Market movers (27 luglio-2 agosto), la Federal Reserve deciderà il destino dei tassi e dei mercati globali

Redazione Money Premium

26 Luglio 2026 - 08:32

Questi appuntamenti daranno indizi preziosi su come evolveranno tassi, valute, obbligazioni e azioni nelle settimane e nei mesi a venire.

Market movers (27 luglio-2 agosto), la Federal Reserve deciderà il destino dei tassi e dei mercati globali

Nella settimana in arrivo si concentrano dati macroeconomici di prim’ordine provenienti dagli Stati Uniti, dall’Eurozona e dall’Italia, insieme a possibili segnali dalla Cina.

Questi appuntamenti non sono semplici numeri da segnare sul calendario: incarnano il polso reale dell’economia, influenzano le aspettative sui tassi di interesse, il valore delle valute, i rendimenti obbligazionari e le quotazioni azionarie. Capire il loro significato permette di leggere con maggiore lucidità le dinamiche che muoveranno i portafogli nei mesi successivi.

In attesa della riunione del FOMC

Partiamo dagli Stati Uniti, dove il momento clou è senza dubbio la riunione del FOMC della Federal Reserve in programma tra il 28 e il 29 luglio, con annuncio dei tassi e conferenza stampa del presidente Jerome Powell il 29. Gli investitori arriveranno a questo appuntamento con un quadro già arricchito da diversi indicatori anticipatori. Il 27 luglio usciranno gli ordini di beni durevoli di giugno: si tratta di un indicatore anticipatore della spesa in investimenti delle imprese e della salute del settore manifatturiero. Un dato più debole del previsto potrebbe segnalare un rallentamento dell’attività industriale, mentre un risultato migliore rafforzerebbe l’idea di un’economia ancora resiliente. Nello stesso giorno verranno pubblicati anche l’indice manifatturiero della Dallas Fed e diverse aste di Treasury (buoni a 3 e 6 mesi, note a 2 e 5 anni), che offriranno un primo spaccato sulla domanda di debito pubblico americano e sui rendimenti attesi.Il 28 luglio sarà una giornata ancora più ricca.

Verranno diffusi il saldo commerciale anticipato di giugno, gli inventari al dettaglio e all’ingrosso, l’indice S&P Case-Shiller sui prezzi delle case nelle venti principali città (dato di maggio) e l’indice di fiducia dei consumatori della Conference Board. L’indice Case-Shiller è particolarmente seguito perché il mercato immobiliare americano è un pilastro della ricchezza delle famiglie e un canale di trasmissione della politica monetaria. Se i prezzi delle case continueranno a mostrare moderata crescita, supporteranno la tesi di un “soft landing”; un rallentamento più marcato potrebbe invece alimentare timori di raffreddamento della domanda interna. La fiducia dei consumatori, invece, anticipa la propensione alla spesa: un calo potrebbe prefigurare consumi più deboli nei prossimi mesi, con ricadute su crescita e inflazione.

l 29 luglio, oltre alla decisione sui tassi della Federal Reserve, arriveranno dati sul mercato ipotecario e sugli stock petroliferi dell’EIA. Il consenso di mercato prevede che la Fed mantenga il tasso sui fed funds al livello attuale (intorno al 3,75% secondo le previsioni diffuse). Il vero elemento di attenzione sarà il linguaggio della conferenza stampa di Powell e l’eventuale aggiornamento delle proiezioni economiche. Gli operatori cercheranno indizi su quando potrebbe iniziare un ciclo di tagli e su quanto la banca centrale sia preoccupata dall’inflazione persistente nei servizi o da eventuali segnali di debolezza sul fronte occupazionale.

Il giorno successivo, 30 luglio, usciranno due dati di enorme rilevanza: il GDP preliminare del secondo trimestre e l’indice PCE core (la misura preferita dalla Federal Reserve per misurare l’inflazione). Il PCE di giugno e le sue componenti core forniranno un quadro aggiornato sulla traiettoria dei prezzi al consumo e sui servizi. Se l’inflazione core dovesse risultare più persistente del previsto, la Fed potrebbe apparire più cauta sui tagli; viceversa, un raffreddamento rapido aprirebbe la strada a un allentamento più deciso. Il GDP anticipato del secondo trimestre, insieme alle componenti di reddito e spesa personale, completerà il quadro: crescita robusta con inflazione moderata è lo scenario “dorato” che i mercati amano; crescita debole o inflazione ancora alta crea tensioni.

I dati in arrivo dall’Europa

Passando all’Europa, il contesto è segnato dalla recente riunione del Governing Council della European Central Bank del 22-23 luglio. Sebbene la decisione sui tassi sia già nota, nella settimana in esame arriveranno dati che permetteranno di valutare se le condizioni economiche giustificano o meno un ulteriore aggiustamento della politica monetaria nei prossimi mesi. Il 27 luglio verranno pubblicati i dati su prestiti alle imprese e alle famiglie e sull’aggregato monetario M3 di giugno: questi indicatori riflettono il grado di trasmissione della politica monetaria all’economia reale.

Un’espansione del credito moderata potrebbe confermare che i tassi attuali stanno frenando la domanda in modo controllato.Il 30 luglio l’Eurostat diffonderà la stima flash del GDP del secondo trimestre per l’Eurozona, insieme all’indice di sentiment economico, al tasso di disoccupazione di giugno e agli indici di fiducia di consumatori, industria e servizi. Questi dati sono cruciali perché l’Eurozona ha mostrato negli ultimi trimestri una crescita tiepida, trainata soprattutto dai servizi mentre il manifatturiero ha faticato. Un GDP migliore delle attese rafforzerebbe la narrativa di una ripresa graduale; un risultato deludente potrebbe invece spingere i mercati a prezzare tagli dei tassi più aggressivi da parte della ECB nei prossimi mesi. Il giorno dopo, 31 luglio, arriverà la stima flash dell’inflazione di luglio: sia l’indice headline sia quello core. L’inflazione dei servizi rimane un punto dolente per la ECB; un’accelerazione inattesa potrebbe complicare il percorso di normalizzazione.

Le aste e i dati in arrivo dall’Italia

Per l’Italia il quadro è particolarmente interessante perché il Paese deve conciliare crescita modesta, debito pubblico elevato e rendimenti dei BTP sensibili alle mosse delle banche centrali. Il 28 luglio si terranno le aste di BTP a breve termine (compresi i BTP€i indicizzati all’inflazione) e il giorno successivo l’asta dei BOT a sei mesi. Questi appuntamenti offriranno un termometro diretto sulla domanda da parte degli investitori istituzionali e retail italiani ed esteri. Un collocamento agevole a rendimenti contenuti segnalerebbe fiducia; tensioni potrebbero invece emergere se i mercati globali dovessero diventare più volatili in seguito alle decisioni americane.

Il 29 luglio l’ISTAT pubblicherà i dati sulle vendite industriali di maggio, un indicatore della domanda interna e delle esportazioni del settore manifatturiero italiano. Il 30 luglio arriveranno la stima anticipata del GDP del secondo trimestre, il tasso di disoccupazione di giugno, l’asta di BTP a medio-lungo termine e gli indici dei prezzi alla produzione di giugno. Il GDP italiano preliminare è seguito con attenzione perché l’Italia ha storicamente una crescita più ciclica rispetto alla media eurozona; un risultato in linea o superiore alle attese potrebbe sostenere i rendimenti dei titoli di Stato. Il 31 luglio saranno diffusi gli indici di fiducia di imprese e consumatori di luglio e la stima preliminare dell’inflazione di luglio. L’inflazione italiana, storicamente più volatile di quella tedesca, influisce direttamente sui rendimenti reali dei BTP e sulle aspettative di politica monetaria della Banca d’Italia all’interno del Consiglio della ECB.