Intesa SanPaolo ha appena annunciato gli utili del 2025 e il Piano di Impresa 2026-2029. Massima attenzione alle azioni.
Intesa SanPaolo, la banca italiana capitanata da Carlo Messina, ha annunciato oggi, lunedì 2 febbraio 2026, i propri conti e il nuovo piano di impresa 2026-2029.
Massima attenzione alla reazione delle azioni, quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari.
L’istituto ha reso noto di avere concluso il 2025 con un utile netto pari a 9,3 miliardi, in crescita del 7,6% rispetto al 2024, precisando che i risultati di bilancio “sono pienamente in linea con le indicazioni per l’anno rese note al mercato e superiori agli obiettivi del piano di impresa 2022-2025 ”.
Nel nuovo piano che porta la firma dell’amministratore delegato Carlo Messina, non mancano le sorprese per gli azionisti, non solo con i nuovi target finanziari annunciati, ma anche con la pioggia di remunerazione tra dividendi e buyback attesa fino al 2029. In tutto, 50 miliardi ai soci.
Dopo aver viaggiato inizialmente in territorio negativo, le azioni di Intesa SanPaolo scambiate sull’indice Ftse Mib di Piazza Affari riportano un rialzo dello 0,70%, riagguantando la soglia dei 6 euro. Occhio allo scenario migliore e a quello peggiore per le azioni.
Intesa SanPaolo, 2025 anno migliore di sempre. Utile netto di 9,3 miliardi di euro
Così ha tenuto a precisare Intesa SanPaolo, banca numero uno in Italia, nell’annunciare i conti record relativi al 2025.
“Intesa Sanpaolo è la banca più resiliente in Europa, pienamente in grado di operare con successo in ogni scenario e di realizzare una significativa e sostenibile creazione e distribuzione di valore”.
E’ stata proprio Intesa SanPaolo a dare il via oggi alla stagione delle trimestrali delle banche italiane (vedi il calendario), rendendo noto di aver riportato nel 2025 un utile netto a €9,3 miliardi euro, che le ha consentito di chiudere il miglior anno di sempre, grazie al livello record delle commissioni e dell’attività assicurativa.
Nel solo quarto trimestre del 2025, l’utile netto di Intesa SanPaolo si è attestato a € 1,733 miliardi, in calo rispetto ai 2,372 miliardi del terzo trimestre dello scorso anno.
Intesa ha inoltre annunciato un bilancio che, nell’intero 2025, presenta un rapporto “ Cost/Income ratio ai vertici in Europa, con stock, ratio e flussi di crediti deteriorati ai minimi storici, sofferenze quasi azzerate, una forte crescita della patrimonializzazione e una creazione di valore elevata, in aumento e sostenibile”.
leggi anche
Azioni UniCredit vs Intesa Sanpaolo. Dove il trend resta credibile e dove cresce il rischio timing?
Risultati “eccellenti”, banca zero NPL con sofferenze quasi azzerate. Il punto sul CET1 con effetto tasse Meloni
Nel definire i risultati “ eccellenti ”, l’istituto ha parlato di “una redditività ai vertici di settore”.
Ancora, Intesa si è confermata una banca con zero NPL (crediti deteriorati) e un NPL ratio netto ai minimi storici, con sofferenze quasi azzerate.
La patrimonializzazione è stata definita “estremamente solida”, con CET 1 Ratio al 13,9%, includendo l’impatto negativo di Basilea e del contributo straordinario sulla ’riserva extraprofitti’ e deducendo dal capitale l’acconto dividendi 2025 pagato a novembre 2025 e il saldo dividendi 2025 proposto.
Il CET1 è pari al 13,2% deducendo anche il buyback da avviare a luglio 2026.
Intesa SanPaolo ha così precisato, parlando anche dell’impatto di circa 20 punti base della maggiore tassazione a carico delle banche, decisa dal governo Meloni con la legge di bilancio 2026.
“Common Equity Tier 1 ratio pro-forma stimato pari al 14,9% se si esclude l’impatto del buyback da avviare a luglio 2026 e al 14,1% se lo si include, considerando: (i) l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e (ii) l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, all’acquisizione di UBI Banca, agli accordi sindacali di novembre 2021 e ottobre 2024 integrato a dicembre 2025 e alla riorganizzazione dell’asset management”.
I ricavi di Intesa SanPaolo nel 2025 e IV trim con fattori interessi netti e commissioni. I dividendi
Andando a esaminare le altre principali voci di bilancio di Intesa SanPaolo, nell’intero 2025 i ricavi netti (proventi operativi netti) sono saliti dello 0,6% a €27,270 miliardi, rispetto ai € 27,107 miliardi dell’intero 2024, con “un +6,3% per le commissioni nette, un +4,6% per il risultato dell’attività assicurativa e un forte aumento per il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value a fronte della diminuzione registrata dagli interessi netti, che peraltro si sono dimostrati resilienti collocandosi su livelli superiori a quelli del 2023 nonostante il forte calo dell’Euribor ” (dovuto all’effetto dei tagli dei tassi annunciati dalla BCE nel periodo compreso tra il 6 giugno 2024 e il 5 giugno 2025, lasciati poi fermi, va ricordato, per quattro volte consecutive).
Nel solo quarto trimestre del 2025, i ricavi di Intesa SanPaolo sono aumentati del 2,9%, a € 6,838 miliardi, rispetto ai €6,643 miliardi del terzo trimestre del 2025.
In particolare, negli ultimi tre mesi dello scorso anno, gli interessi netti sono ammontati nel quarto trimestre del 2025 a 3,684 miliardi di euro, in aumento dello 0,1% rispetto ai 3,680 miliardi del terzo trimestre 2025 e in diminuzione del 3,1% rispetto ai 3.801 miliardi del quarto trimestre 2024, mentre le commissioni nette sono state pari a 2,652 miliardi, in crescita dell’ 8,5% rispetto ai 2,444 miliardi del terzo trimestre 2025.
Il risultato dell’attività assicurativa è stato pari a 443 milioni di euro, rispetto ai 450 milioni del terzo trimestre 2025 e ai 424 milioni del quarto trimestre 2024.
Nel 2025, i costi operativi sono scesi dello 0,6%, a €11,5 miliardi, rispetto agli € 11,570 miliardi del 2024, salendo invece nel quarto trimestre del 2025 del 30,6% a a € 3,544 miliardi, rispetto ai € 2,714 miliardi del terzo trimestre del 2025.
Il risultato della gestione operativa è cresciuto dell’1,5% nel 2025 a € 15,770 miliardi, rispetto ai € 15,537 miliardi del 2024, scendendo tuttavia nel quarto trimestre del 2025 del 16,2% a € 3.294 miliardi, rispetto ai € 3.929 miliardi del terzo trimestre del 2025.
La remunerazione ai soci si è mostrata “elevata e sostenibile”, con:
- €6,5 miliardi di dividendi cash, di cui €3,2 miliardi pagati a novembre 2025.
- €2,3 miliardi di Share buyback da lanciare a luglio, in aggiunta ai €2 miliardi di share buyback concluso a ottobre 2025.
- 7,5% Dividend yield.
In evidenza anche la crescita significativa delle attività finanziarie della clientela: €1.500 miliardi (+€75 miliardi vs 2024, di cui +€46 miliardi nel quarto trimestre).
Intesa ha annunciato anche che il CDA ha deciso di proporre all’assemblea degli azionisti dividendi complessivi pari a 6,5 miliardi (3,2 miliardi di acconto dividendi 2025 pagato a novembre e proposta di 3,3 miliardi di saldo dividendi 2025 da pagare a maggio), con buyback pari a 2,3 miliardi da avviare a luglio (autorizzato dalla BCE), parlando di “ significativo ritorno cash per gli azionisti”.
Intesa SanPaolo, il nuovo piano di Carlo Messina al 2029. Pioggia dividendi di 50 miliardi, 75% in cash
Con il nuovo Piano 2026-2029, occhio alla ricca remunerazione che l’istituto di credito ha intenzione di distribuire agli azionisti e target finanziari tutti in rialzo.
L’utile netto è atteso a oltre 11,5 miliardi nel 2029 rispetto ai € 9,3 miliardi nel 2025, il ROE in salita al 22% nel 2029 dal 18% nel 2025 e il ROTE in crescita al 27% nel 2029 rispetto al 22% nel 2025
Dal piano 2026-2029 emerge anche che Intesa SanPaolo stima “ una forte, crescente e sostenibile creazione e distribuzione di valore per gli azionisti, mantenendo un’elevata patrimonializzazione con un obiettivo di Common equity tier 1 ratio superiore al 12,5% in ciascun anno del quadriennio, utile netto in crescita a oltre 11,5 miliardi nel 2029, con ROE al 22% e Rote al 27% nel 2029 ”.
Lato dividendi, in totale la banca stima una distribuzione per il 2025-29 di circa 50 miliardi, con payout ratio al 95% per ciascun anno del 2026-29.
Di questa somma, il 75% prenderà la forma di dividendi cash e il 20% sarà distribuito agli azionisti attraverso operazioni di buyback.
Non si escludono sorprese, in quanto Intesa potrebbe erogare ulteriori distribuzioni, valutando la possibilità di fare ulteriormente la gioia degli azionisti di anno in anno, a partire dal 2027.
Sempre il nuovo piano di Carlo Messina prevede in Italia 9.750 uscite del personale e 6.300 assunzioni, indicando una “accelerazione del ricambio generazionale senza impatti sociali” e investimenti di 5,1 miliardi nel periodo 2026-2029, di cui 4,6 miliardi saranno effettuati “per tecnologia e crescita”.
Intesa stima nello specifico “ l’estensione della piattaforma tecnologica digitale cloud-native Isytech, che si prevede porti entro il 2029 a circa il 100% degli applicativi cloud-based dal 64% del 2025, con un risparmio di costi pari a circa 380 milioni a regime”.
Con il nuovo piano, la banca lancia anche una nuova realtà, ovvero Isywealth Europe, avvalendosi del digitale e dei consulenti finanziari, grazie ai punti di forza del gruppo che supportano l’espansione internazionale in Europa.
leggi anche
4,51% di rendimento sull’obbligazione scadenza 2031 di Intesa Sanpaolo e in valuta estera
Il commento di Equita SIM sul nuovo piano di Intesa SanPaolo
In evidenza il commento degli analisti di Equita SIM, che hanno commentato i target finanziari del nuovo piano di Carlo Messina parlando di obiettivi “realistici”.
Nel ribadire la visione positiva sulle azioni e il target price a quota 7,10 euro, la SIM ha commentato che il “piano 2026-29 di Intesa si caratterizza per target complessivamente consistenti con le attese in termini di traiettoria degli utili e migliore in termini di distribuzione”.
Equita ha paragonato ciascun target (relativo al 2029) del piano di Intesa SanPaolo a quanto atteso in precedenza dai suoi stessi analisti e dal consensus.
- NII (margine netto di interessi): €16,3 miliardi (2% 2025-29 CAGR), valore praticamente in linea anche se lievemente inferiore rispetto ai €16,5 miliardi attesi e i €16,4 miliardi previsti dal consensus.
- Ricavi complessivi di €30,7 miliardi (+3% CAGR), rispetto ai €30,8 miliardi previsti e i €30,4 miliardi attesi dal consensus.
- Utile operativo di €19,4 miliardi (+5% CAGR) rispetto ai €19,3 miliardi attesi e ai €18,8 del consensus), con C/I al 37% circa, rispetto al 38% stimato.
- LLPs: €1,2 miliardi (25-30 punti base, senza utilizzo di overlays), in misura inferiore rispetto agli 1,4 miliardi (31bps) stimati.
- Utile netto superiore agli €11,5 miliardi (più del 5% CAGR) rispetto agli €11,6 miliardi attesi da Equita e gli €11,3 miliardi stimati dal consensus), con un ROTE al 2029 atteso al 27% (meglio rispetto al 22% atteso).
Riguardo alla sorpresa dei dividendi, e in generale alla remunerazione promessa agli azionisti nel periodo 2025-29, Equita ha fatto notare come il nuovo piano di Carlo Messina indichi i seguenti valori, a fronte di un target sul CET1 atteso al 13,2% nel 2029:
- Una distribuzione di dividendi di circa €38,5 miliardi (circa il 37% della capitalizzazione di mercato) rispetto ai €34 miliardi attesi.
- Un aumento del payout ratio dall’attuale 70% al 75% (70% incluso nelle nostre stime).
- Buyback complessivi per un valore superiore agli €11,5 miliardi, rispetto ai €10 miliardi circa incorporati nelle stime).
Così la SIM: “Tra le iniziative che riteniamo più interessanti sottolineiamo il lancio di Isywealth, volto a supportare lo sviluppo in Europa del Wealth-Management”.
Equita ha rimarcato che, a suo avviso, il nuovo piano di Intesa SanPaolo sia “basato su assunzioni ragionevoli, con Euribor 1M visto a 1.95%, più prudente di quanto scontato attualmente dalla curva forward”.
Si tratta anche, secondo i suoi esperti, di un piano solido, che presenta “ target realistici che consideriamo alla portata della società ”. Nel frattempo, ha fatto notare, le azioni ISP trattano con P/E stimati per il 2026 e per il 2027 pari rispettivamente a 10,5 e 9,7 volte.
© RIPRODUZIONE RISERVATA