MPS, troppo alto il costo OPA per conquistare tutta Mediobanca? Arriva intanto il nuovo blitz di Caltagirone

Laura Naka Antonelli

05/02/2026

Fonti contattate dall’agenzia di stampa AdnKronos hanno parlato di una cifra monstre per l’OPA residuale che MPS potrebbe lanciare su Mediobanca.

MPS, troppo alto il costo OPA per conquistare tutta Mediobanca? Arriva intanto il nuovo blitz di Caltagirone

Il lancio di un’OPA residuale da parte di MPS per conquistare tutta Mediobanca (di cui detiene al momento una quota superiore all’86%, sulla scia del successo della sua OPAS) rischia di diventare troppo costoso per la banca senese?

E’ quanto si stanno chiedendo alcuni analisti, guardando alla possibilità sempre più concreta che, in linea con il piano del CEO di Rocca Salimbeni Luigi Lovaglio, Monte dei Paschi di Siena punti a fagocitare del tutto Piazzetta Cuccia, procedendo all’OPA residuale e, infine, al delisting delle azioni Mediobanca da Piazza Affari.

E’ su questa ipotesi che il mercato ha scommesso nella giornata di ieri, mercoledì 4 febbraio.

Giornata chiave, vista la riunione dell’assemblea straordinaria di Rocca Salimbeni per votare le modifiche allo statuto proposte dal CDA di MPS.

Assemblea straordinaria MPS approva le modifiche statutarie mentre arriva nuovo blitz di Caltagirone

Il semaforo verde dell’assemblea straordinaria di MPS è arrivato, e anche in modo significativo, se si considera che più del 99% del capitale rappresentato - a partecipare all’assemblea è stato il 68,01% del capitale - ha approvato i sette punti all’ordine del giorno, tra cui la lista del CDA e il dimezzamento delle riserve sull’utile dal 10% al 5%: votazione quest’ultima, che permetterà al MPS di erogare a favore dei soci un payout pari al 100%.

Non è mancata tuttavia sempre ieri la sorpresa dell’azionista di MPS Francesco Gaetano Caltagirone che, secondo quanto riporta oggi Il Corriere della Sera, è salito dal 10,2% all’11,5% del capitale del Monte, in vista del rinnovo del board, che sarà votato dagli azionisti il prossimo 15 aprile.

Una mossa, quella di Caltagirone, che segue le indiscrezioni su un ipotetico scontro tra l’imprenditore e l’AD di MPS Luigi Lovaglio - prontamente smentite - che avrebbe come pomo della discordia il futuro di Mediobanca e anche di Generali.

Va ricordato che Caltagirone è tra i principali azionisti di MPS, così come anche di Mediobanca e Generali e che, nel caso di una fusione per incorporazione di Mediobanca in MPS, Lovaglio avrebbe pieni poteri nel determinare, tra le altre cose, anche il futuro della partecipazione di maggioranza, pari al 13% circa, che Mediobanca detiene in Generali Assicurazioni.

Azioni Mediobanca rallentano dopo l’exploit da OPA mentre si paventa salasso per MPS

Oggi, sessione positiva per le azioni Monte dei Paschi di Siena, scambiate sul Ftse Mib di Piazza Affari, che balzano dell’1,7%, portandosi a quota 9,20.

Dopo l’exploit di ieri, i titoli Mediobanca segnano invece un timido rialzo, viaggiando attorno a 19 euro.

A questo punto, e a seguito dell’ok di ieri dell’assemblea dei soci di MPS alle modifiche statutarie, i prossimi passi che MPS dovrà fare riguardano la formulazione sia del nuovo piano MPS-Mediobanca, che dovrà essere presentato al mercato e alla BCE che della lista per il rinnovo del board.

Tutto, mentre sale l’attesa per la trimestrale e per gli utili dell’intero 2025 che saranno presentati a giorni da entrambe le banche. La stagione delle trimestrali delle banche italiane, intanto, va avanti (attenzione al calendario): a presentare i conti oggi è stata BPER, dopo il bilancio diffuso giorni fa da Intesa SanPaolo.

Riguardo a Intesa SanPaolo, in evidenza le dichiarazioni che il CEO della banca italiana Carlo Messina ha rilasciato nel commentare l’importanza di Generali.

Tornando all’opzione che MPS conquisti l’intera Mediobanca con il lancio di una OPA residuale, proprio questo fattore, nella giornata di ieri, ha fatto schizzare il titolo MB, che era stato zavorrato nelle sessioni precedenti dall’altra opzione formulata per il futuro della banca d’affari: quella che punterebbe a MPS e Mediobanca come entità separate e che prevederebbe il ripristino del flottante di Piazzetta Cuccia.

La prospettiva di un delisting considerata ora più probabile rispetto a quella opzione - e auspicata dal CEO Lovaglio - ha portato le azioni di Mediobanca a volare alla vigilia fino a +7% sul Ftse Mib.

Allo stesso tempo, qualcuno ha parlato di rischio “salasso” per la banca senese in caso di OPA residuale. Le indiscrezioni sono state riportate dall’agenzia di stampa AdnKronos:

“Secondo quanto apprende AdnKronos da fonti di mercato, alla luce della performance odierna (di ieri per chi legge) dei titoli e delle scommesse del mercato sul delisting di Mediobanca, ’il concambio dell’OPS – pari a 2,533 azioni Mps più 0,90 euro per ogni azione Mediobanca – determinerebbe un valore dell’OPA residuale sul flottante rimasto nell’ordine dei 3 miliardi di euro’. Una cifra definita ’monstre’ dalle fonti, soprattutto se messa a confronto con le sinergie stimate in circa 700 milioni, che – viene sottolineato – ’potrebbero essere realizzate anche in assenza di un delisting’ ”.

Delisting che beneficerebbe tra l’altro del sostegno della BCE.

E proprio a proposito di Francoforte, nel pomeriggio di ieri MPS ha diramato un comunicato ad hoc per riassumere l’esito dell’assemblea straordinaria, precisando che “alla data odierna la BCE non ha ancora rilasciato il provvedimento autorizzativo inerente alle suddette modifiche statutarie. L’efficacia delle stesse rimane pertanto subordinata al rilascio di tale provvedimento”.

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