriveranno il prossimo 27 febbraio, quando il Monte annuncerà finalmente il piano di aggregazione con Piazzetta Cuccia. E così, a fronte di utili che non hanno sorpreso in modo particolare Piazza Affari, le azioni MPS si sono confermate le peggiori del Ftse Mib di Piazza Affari, chiudendo in calo di oltre il 3%, sotto la soglia psicologica di 9 euro.

MPS, con effetto Mediobanca nel IV trimestre utile 2025 a 3,036 miliardi

Tornando ai conti, MPS ha annunciato di avere concluso il 2025 con un utile netto complessivo pari a 2,750 miliardi, in crescita su base annua del 17,7%, al netto degli effetti positivi delle imposte in entrambi i periodi.

Al lordo degli effetti economici dell’allocazione del prezzo di acquisto, MPS ha riportato nel 2025 un utile pari a 3,036 miliardi, che include i risultati del quarto trimestre di Mediobanca e gli effetti positivi delle imposte.

Nel quarto trimestre l’utile netto del Monte è stato pari a 1,384 miliardi.

Le azioni MPS hanno reagito subito male alla pubblicazione dei conti, perdendo fino a oltre il 3% e scivolando così sul fondo del listino Ftse Mib. I titoli Mediobanca si sono confermati invece tra i migliori dell’indice azionario benchmark della borsa di Milano.

Qualcosa, in relazione al piano industriale che Monte dei Paschi di Siena presenterà il prossimo 27 febbraio, è emerso, sebbene Lovaglio non si sia sbilanciato affatto.

Nel comunicato di MPS si legge che Mediobanca sarà “ una legal entity focalizzata sulle attività di corporate & investment banking e private banking di alta fascia ”.

Il destino di Mediobanca sarà chiarito tuttavia, come ha detto il CEO di MPS Luigi Lovaglio nella conference call con gli analisti, soltanto il prossimo 27 febbraio 2026, quando la banca senese presenterà finalmente il piano industriale che include le conseguenze dell’integrazione del Monte con Piazzetta Cuccia.

Quel giorno sarà una data cruciale anche per capire in che modo Rocca Salimbeni premierà i suoi azionisti con l’erogazione dei dividendi.

Lovaglio si è limitato a dire oggi che il target delle sinergie da 700 milioni di euro che verranno generate dall’integrazione con MB potrà essere rivisto anche al rialzo, non escludendo dunque altre sorprese. Per ora, tuttavia, del futuro di Mediobanca e dei dividendi non si sa ancora nulla.

Negli ultimi giorni le azioni di MPS e di Mediobanca hanno continuato a essere attenzionate dal mercato proprio a causa delle incognite che riguardano il futuro di Piazzetta Cuccia.

Si è parlato nello specifico delle due opzioni che MPS starebbe contemplando: da un lato la possibilità che la banca d’affari rimanga quotata in Borsa; dall’altro, secondo i desiderata di Lovaglio, l’opzione di una fusione tra le due banche, che vedrebbe MPS lanciare una OPA residuale su MB che tuttavia, secondo qualcuno, potrebbe essere troppo costosa.

I conti di MPS e di Mediobanca chiudono la stagione delle trimestrali delle principali banche italiane quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari, seguendo gli utili già diffusi da Intesa SanPaolo, BPER, Banco BPM, e da UniCredit.

Occhio alle previsioni che erano state stilate dagli analisti per le principali voci di bilancio di MPS e, anche, per il trend delle azioni.

In evidenza lo scenario migliore e quello peggiore per i titoli del Monte dei Paschi di Siena.

MPS annuncia conti 2025 e IV trimestre con effetto Mediobanca. La diretta di Money.it

MPS, azioni chiudono ai minimi della seduta (-3,45%). Male anche Mediobanca, titoli azzerano i rialzi

Le azioni MPS hanno chiuso la giornata di contrattazioni del Ftse Mib di Piazza Affari come avevano iniziato, ovvero sul fondo del listino. I titoli hanno perso il 3,45%, a quota 8,783 euro, scontando il peggioramento dell’indice azionario, che ha azzerato i timidi rialzi riportati durante la sessione, chiudendo in calo dello 0,04%, a quota 46.802,99 punti. Occhio al trend della sessione odierna della borsa di Milano.

Male anche i titoli Mediobanca, che hanno azzerato i guadagni riportati durante la mattinata, quando erano saliti fino al 2% circa, chiudendo la giornata di contrattazioni in calo dello 0,39%, a quota 18,95 euro.

Azioni MPS sui minimi intraday con calo di oltre -3%. Mediobanca, guadagni quasi tutti azzerati

Quando manca meno di un’ora alla fine della giornata di contrattazioni a Piazza Affari, le azioni MPS viaggiano sui minimi intraday, a fronte di un indice Ftse Mib che azzera i guadagni.

I titoli del Monte perdono il 3,11%, scivolando a quota 8,814 euro. Peggiora in modo significativo anche la performance dei titoli Mediobanca che, dopo essere saliti del 2% circa, riportano un rialzo pari ad appena +0,29%, a quota 19,08 euro.

La nota di Equita sui conti di MPS. Il rating e il target price per le azioni

Nel commentare i conti che sono stati annunciati oggi da MPS-Monte dei Paschi di Siena, Equita ha confermato la visione neutrale sulle azioni della banca senese e un target pari a € 10,50 rispetto ai € 9,1 a cui il titolo ha terminato la sessione di ieri, lunedì 9 febbraio 2026.

La SIM ha scritto nella nota diramata oggi che i risultati di MPS – i primi con il consolidamento integrale di MB si sono confermati “leggermente migliori delle attese a livello di utile pre-tasse principalmente per maggiori ricavi e minori LLPs ”.

Equita ha riassunto le principali voci di bilancio relative al quarto trimestre del 2025, ricordando che “la combined entity ha riportato un utile netto di pertinenza della capogruppo di €1,349 miliardi, rispetto agli €1,417 miliardi attesi, di cui 1,383 miliardi relativi a MPS e €-34 milioni riferiti a MB (impattato dagli effetti economici della PPA)”.

La SIM ha contestualmente avvertito che “la lettura dell’utile è relativamente poco significativa a causa degli elementi one-off connessi con l’integrazione e la first time consolidation”.

Considerando soltanto MPS, al netto dunque dei contributi di Mediobanca, Equita ha rimarcato i seguenti numeri:

  • NII (margine netto di interesse): €544 milioni (piatto su base trimestrale, -7% su base annua), al di sotto dei €549 milioni attesi.
  • Commissioni: €401 milioni (+5% su base trimestrale, +7% su base annua), meglio dei €393 milioni stimati.
  • Ricavi totali: €1,020 miliardi (+2% su base trimestrale e anche annua), meglio dei €998 milioni attesi.
  • Utile operativo: €546 milioni (+5% su base annua), meglio dei €527 milioni previsti.
  • LLPs (accantonamenti per far fronte a perdite su crediti come NPL, crediti deteriorati): €-75 milioni, meglio dei €-92 milioni stimati
  • Pre tax profit adj: €413 milioni, meglio dei €393 milioni previsti.

In evidenza la solidità del capitale di MPS, con il parametro CET1 che “ si è attestato al 16,2%, in linea con la nostra attesa di 16,2%”, così come in linea con le previsioni di Equita si sono confermati i dividendi, nello specifico il dividendo per azione DPS di €0,86 (yield 9%).

Azioni MPS sul fondo del Ftse Mib (-2,8%), Mediobanca tra i titoli migliori del Ftse Mib

Le azioni MPS hanno ridotto le perdite per poi tornare ad accelerare al ribasso. Il titolo rimane il peggiore del Ftse Mib di Piazza Affari con una perdita del 2,8% circa che lo porta a scendere a quota 8,841 euro.

Bene invece le azioni Mediobanca, che avanzano fino al +3% circa, per poi segnare un incremento di poco superiore a +2%, salendo a quota 19,435 euro.

L’indice Ftse Mib continua a mostrare un trend altalenante, tentando il recupero e tornando poi in territorio negativo, in una sessione che si conferma prudente per l’azionario europeo.

MPS, Lovaglio spiega l’importanza del piano in arrivo. Nessun timore per uscita bankers da Mediobanca

Il CEO di MPS ha rimarcato che il prossimo “27 febbraio sarà un appuntamento importante”, nel corso del quale “avremo modo di rispondere a tutte le vostre domande”, con la presentazione del nuovo piano. Un piano che, ha rimarcato l’amministratore delegato, “risponderà a tutte le vostre domande e sarà in linea coi nostri obiettivi e target ”, oltre a presentarsi alla stregua di “uno dei progetti tra i più interessanti del settore bancario e una opportunità per remunerare i nostri stakeholder ”.

Lovaglio non è preoccupato per il deflusso dei bankers da Mediobanca. L’AD ha infatti sottolineato che sono stati già avviati interventi al fine di “ trattenere i miglior talenti , che sono fondamentali per la nostra attività”, e all’orizzonte ci sono “ulteriori iniziative per trattenerli”.

Per il CEO di MPS, la situazione al momento “ è perfettamente sotto controllo ”. Il manager ha parlato inoltre di una piena integrazione con Mediobanca prevista entro la fine del 2026.

Lovaglio, “è la prima volta che siamo qui con MPS+Mediobanca. Pietra miliare”. Sinergie? Anche più di 700 milioni

L’AD di MPS Luigi Lovaglio non nasconde il proprio orgoglio per il nuovo Monte dei Paschi di Siena, forte del contributo di Mediobanca e delle conseguenti sinergie che la combinazione degli asset delle due banche potrà garantire.

Nel corso della conference call con gli analisti indetta per commentare i conti annunciati oggi, il banchiere ha tenuto a rimarcare che “ è la prima volta che siamo qui come Montepaschi più Mediobanca, con risultati consolidati che parlano in modo chiaro e con orgoglio di ciò che stiamo realizzando insieme”.

Lovaglio ha fatto riferimento alla presenza di “ prove tangibili, quindi non previsioni , non aspettative, che la combinazione MPS-Mediobanca è fondata su un forte razionale industriale, sulla coerenza strategica e sulla forza di creare valore duraturo per i nostri clienti, le nostre persone, i nostri azionisti e per l’economia italiana nel suo complesso”.

I numeri di MPS, che a partire dal quarto trimestre del 2025 includono l’apporto di Mediobanca, per Lovaglio lanciano un chiaro messaggio. Al punto che il CEO sottolinea che, più di una presentazione dei risultati trimestrali, quella annunciata oggi da MPS “è una pietra miliare nella nostra storia ”. E il meglio a suo avviso deve ancora arrivare, visto che MPS è solo all’inizio di ciò che può diventare.

Si tratta di “ un punto di svolta decisivo che definisce la direzione del nostro gruppo per gli anni a venire”.

Per quanto riguarda il target delle sinergie di 700 milioni di euro, messe nel mirino con il lancio dell’OPS - poi OPAS - su Piazzetta Cuccia, Lovaglio ha affermato che “è l’analisi bottom-up” a confermare queste previsioni, così come anche “un potenziale di ulteriore miglioramento ”.

Ma si saprà questo e molto di più in occasione del prossimo 27 febbraio, quando si terrà il Capital Market Day, con cui MPS presenterà finalmente il proprio piano industriale.

Parla Lovaglio, rimangono rebus Mediobanca e dividendi

Nel commentare i risultati di bilancio che sono stati annunciati da MPS, il CEO della banca senese Luigi Lovaglio ha ammesso che il Monte non ha ancora preso decisioni definitive sul destino di Mediobanca, chiedendo al mercato e agli analisti di avere pazienza: “Il CDA non ha ancora preso tutte le decisioni definitive e quindi vi chiedo di avere pazienza e attendere la presentazione del piano il 27 febbraio”.

Lovaglio ha risposto così a chi gli ha chiesto se MPS conquisterà il 100% di Mediobanca (lanciando così una OPA residuale), sulla scia di rumor secondo i quali la banca senese punterebbe al delisting di MB.

Rebus anche per quanto riguarda i dividendi futuri, con Lovaglio che ha detto che il Monte “darà tutte le informazioni tra 15 giorni”, in occasione della presentazione del piano.

Azioni MPS subito giù a Piazza Affari, bene titoli Mediobanca

Le azioni MPS cadono subito sul fondo del listino Ftse Mib di Piazza Affari, soffrendo un calo superiore al 3% dopo la pubblicazione dei conti relativi al 2025 e al quarto trimestre del 2025. Le azioni Mediobanca segnano invece un rialzo di quasi il 2%.

Focus su quanto emerge in relazione al piano industriale che Monte dei Paschi di Siena presenterà il prossimo 27 febbraio. Le anticipazioni rese note nel comunicato indicano che Mediobanca sarà “ una legal entity focalizzata sulle attività di corporate & investment banking e private banking di alta fascia ”.

MPS ha aggiunto che “le linee guida della riorganizzazione societaria verranno finalizzate nelle prossime settimane, con l’obiettivo di arrivare all’approvazione definitiva del Piano di Integrazione entro il 26 febbraio, in conformità alle prescrizioni regolamentari connesse all’autorizzazione della Banca Centrale Europea nell’ambito dell’OPAS”.

Ancora, il Monte “ha condiviso con Mediobanca le tempistiche e le iniziative preparatorie necessarie alla definizione del suddetto Piano, nel rispetto della disciplina sulle operazioni con parti correlate e degli obblighi di legge”, si legge nel comunicato della banca senese.

MPS presenterà nuovo piano combination con Mediobanca il prossimo 27 febbraio

MPS ha annunciato contestualmente alla pubblicazione dei risultati di bilancio che presenterà il piano industriale della business combination con Mediobanca il prossimo 27 febbraio, aggiungendo di focalizzarsi sulla creazione di valore per tutti gli stakeholder.

MPS ha annunciato anche di avere concluso il 2025 con un CET 1 ratio fully loaded al 16,2%, con un ampio buffer di capitale rispetto ai requisiti regolamentari (circa 720 punti base). La raccolta totale è ammontata inoltre a 361 miliardi, con impieghi per 143 miliardi.

Dividendi MPS superiori a 2,6 miliardi, dividend yield al 10% tra i più alti del settore

I dividendi di MPS sono stati superiori a 2,6 miliardi di euro, con il DPS (dividendo per azione pari a 0,86 euro per azione), corrispondenti a un dividend yield del 10%, tra i più elevati del settore, come ha fatto notare la banca senese.

Oneri operativi MPS in crescita nel 2025 a 2,304 miliardi soprattutto per effetti rinnovo CCNL dei bancari

Al 31 dicembre 2025 gli oneri operativi di MPS sono risultati pari a 2.304 milioni di euro; al netto della componente riferita al Gruppo Mediobanca l’aggregato è ammontato a 1.885 milioni di euro, in crescita rispetto al 31 dicembre 2024 (+0,8%, pari a 15,8 milioni di euro), principalmente per gli effetti del rinnovo del CCNL dei bancari sulle spese del personale, parzialmente compensati dall’efficiente gestione delle altre spese amministrative. Il contributo del quarto trimestre 2025, a perimetro omogeneo, è pari a 474 milioni di euro, rispetto ai 468 milioni di euro del trimestre precedente.

Commissioni MPS in crescita di oltre +8% nel 2025, +4,9% nel IV trimestre

Le commissioni nette al 31 dicembre 2025 di MPS sono risultate pari a 1.792 milioni di euro. Al netto del contributo riferito al Gruppo Mediobanca (+206 milioni di euro), le commissioni nette di MPS sono ammontate a 1.586 milioni, in crescita rispetto all’anno precedente (+8,2%, pari a +120,7 milioni di euro).

L’andamento è stato positivo sia nell’ambito delle attività di gestione/intermediazione e consulenza (+13,3%, pari a +94,7 milioni di euro) sia nell’attività bancaria commerciale (+3,5%, pari a +26,0 mln di euro).

Nel quarto trimestre del 2025, le commissioni nette sono cresciute del 4,9%, beneficiando anche in questo caso sia dell’attività di gestione/intermediazione e consulenza (+7%, pari a +13,4 milioni di euro) che del comparto dell’attività bancaria commerciale (+2,7%, pari a +5,2 milioni di euro).

Margine di interesse di MPS sconta effetto tagli tassi BCE

Il margine di interesse al 31 dicembre 2025 di MPS è stato pari a 2.654 milioni di euro. Al netto del contributo riferito al Gruppo Mediobanca (+473 milioni di euro), il margine di interesse è ammontato a 2.182 milioni di euro, rispetto ai 2.356 milioni di euro dell’anno precedente.

Questa voce di bilancio, ha spiegato Monte dei Paschi di Siena, ha risentito del calo dei tassi di interesse da parte di BCE, nonostante la crescita dei volumi medi di impiego.

La flessione è stata compensata solo in parte da minori interessi passivi sui titoli in circolazione (per 9,8 mln di euro).

Nel quarto trimestre del 2025, il margine di interesse di MPS è stato pari a 544 milioni di euro al netto dell’apporto del Gruppo Mediobanca, sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente (+0,1%, pari a +0,4 milioni di euro).

Ricavi MPS in crescita a 4,074 miliardi nel 2025, a 1,903 miliardi nel IV trimestre. I ricavi del trimestre al netto di Mediobanca

Al 31 dicembre 2025 MPS ha incassato ricavi per 4.074 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente (+1%).

Nel quarto trimestre 2025 i ricavi sono ammontati a 1.903 milioni di euro.

A perimetro omogeneo i ricavi si sono attestati a 1.020 milioni di euro nel quarto trimestre del 2025, in crescita del 2% rispetto al trimestre precedente.

MPS, utile operativo netto in crescita a 1,86 miliardi nel 2025 grazie a rialzo ricavi. Focus su balzo commissioni

Il risultato operativo netto del 2025 di MPS ha riportato una crescita a 1.860 milioni di euro (+6,4% a/a) grazie alla qualità dei ricavi (+1% a/a), sostenuti dalle commissioni (+8,2% a/a) con forte contributo del wealth management e advisory (+13,3% a/a).

Nel quarto trimestre del 2025, l’utile operativo netto è stato pari a 472 milioni, in crescita di oltre il 15% a/a e in accelerazione su base trimestrale (+4,2% t/t), grazie all’ottima performance delle commissioni (+4,9% t/t) e alla stabilizzazione del margine di interesse.

MPS ha parlato di gestione efficace dei costi operativi (+0,8% a/a), con significativa riduzione dei costi non-HR (-5,7% a/a), presentando un cost/income stabile al 46%.

MPS annuncia utile netto a 2,750 miliardi nel 2025 (+17,7%). Utile netto dei 1,384 miliardi nel IV trimestre

MPS ha annunciato di aver concluso il 2025 con un utile netto pari a 2,750 miliardi, in crescita su base annua del 17,7%, al netto degli effetti positivi delle imposte in entrambi i periodi.

Nel quarto trimestre del 2025, l’utile netto è ammontato a 1,384 miliardi.

Al lordo degli effetti economici dell’allocazione del prezzo di acquisto, MPS ha riportato nel 2025 un utile netto pari a 3,036 miliardi, che include i risultati del quarto trimestre di Mediobanca e gli effetti positivi delle imposte.

I conti di Mediobanca, con l’uscita dei bankers e i deflussi da 1,1 miliardi nel WM

Mediobanca ha già comunicato a Piazza Affari i propri numeri, relativi alla semestrale: l’utile netto consolidato del semestre al 31 dicembre 2025, inclusi i costi one-off, si è attestato a 512,6 milioni, in calo del 22,3% su base annua, rispetto ai 659,7 milioni precedenti mentre, escludendo i costi straordinari, è stato pari a 622,9 milioni, in flessione del 5,6% su base annua.

I costi straordinari sono ammontati a 110,3 milioni e sono collegati alle Offerte Pubbliche di Scambio e all’allineamento ai criteri contabili di MPS.

L’ultimo trimestre del 2025 si è chiuso invece con un utile netto di 221 milioni, dopo oneri non ricorrenti per 80 milioni.

Mediobanca ha precisato che l’andamento operativo ha rispecchiato “il momento di transizione derivante dal cambiamento intervenuto nell’ultimo semestre con l’entrata di Mediobanca a far parte del Gruppo MPS e l’insediamento del nuovo CdA il 28 ottobre 2025” facendo notare che, a “fronte di una vivace attività di finanziamento, sia nel credito al consumo che nei finanziamenti corporate, l’ultimo trimestre, in particolare”, ha scontato “la debolezza dei flussi del WM (Wealth Management) per l’uscita di bankers e l’andamento dell’advisory nel CIB inferiore rispetto ai risultati record registrati lo scorso anno”.

Tanto che “ l’avvio di misure di incentivazione e retention sia nel WM che nel CIB sul finire dell’esercizio, attese proseguire nel 2026, hanno determinato un temporaneo aggravio del cost/income consolidato (46% nel semestre, +3 pp a/a, 47% nel trimestre, +3pp t/t)”.

Mediobanca ha annunciato anche che il proprio CDA ha deliberato di proporre alla prossima assemblea degli azionisti in calendario il prossimo 14 aprile, la distribuzione di un dividendo unitario di 0,63 euro per azione, corrispondente a un payout del 100% e in pagamento ad aprile 2026 (con la data stacco 20/4, il record date 21/4 e la data pagamento 22/4).

Mediobanca ha dunque pagato l’uscita dei bankers, come dimostra il trend della divisione di Wealth Management:

“Il semestre di transizione registra talune uscite di bankers, con deflussi di masse concentrati nella parte finale dell’esercizio, e un rallentamento degli ingressi di nuovi professionisti. I mercati finanziari hanno viceversa supportato le valutazioni degli asset creditizi e azionari. Sul finire del 2025 sono state avviate specifiche misure di retention dei bankers, che proseguiranno nel 2026 unitamente alla ripresa dell’attività di recruitment, con la prospettiva di riportare la divisione sul percorso di crescita coerente con il posizionamento ed il brand di Mediobanca”.

Occhio al nodo della raccolta netta (NNM), pari a 1,4 miliardi nel semestre, in calo rispetto allo scorso anno (4,8 miliardi) per effetto di 1,1 miliardi di deflussi registrati nell’ultimo trimestre a causa delle uscite dei bankers.

Così ha spiegato Mediobanca:

“Il mix di raccolta si concentra nella componente di AUM, con afflussi positivi per 2,6 miliardi nei sei mesi (di cui 1,7 miliardi sulla clientela WM e 0,9 miliardi sulla clientela istituzionale), in parte compensati da deflussi di AUA (1,1 miliardi) e depositi stabili. Solida dinamica nel Premier (1,3 miliardi di raccolta netta, di cui 0,2 nell’ultimo trimestre), in particolare nell’AUM, mentre il Private Banking ha risentito maggiormente dell’incertezza del contesto societario con 0,8 miliardi di deflussi nel semestre (1,4 miliardi nell’ultimo trimestre), in particolare sul mercato domestico; è stata pari a 1,4 miliardi nel semestre, in calo rispetto allo scorso anno (4,8 miliardi) per effetto di 1,1 miliardi di deflussi registrati nell’ultimo trimestre a seguito delle sopracitate uscite di bankers”.

Sotto i riflettori le dichiarazioni del numero uno di Mediobanca, Alessandro Melzi d’Eril, nel commentare i risultati del semestre:

“In un periodo di inevitabile transizione, Mediobanca può far leva su business solidi e professionalità distintive, e prepararsi così a scrivere un nuovo capitolo della sua storia, avendo costruito nei suoi 80 anni di vita un patrimonio di fiducia unico nel panorama finanziario italiano. Investire sulle nostre persone e sul loro talento sarà la priorità di questo percorso, con l’obiettivo di confermarci partner di riferimento per gli imprenditori in tutte le loro esigenze finanziarie, dalla crescita dell’impresa alla gestione del patrimonio. Con questa determinazione e impegno, ci accingiamo ad iniziare l’esercizio 2026 in ripresa su tutto il franchise. Questa relazione semestrale è una relazione transitoria, adottata per allineare il nostro periodo di esercizio al ciclo dell’anno solare”.

Melzi d’Eril ha evidenziato che Mediobanca ha attraversato “ una fase di trasformazione significativa ”, aggiungendo al contempo che “i nostri risultati confermano la resilienza, la solidità e la coerenza strategica di Mediobanca ”.

Il CEO ha rimarcato che “investire nelle nostre persone e nel loro talento rimane una priorità fondamentale”, aggiungendo che “la loro professionalità e dedizione sono essenziali per supportare gli imprenditori e le famiglie in tutte le loro esigenze finanziarie, dalla crescita aziendale alla gestione dei patrimoni ”.

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