Euro contro dollaro, la svolta: perché il cambio può cambiare i portafogli degli italiani. Ne parliamo con Alessio Grazia, Business Manager di Allianz Bank Financial Advisors.
Il dollaro apre il 2026 in una posizione molto diversa rispetto a quella a cui gli investitori si erano abituati negli anni precedenti. Dopo un lungo periodo di forza sostenuta dalla crescita americana e da tassi elevati, il biglietto verde ha progressivamente perso terreno. Il 2025 si è chiuso con un deprezzamento significativo contro euro e, a febbraio 2026, il tema non è più se il dollaro sia entrato in una fase di debolezza, ma quanto questa fase possa durare e quali effetti possa avere sui portafogli.
Secondo Alessio Grazia, Business Manager di Allianz Bank Financial Advisors, il quadro è cambiato in profondità. “Dopo aver perso circa il 13% nel corso del 2025, il dollaro entra nel 2026 in una fase di debolezza strutturale”. Alla base di questa visione c’è soprattutto la divergenza tra le politiche monetarie delle due sponde dell’Atlantico. “La divergenza tra una FED orientata a tagliare i tassi verso l’area del 3,25-3,50% e una BCE più attendista suggerisce che il cambio EUR/USD possa puntare con decisione verso quota 1,19-1,20 nei prossimi mesi”.
Non si tratterebbe, però, di un movimento brusco. Grazia invita a non immaginare scenari estremi. “Non reputo possibile un crollo verticale, quanto piuttosto una discesa a piccoli passi dovuta al venir meno dell’eccezionalismo economico statunitense”. Il concetto di eccezionalismo, che per anni ha sostenuto il dollaro, si è basato su una combinazione di crescita più robusta rispetto ad altre economie avanzate, leadership tecnologica e mercato del lavoro solido. Oggi questi elementi restano presenti, ma meno dominanti, mentre altre aree del mondo mostrano segnali di recupero relativo. [...]
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA