Perché il franco svizzero si sta indebolendo (e come trasformarlo in guadagno extra nel 2026)?

Redazione Money Premium

11 Maggio 2026 - 08:25

La SNB sta indebolendo il franco: l’opportunità che i risparmiatori italiani non possono perdere?

Perché il franco svizzero si sta indebolendo (e come trasformarlo in guadagno extra nel 2026)?

Mentre entriamo nel cuore del 2026, il panorama valutario internazionale è dominato dal triangolo tra franco svizzero, euro e dollaro, con il CHF al centro di un equilibrio delicato che sta influenzando direttamente i portafogli di centinaia di migliaia di italiani. L’euro si consolida stabilmente tra 1,17 e 1,18 sul dollaro, grazie a una BCE che ha mantenuto una politica più prevedibile rispetto alle turbolenze americane.

Il dollaro appare invece in una fase di debolezza relativa, penalizzato da una crescita USA meno robusta del previsto e dalle aspettative di tagli dei tassi da parte della Fed. Ma è soprattutto il franco svizzero a catalizzare l’attenzione: pur restando uno dei rifugi sicuri per eccellenza, mostra segni di fatica con l’EUR/CHF intorno a 0,915-0,916 dopo aver toccato minimi storici sotto 0,90 a marzo. La Banca Nazionale Svizzera (SNB) mantiene i tassi allo zero e interviene attivamente sul mercato dei cambi per contrastare un apprezzamento eccessivo, tutelando così esportatori, turismo e frontalieri.

Questa dinamica non è solo tecnica: tocca mutui in franchi ancora attivi (soprattutto ex Barclays), risparmi in euro, investimenti transfrontalieri, vacanze in Svizzera o negli USA e strategie di diversificazione per chi vuole proteggere il proprio patrimonio dall’inflazione e dalla volatilità. In questo approfondimento esaminiamo cause, conseguenze e soprattutto le mosse operative più efficaci per un risparmiatore o investitore italiano.

Il quadro attuale delle tre valute e il ruolo centrale del franco

Oggi l’euro beneficia di una relativa solidità europea, con l’EUR/USD che oscilla tra 1,174 e 1,178, mentre il dollaro fatica a trovare slancio. Il franco svizzero rimane forte come safe-haven, ma la SNB sta spingendo per una correzione controllata: tassi fermi allo 0% e interventi sul forex per impedire che il CHF diventi troppo oneroso per l’economia elvetica. Nel mese di marzo 2026 il franco aveva apprezzato notevolmente, ma gli interventi e le comunicazioni della banca centrale hanno permesso un parziale allentamento, portando l’EUR/CHF verso quota 0,915. Questo scenario crea un “franco sotto pressione relativa” che offre opportunità concrete, soprattutto per chi ha esposizioni in Svizzera

Perché la SNB sta gestendo la debolezza del franco svizzero

La SNB ha ribadito più volte la propria disponibilità a intervenire pesantemente contro un apprezzamento rapido ed eccessivo del CHF, soprattutto in un contesto geopolitico ancora incerto. Con l’inflazione svizzera bassissima (attorno allo 0,1-0,7%) e crescita del PIL prevista intorno all’1% per il 2026, la banca centrale preferisce usare gli strumenti valutari piuttosto che tornare a tassi negativi. Questo approccio sta di fatto favorendo una leggera debolezza del franco contro l’euro, con previsioni di banche come UBS che indicano un possibile movimento dell’EUR/CHF verso 0,94 entro fine anno. Per contro, il dollaro resta più volatile, con USD/CHF che si muove intorno a 0,78. Il risultato è un franco ancora dominante ma meno aggressivo, che crea margini di manovra per gli italiani.

L’impatto concreto su risparmio e investimenti

Chi possiede un mutuo in franco svizzero (spesso residui di vecchi contratti Barclays o simili) sta beneficiando di rate in euro più leggere rispetto ai picchi di forza del CHF di inizio anno: una variazione di pochi centesimi sul cambio può tradursi in 200-350 euro di risparmio annuo su un mutuo medio da 250-300 mila franchi. I frontalieri e le imprese con costi in Svizzera vedono migliorare i margini di conversione degli stipendi o ricavi. Al contrario, chi ha investito in azioni o ETF americani subisce una lieve erosione una volta riconvertito in euro per la debolezza del dollaro. Lasciare liquidità solo in euro sul conto corrente significa esporsi al rischio di perdita di potere d’acquisto, soprattutto se l’euro dovesse rafforzarsi ulteriormente contro il franco o se il dollaro rimbalzasse improvvisamente.

Le mosse operative più efficaci da attuare

Chi ha un mutuo in CHF dovrebbe monitorare quotidianamente i livelli di cambio: tra 0,91 e 0,93 è spesso conveniente valutare una surroga parziale, un rimborso anticipato selettivo o almeno una copertura con strumenti derivati semplici. Per chi ha liquidità in euro, destinare il 10-20% del portafoglio a strumenti in dollaro (ETF azionari USA hedged o non hedged a seconda della tolleranza al rischio) può bilanciare il portafoglio, mentre una piccola quota in asset denominati in franco svizzero (obbligazioni elvetiche o azioni svizzere difensive) offre protezione da shock. Chi deve effettuare pagamenti importanti in Svizzera o negli USA è meglio che aspetti fasi di forza temporanea della valuta target prima di convertire. Infine, per i più attivi, certificati o mini-futures su EUR/CHF permettono di cavalcare la tendenza senza eccessiva esposizione.

Previsioni per la seconda metà del 2026 e rischi da monitorare

Le principali banche d’affari (UBS, Raiffeisen e consensus di mercato) vedono l’euro rafforzarsi gradualmente contro il franco svizzero fino a 0,93-0,94, mentre il dollaro dovrebbe stabilizzarsi con movimenti laterali. Il rischio principale resta una nuova ondata di avversione al rischio globale che spingerebbe di nuovo il CHF verso l’alto: in quel caso la SNB interverrebbe ancora più aggressivamente. Per contro, una ripresa più forte dell’Europa o tagli aggressivi della Fed potrebbero accentuare la debolezza relativa del franco e del dollaro. Il 2026 si profila quindi come un anno di gestione attiva ma prudente, dove la diversificazione tra le tre valute diventa uno strumento chiave di protezione.