Lagarde (BCE), da Trump “calcio nel sedere” all’Europa. Nuove tasse UE? La risposta

Laura Naka Antonelli

16/02/2026

Le parole di Christine Lagarde alla Conferenza di Monaco sull’Europa. Quel “calcio nel sedere” di Trump e i commenti sulle minacce di nuove tasse.

Lagarde (BCE), da Trump “calcio nel sedere” all’Europa. Nuove tasse UE? La risposta

Senza alcuna ombra di dubbio, la politica commerciale che il Presidente americano Donald Trump ha inaugurato con la sua seconda amministrazione è stata, per l’Europa, “ un calcio nel sedere ”. Parola di Christine Lagarde, numero uno della BCE, che ha parlato ieri, domenica 15 febbraio 2026, in occasione dell’evento “Dalla frammentazione alla competitività”, nel corso della Conferenza di Monaco.

Ma proprio quel calcio nel sedere di Trump, ha ricordato Lagarde, che ha preso la forma della guerra commerciale lanciata in tutto il mondo a colpi di dazi, potrebbe essere per l’Europa una occasione per diventare più forte.

Europa VS dazi Trump, Lagarde parla di “kick in the butt”. Ma dice anche no a minaccia tasse

Se leggi i padri fondatori, tutti dicono la stessa cosa: l’Europa cresce in tempi di crisi, l’Europa è più forte e migliora insieme in tempi di crisi ”, ha detto la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde, aggiungendo che proprio quel “ kick in the butt ” arrivato da Trump potrebbe essere un motivo in più per velocizzare le riforme economiche e per “avvicinare di più, tra di loro, i leader europei”.

La numero uno della BCE ha commentato anche l’altro dossier di cui si sta parlando in queste ultime settimane, tema centrale affrontato nel summit informale del Consiglio UE che si è tenuto la scorsa settimana - in cui sono intervenuti gli ex Presidenti del Consiglio Mario Draghi ed Enrico Letta, nelle vesti di autori di rapporti ad hoc dedicati alla questione -ovvero quello della competitività.

In particolare, Lagarde si è riferita all’opzione, auspicata da alcuni funzionari europei, che Bruxelles imponga una exit tax, ovvero una tassa su individui e aziende che spostino i loro risparmi e capitali al di fuori dell’Unione europea.

Una tale minaccia, hanno spiegato i sostenitori della proposta, potrebbe portare a loro avviso i risparmiatori e gli investitori a pensarci due volte prima di far ’espatriare’ i loro fondi all’estero, utilizzando le ricchezze di cui sono in possesso per puntare, piuttosto, sull’Europa.

Ma Lagarde ha bocciato l’idea di queste tasse, dicendosi favorevole più a una Europa che crei incentivi per promuovere gli investimenti, al fine di prevenirne la fuga all’estero, che alle tasse.

Sono più a favore degli incentivi che delle tasse ”, ha sottolineato la Presidente della BCE, ricordando che al momento il sentiment nei confronti dell’Europa è positivo, come dimostrano “i soldi che stanno arrivando”.

Il grande annuncio della BCE per potenziare il ruolo globale dell’euro

Christine Lagarde ha parlato il giorno dopo il grande annuncio della BCE, relativo alla disponibilità da parte della Banca centrale a offrire liquidità in euro alle autorità monetarie di tutto il mondo, al fine di prevenire tensioni sui mercati finanziari, così come per aumentare l’utilizzo globale dell’euro, in un momento in cui il dollaro USA non è più, come ha dimostrato la continua fuga degli investitori dalla valuta, sinonimo di fiducia e di affidabilità.

La mossa della BCE è volta a rafforzare dunque il ruolo dell’euro, blindandone la natura di valuta di riferimento a livello mondiale. Come?

Attraverso il rafforzamento di un meccanismo che fa già parte dell’arsenale dell’Eurotower, e che prende il nome di Eurep.

Si tratta praticamente di linee pronti contro termine, riservate inizialmente a un numero limitato di banche centrali, che ora saranno estese a tutti gli istituti centrali del mondo, a patto che non si tratti di attori finanziari che siano stati colpiti da sanzioni per aver commesso reati come il riciclaggio del denaro sporco o finanziamenti al terrorismo. “Questo strumento”, ha garantito Lagarde, “ rafforza il ruolo dell’euro ”.

Inoltre, “la disponibilità di un prestatore di ultima istanza per le banche centrali di tutto il mondo sostiene la fiducia negli investimenti, nei prestiti e nel commercio in euro”, in quanto basata sulla consapevolezza che si potrà accedere a questo strumento, ha ribadito la numero uno della BCE, nei momenti di crisi di mercato.

Lagarde da Monaco: “BCE si prepari a contesto più volatile”

La BCE deve essere preparata a un contesto più volatile ”, ha dichiarato ancora Lagarde alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, la prima volta che un presidente della BCE è intervenuto all’evento.

Dobbiamo evitare una situazione in cui queste tensioni inneschino vendite forzate di titoli denominati in euro nei mercati globali di finanziamento, che potrebbero ostacolare la trasmissione della nostra politica monetaria”, ha detto ancora la Presidente della BCE, annunciando il nuovo strumento.

Rimane alta l’attenzione nei confronti dell’istituzione per la direzione che Lagarde intende dare alla politica monetaria dell’Eurozona, dunque ai tassi di interesse, dopo il primo atto del 2026, con cui ha confermato lo status quo.

Nel commentare la decisione della Banca centrale europea di confermare i tassi per la quinta volta consecutiva Konstantin Veit, Portfolio Manager di PIMCO, ha fatto notare che “la banca centrale rimane in una posizione favorevole, con un’inflazione vicina all’obiettivo, una crescita che si mantiene su livelli tendenziali e mercati del lavoro che restano solidi. In questo contesto, i banchieri centrali sembrano ampiamente soddisfatti dei tassi di riferimento che si attestano intorno al punto intermedio dell’intervallo di neutralità stimato e vedono pochi motivi per modificare l’orientamento in questa fase ”.

Veit ha aggiunto di condividere “l’opinione prevalente del Consiglio direttivo secondo cui i rischi per le prospettive di inflazione a medio termine rimangono sostanzialmente bilanciati ”.

Sulla base di questi presupposti, “nel corso di quest’anno, prevediamo che l’inflazione si orienterà verso un tasso più sostenibile del 2%, sostenuta da un graduale rallentamento dell’inflazione dei servizi e dei salari verso livelli compatibili con la stabilità dei prezzi nel medio termine”.

Secondo l’esperto di PIMCO, in definitiva, “ sebbene l’inflazione dei servizi e dei salari rimanga elevata, la BCE dovrebbe ignorare gli scostamenti modesti rispetto all’obiettivo e in gran parte determinati dai prezzi dell’energia, al fine di preservare il convenzionale spazio di manovra della politica monetaria, in particolare poiché le aspettative di inflazione rimangono ben ancorate”.

Dunque, “continuiamo a prevedere che i tassi di riferimento rimarranno invariati nel prossimo futuro, pur lasciando aperta la valutazione sulla direzione della prossima mossa una volta terminato questo periodo di inazione”.

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